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Pioggia di medaglie italiane al Brussels Beer Challenge: oro per Ducato, B94 e Foglie d’Erba

Logo-Brussels-Beer-Challenge_cmykMentre il sottoscritto stava terminando il suo breve viaggio a Barcellona, in Belgio venivano svelati i risultati del Brussels Beer Challenge. Questo contest internazionale è giunto alla sua seconda edizione, eppure già si è imposto nell’ambiente per una giuria e un’organizzazione di prim’ordine. È dunque una soddisfazione ancora maggiore scoprire che l’Italia esce dal concorso con un onorevolissimo bottino di riconoscimenti: 4 ori, 9 argenti e 6 bronzi, a cui vanno aggiunte anche 7 menzioni d’onore. Un totale di 19 medaglie – ben dieci in più rispetto a quelle del 2012 – che per la seconda volta pongono il nostro paese subito alle spalle del Belgio (nazione ospitante) e degli Stati Uniti. Insomma, il movimento tricolore continua a crescere.

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Dopo la doverosa introduzione entriamo nel dettaglio dei risultati, scoprendo le quattro produzioni italiane capaci di ottenere altrettanti ori. Il metallo più prezioso è andato alla Chimera (categoria Abbey/Trappist) e alla Sally Brown Baracco (categoria birre al caffè) del Ducato, alla Terrarossa di B94 (categoria Strong/Extra Special Bitter) e alla Hot Night at the Village di Foglie d’Erba (categoria Porter). Se quindi da un lato il Ducato si conferma il migliore birrificio italiano nei concorsi internazionali, dall’altro fanno particolarmente piacere le affermazioni di due birrai che secondo me meritano pienamente questo successo: Raffaele Longo del pugliese B94 e Gino Perissutti del friulano Foglie d’Erba. Adoro le loro birre da anni e perciò sono particolarmente felice per i loro ori.

Per quanto riguarda, qui l’Italia ha sfiorato la doppia cifra. Le birre premiate sono state: Imper Ale Nera di Collesi (Strong Dark Ale), Wedding Rauch di Ducato (affumicate), Mafalda di Bradipongo (Amber Ale), Costanza d’Aragona di Castel del Monte (American IPA), Rais di Rubiu (Best Bitter), Babel di Foglie d’Erba (IPA), Duenna di Barley (Saison), Xyauyù Barrel di Baladin (Barley Wine), Hibou di Fiscellus Mons (Specialty). Da notare la presenza di alcuni nomi poco conosciuti: Bradipongo è un brewpub della provincia di Treviso, Fiscellus Mons una beer firm abruzzese e Castel del Monte un birrificio pugliese. Sono tutte aziende piuttosto giovani, aperte tra il 2011 e il 2012, che dimostrano ancora una volta il livello qualitativo col quale si affacciano molti neonati microbirrifici nel mondo della birra italiana.

Le sei medaglie di bronzo sono invece andate a Aeresis di Elav (Dark IPA), Matthias e Bucefalo di Maiella (rispettivamente Herb & Spice e Export Stout), Little Lover di Revelation Cat (Sweet Stout), A Freewheelin’ IPA di Foglie d’Erba (IIPA) e Barley Wine di Birra Perugia (Barley Wine). Infine sono state meritevoli della menzione d’onore la Lumina di Civale (American IPA), la Punks Do It Bitter di Elav (Best Bitter), la Light Gruit di Gruit (Bitter), la Negramara Extra di Birranova (IPA), la BB Evò di Barley (Barley Wine), A’ Rosc di Opus Grain (Irish Red Ale) e la Death Star di Revelation Cat (Imperial Stout).

Spulciando l’elenco dei risultati si incontrano nomi di birrifici internazionali piuttosto famosi: Boston Beer Company (che ha piazzato ben 11 Samuel Adams), De La Senne, Dupont, Boon, Firestone, Green Flash, Left Hand, Lindemans, Oud Berseel e altri. A livello di nazioni sono giudicabili molto modeste le performance di Repubblica Ceca e Danimarca e non certo straordinarie quelle di due potenze come Regno Unito e Germania. Per quanto riguarda le realtà emergenti extra europee segnalo il bronzo del brasiliano Bamberg e quello dell’australiano Redoak.

Detto questo non rimane che fare i complimenti ai nostri birrai, capaci di confermare l’Italia terza nel “medagliere” del Brussels Beer Challenge. Ora non rimane che cercare in giro e assaggiare le tante birre premiate.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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10 Commenti

  1. Tanti i nomi a me sconosciuti, buon segno come dici tu.
    Ma la Porte di Foglie d’ Erba è quella che a Fermentazioni era chiamata solo Porter?
    La Little Lover mi sà che l’ assaggiai l’ anno scorso al Mad sotto obblig***consiglio di Manuele Colonna, “a te non piacciono le stout ma questa ti piace”; ci aveva ragione ci aveva.
    Civale ho assaggiato poche cose ma quelle poche mi sono piaciute, ultima proprio la Lumina alla pompa questo fine settimana.
    Barley Wine di Perugia a EurHop, piaciuta e con sorpresa leggo questo secondo premio in poco tempo, mi fa piacere perchè quello che ho bevuto di loro (tutto, ndr) mi è piaciuto, è un birrificio nuovo e per questo 2013 è il mio birrificio preferito.

  2. Sì, la porter di Gino era quella sia del Villaggio che di Fermentazioni.
    Sulla bottiglia infatti il nome ce l’aveva ed era appunto Hot night at the village (tra l’altro dedicata al Villaggio).

  3. la qualità dei nomi premiati lascia intendere che questo concorso sia abbastanza serio 🙂 comunque la porter di fermentazione e villaggio della birra è fantastica davvero…provata sia in bottiglia che alla spina, ma a mio avviso la Caol Ila è ancora meglio 😀

  4. Oltre a sottolineare le straordinarie performance di Ducato e Foglie d’erba, meritatamente pluripremiate in questo contest, è da notare che ben 5 diversi birrifici, sui 19 riconoscimenti italiani, provengano dalla regione Puglia.

  5. Ormai con tutti i birrifici artigianali che ci sono c’è da perdersi e confondersi.
    Il fatto è che mediamente hanno quasi tutti un’alta qualità, poi chiaramente sono anche molto ben abituato dal mio publican.

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