Si riparte: ecco cosa è successo nel mondo della birra durante la pausa estiva

Da oggi gli aggiornamenti di Cronache di Birra tornano regolari, segnando l’inizio di una nuova stagione birraria dopo la pausa estiva. Le passate settimane hanno lasciato in eredità diverse notizie interessanti per il mondo della birra, alcune direttamente legate al settore e altre capaci di raccontarne cambiamenti più ampi. Per riprendere il ritmo quotidiano, nel pezzo di oggi ci inoltriamo in un riassunto di quanto accaduto di recente tra discussioni sull’alcol, operazioni societarie che portano i grandi gruppi lontano dalla birra, nuove strategie per affrontare la crisi del mercato e ricorrenze che guardano alla storia della tradizione brassicola. Tutte notizie che offrono diversi spunti di riflessione e che vale la pena recuperare alla ripresa della normale attività.

In Belgio si discute di avvertenze sanitarie sull’alcol

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Come racconta Il Post, uno dei temi caldi in Belgio arriva da una proposta del governo, finalizzata a introdurre nelle pubblicità degli alcolici un’avvertenza esplicita sui rischi per la salute. L’ipotesi, che riguarda naturalmente anche la birra, ha provocato la reazione della Federazione dei produttori di birra, secondo cui una formulazione di questo tipo rischierebbe di presentare in maniera eccessivamente semplicistica il rapporto tra consumo di alcol e salute. L’idea del governo è infatti di utilizzare la frase “L’alcol è nocivo per la salute” al posto dell’attuale avvertenza “L’abuso di alcol è nocivo per la salute”. Una differenza sostanziale, che non è andata giù all’ente che rappresenta i birrifici belgi.

Il dibattito si inserisce in un percorso più ampio: il Belgio ha già adottato negli ultimi anni diverse misure per limitare il consumo problematico di alcol, mentre i dati mostrano una progressiva contrazione del mercato nazionale. Nel 2024, per esempio, il consumo di birra nel Paese è diminuito del 2,1%, dopo il -6% dell’anno precedente. La discussione sulle nuove avvertenze assume quindi un significato che va oltre il singolo provvedimento e racconta la crescente difficoltà di conciliare la tradizionale centralità della birra nella cultura belga con una maggiore attenzione alle conseguenze sanitarie del consumo di alcol.

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Cento anni di Westmalle Dubbel

Rimaniamo in Belgio, perché durante l’estate è stato celebrato un anniversario particolarmente significativo: la Westmalle Dubbel ha compiuto cento anni. Si tratta di una delle birre trappiste più iconiche di sempre, la cui origine è strettamente legata alla produzione stessa dell’abbazia di Westmalle. I monaci iniziarono a brassare all’interno del monastero già nel 1836 e venti anni dopo producevano due birre: una chiara leggera e una bruna più forte. Quando ripresero a produrre alla fine della Grande Guerra, recuperarono la ricetta della birra bruna. Il nome “Dubbel Bruin” cominciò ad apparire intorno al 1920, indicando – secondo gli stessi monaci – l’impiego di una quantità di malto doppia rispetto alla precedente versione della birra. La ricetta venne perfezionata nel 1926.

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Per celebrare il centenario, Westmalle ha previsto una serie di edizioni speciali e iniziative dedicate alla propria Dubbel: dalla nuova etichetta per la bottiglia da 33 cl a un bicchiere celebrativo, fino a bottiglie speciali da 75 cl e grandi jeroboam destinati ad arrivare sul mercato in autunno. È previsto inoltre un accompagnamento gastronomico con un formaggio che Westmalle ha prodotto appositamente per l’occasione, affinato per almeno cento giorni dopo l’aggiunta della stessa Dubbel durante la lavorazione. Un modo per celebrare un secolo di storia senza separare la birra dalle altre attività che ancora oggi fanno parte della vita produttiva dell’abbazia.

Il colosso brassicolo Kirin compra un’azienda di vitamine

Ben più lontana dal bicchiere è invece l’operazione annunciata da Kirin Holdings, che ad agosto ha raggiunto un accordo per acquisire la canadese Jamieson Wellness, azienda specializzata in vitamine, minerali e integratori alimentari. L’operazione vale circa 2,5 miliardi di dollari canadesi e porterà sotto il controllo del gruppo giapponese uno dei marchi più importanti del mercato canadese degli integratori. L’acquisizione rientra in una strategia ormai piuttosto evidente per Kirin, che negli ultimi anni ha progressivamente ampliato il proprio business nel settore della salute e della nutrizione.

La birra rimane naturalmente una componente fondamentale del gruppo, ma il rallentamento strutturale del mercato giapponese degli alcolici ha spinto l’azienda a cercare nuove aree di crescita. Jamieson rappresenta in questo senso un ulteriore tassello di una trasformazione che vede Kirin sempre più presente nel cosiddetto Health Science. L’operazione dovrebbe concludersi entro la fine del 2026, subordinatamente alle necessarie autorizzazioni e all’approvazione degli azionisti di Jamieson.

Nonostante la crisi della craft beer, a San Francisco aumentano le taproom

Negli Stati Uniti la crisi della birra artigianale sta producendo reazioni diverse, talvolta persino controintuitive. A San Francisco, per esempio, il numero delle taproom è tornato a crescere nonostante il quadro generale del mercato rimanga difficile: dal 2020 sono quasi venti le nuove aperture o quelle annunciate, con una particolare concentrazione in quartieri in forte sviluppo come Mission Bay. Il fenomeno non sembra però essere legato soltanto alla volontà di vendere più birra direttamente al consumatore. I nuovi locali puntano sempre di più su cibo, cocktail, bevande analcoliche, intrattenimento e collaborazioni con attività gastronomiche, trasformandosi in luoghi di socialità nei quali la birra è soltanto una parte dell’esperienza.

Come riporta il San Francisco Chronicle, quello delle tap room è un modello economicamente interessante, perché la vendita diretta garantisce margini maggiori rispetto alla distribuzione tradizionale e permette di avere un rapporto più stretto con il cliente. Il paradosso è che questa crescita avviene mentre le vendite della craft beer statunitense sono diminuite del 2,8% tra 2024 e 2025 e la quota di americani che consumano alcol è ai minimi degli ultimi novant’anni.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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