Annunci

Birrificio della provincia di Milano vende impianto completo con sala cottura da 2 hL

Birrificio della provincia di Milano vende in blocco a...

Birrificio della provincia di Brescia vende attrezzature per malto del 2020

Siamo un agribirrificio a Borgo San Giacomo (provincia di...

Chimico e mastro birraio senior con esperienza ventennale cerca un impiego in un birrificio italiano

Sono Alexandru Moisa, Chimico e Mastro Birraio Senior e...
Home Blog Pagina 296

Birra dell’anno 2017: i campioni di categoria

Come accaduto negli ultimi anni accompagniamo i risultati di Birra dell’anno di Unionbirrai con i “campioni di categoria”, classifiche non ufficiali che ci piace stilare per offrire qualche indicazione più precisa ai lettori. Le 29 categorie di cui è arrivato a comporsi il concorso, infatti, corrispondono potenzialmente a 87 medaglie assegnate: un numero elevato, che se da una parte risulta inevitabile dato il numero di birre iscritte (circa 1.300), dall’altra può disorientare il consumatore meno smaliziato. L’idea è allora di creare 4 graduatorie specifiche, ognuna delle quali creata associando le varie categorie a precise famiglie: stili di stampo tedesco, stili di stampo belga, stili di stampo angloamericano e birre speciali. Per rendere più movimentate queste classifiche, abbiamo considerato anche le menzioni d’onore, ripartendo i punteggi in questo modo: 10 punti per ogni oro, 6 per l’argento, 3 per il bronzo e 1 per la menzione. Cosa sarà saltato fuori? Scopriamolo insieme…

Birra dell’anno 2017: risultati e commenti

18

Non possiamo cominciare la nuova settimana senza parlare dei risultati di Birra dell’anno, il concorso di Unionbirrai che si è tenuto negli scorsi giorni e i cui risultati sono stati svelati sabato pomeriggio. Come sempre l’evento è stato accompagnato dall’immancabile carrozzone di opinioni e polemiche, che nascono – in maniera anche un po’ fisiologica se vogliamo – dall’incompatibilità che esiste tra assaggi effettuati alla cieca da una parte e considerazioni basate sul marchio dall’altra. L’effetto è che le aspettative del pubblico non sempre vengono rispettate, soprattutto perché fa più scalpore un risultato inatteso (nel bene o nel male) che decine di conferme nella varie categorie.

Destinazione Rimini: i miei impegni per Birra dell’anno e Beer Attraction

0

Quello che state leggendo è l’ultimo post della settimana per Cronache di Birra, perché tra qualche ora salirò sul treno per raggiungere Rimini. Lì come dovreste sapere si terrà da sabato prossimo Beer Attraction, ma nei giorni precedenti gli spazi della fiera saranno utilizzati per gli assaggi di Birra dell’anno. Sto chiaramente parlando del più importante riconoscimento per le birre artigianali italiane, che da 12 anni Unionbirrai organizza con un dispiego di risorse non indifferente. Uno sforzo immane, che non è sempre facile da percepire per chi si trova dall’altra parte della barricata: ce se ne può fare una vaga idea solo chi ha la fortuna, come il sottoscritto, di partecipare in qualità di giudice, ruolo che ricoprirò per la quarta volta consecutiva.

Come se fosse un Gin tonic: l’ascesa delle birre ispirate a cocktail, liquori e long drink

Il settore della birra (artigianale) e quello della mixology non sono mai riusciti a convolare pienamente a nozze. Continuando a sfruttare metafore perfette per San Valentino, possiamo affermare per lungo tempo il mondo dei cocktail ha tentato di sedurre quello birrario, senza mai fare breccia nel cuore dei suoi appassionati: questi ultimi hanno continuato a guardare con sospetto qualsiasi miscelato alla birra, anche quando i presupposti puntavano alla massima qualità. L’idea di combinare una bevanda “bell’e pronta” con altri alcolici e ingredienti è ovviamente difficile da accettare, nonostante miscugli vari siano abbondantemente diffusi anche in culture birrarie secolari – pensiamo alla Radler in Germania. E sebbene negli ultimi anni qualche apertura si sia avvertita, soprattutto negli Stati Uniti, l’incontro tra birra e cocktail rimane un tabù difficilmente superabile. O quantomeno è rimasto tale finché è stato considerato solo in una direzione: è proprio nel momento in cui sono stati invertiti i fattori che abbiamo iniziato ad assistere a un curioso fenomeno di convergenza.

Nuovi birrifici italiani: Muttnik, WAR, Eclipse e Rock Brewery

6

Nella panoramica di oggi sui nuovi birrifici italiani partiamo da una vecchia conoscenza del movimento italiano, uno degli appassionati della prima ora: Lorenzo Beghelli, meglio conosciuto nell’ambiente con lo pseudonimo di Biffero. Bevitore di birra artigianale dal lontano 2002, dopo una gestazione infinita è finalmente riuscito a lanciare il suo marchio insieme ad alcuni amici, battezzandolo Birra Muttnik. Parliamo quindi di una beer firm, ma di quelle con “controllo totale”: Biffero passa intere giornate in sala cotta seguendo ogni fase del processo produttivo, forte di un lunga esperienza acquisita come homebrewer di alto livello e di un periodo di apprendistato presso il Birrificio Italiano.  Lo status dell’azienda non è nascosto, anzi l’idea di acquistare un impianto è espressamente considerata al momento molto remota.

