Quello delle Italian Grape Ale è uno stile celebrato e mortificato allo stesso tempo. È celebrato perché al mondo sono tantissimi i birrifici e gli esperti interessati a confrontarsi con una tipologia che unisce il mondo della birra con quello del vino, riconoscendola come il frutto della creatività dei birrai italiani. È mortificato perché spesso quella paternità – sulla quale non ci sono dubbi – viene rinnegata o ridimensionata, seguendo una tendenza che non si verifica per nessun altro stile birrario. L’esempio più clamoroso si è avuto con le scelte del BJCP, che nell’edizione 2015 delle sue Style Guidelines codificò l’espressione Italian Grape Ale, salvo poi togliere il riferimento al nostro paese nella revisione del 2021 fino ad arrivare al pastrocchio della doppia definizione. Una decisione che ha contributo a creare confusione attorno allo stile, favorendo la nascita di altre denominazioni.
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