Eventi a febbraio: Beer Attraction, BirrAlp e Londinium Cask Festival

0

La prima parte dell’anno è storicamente avara di eventi birrari, ma ne troviamo almeno uno al mese di grande respiro: Birraio dell’anno a gennaio, Beer Attraction a febbraio e la Settimana della Birra Artigianale a marzo. Oggi ci soffermiamo sul secondo, che insieme a un altro paio di appuntamenti andrà a puntellare la nostra agenda per le prossime settimane. La kermesse riminese si terrà a metà febbraio e quest’anno proporrà alcune novità e la solita marea di espositori, tra cui tantissimi microbirrifici italiani. Dal livello del mare ci spostiamo parecchio in alto per la decima edizione di BirrAlp, che nello stesso week end fonderà l’amore per la montagna con le birre del Birrificio Italiano. Infine nella seconda metà del mese si terrà a Roma la seconda edizione del Londinium Cask Festival del Tree Folk’s, che presenterà tante birre in cask da produttori italiani e inglesi. Buone bevute!

Il Birrificio Italiano cede a Lefebvre: la linea Barbarrique cambierà nome

1

Fu durante un’afosa giornata di agosto dello scorso anno che il Birrificio Italiano comunicò i problemi che stava avendo col suo marchio Barbarrique, dedicato a produzioni speciali maturate in legno. La vicenda si può riassumere velocemente: qualche tempo dopo il lancio della sua linea, l’azienda lombarda ricevette dal birrificio belga Lefebvre una lettera redatta dai propri legali, che intimava di ritirare la richiesta di registrazione del marchio perché troppo simile a quello della loro birra Barbar. La contestazione dapprima riguardò il deposito “verbale” di Barbarrique e, sebbene non certo ragionevole, era una richiesta lecita al punto che il Birrificio Italiano decise di assecondarla. Poco dopo però arrivò un’altra richiesta, molto meno comprensibile, riguardante anche la registrazione “figurativa” suffragata da una presunta somiglianza dei loghi. Una somiglianza invero difficile da dimostrare viste le evidenti differenze, ma che costrinse il produttore di Limido Comasco a una scelta: restare fedeli al nome amato, intavolando una procedura giuridica lunga e dispendiosa, oppure arrendersi alla richiesta dell’industria belga nonostante la certezza di avere ragione? La decisione è arrivata qualche giorno fa.

Da beer firm a birrificio: un fenomeno tutto romano?

7

Sulle beer firm – i marchi birrari privi di impianto di proprietà, che sfruttano quelli di altri birrifici – le opinioni sono diverse. In generale da una parte c’è chi le detesta a priori e dall’altra chi le considera con i dovuti distinguo, separando i progetti “seri” dalle pure operazioni commerciali. Qualsiasi sia la vostra presa di posizione al riguardo, l’unico aspetto certo è che oggi in Italia è quasi impossibile possedere una beer firm, a meno di non articolarvi alla base un disegno più strutturato del semplice marchio brassicolo. In particolare è diventato quasi imprescindibile pianificare in tempi brevi il passaggio allo status di birrificio vero e proprio, affrancandosi da tutti i limiti insiti nel non possedere un impianto di proprietà. Negli ultimi mesi questa trasformazione è stata compiuta da diverse aziende, confermando quanto la transizione sia percepita come sempre più urgente da tutti coloro che operano nell’ambiente. E per una strana coincidenza – ma torneremo su questo punto – il fenomeno si sta verificando soprattutto nel più importante mercato italiano per la birra artigianale: quello di Roma e dintorni.

Nuove birre da Eastside, Etnia, Hibu, Free Lions, La Piazza e A Magara

0

La rassegna di questa settimana sulle nuove birre italiane comincia dalle tante novità che il birrificio Eastside ha sfornato nelle ultime settimane. La più recente è la Sour Side (3,9%), una Berliner Weisse nata dall’esperienza acquisita con la Bad Side e frutto del solito meticoloso studio da parte del birraio Luciano Landolfi. Interessante è l’analisi effettuata sulle “bestioline” responsabili dell’acidità di questa birra: in luogo del solo Lactobacillus Plantarum usato in precedenza, qui Luciano ha preferito sperimentare un mix di Plantarum (70%) e Pediococco Pentosaceus (30%), in combinazione con il lievito Sacc Trois (un falso brettanomiceto, che a determinate temperature conferisce sentori di frutta tropicale, ananas in primis). Il risultato è una birra leggera, rinfrescante e profumata, che a livello aromatico si avvantaggia anche di un dry hopping di Citra e Centennial.

Tutte le novità del concorso Birra dell’anno 2017: a metà mese i risultati

2

Archiviato il primo concorso italiano del 2017 – mi riferisco chiaramente a Birraio dell’anno – è ora il momento di tuffarci con la mente a Rimini, dove a metà mese non solo si terrà Beer Attraction (ve ne parlerò dettagliatamente nei prossimi giorni), ma anche la nuova edizione di Birra dell’anno. Si tratta di un contest con un’impostazione e una filosofia ben diversa da quello di Fermento Birra: qui non si vota un birraio stile Pallone d’oro, bensì si giudicano (alla cieca) le birre provenienti da tantissimi produttori italiani, sulla base delle valutazioni effettuate da degustatori provenienti dall’Italia e dal resto del mondo, tra cui per l’ennesima volta avrò il piacere di comparire anche io. Quello di Unionbirrai è da sempre il più importante concorso italiano a tema e quindi, a un paio di settimane dalla sua conclusione, è interessante dare un’occhiata alle novità di quest’anno.

Seguici

30,869FansMi piace
16,937FollowerSegui
6,026FollowerSegui
311IscrittiIscriviti
Ads Blocker Image Powered by Code Help Pro

Disabilita il blocco degli annunci!

La pubblicità permette di supportare il nostro lavoro quotidiano. Su Cronache di Birra troverai pubblicità discrete e non invadenti, relegate a normali banner (no pop-up, no video a tutto schermo, ecc.). Il ricorso agli Ad Blocker, inoltre, blocca il contenuto di alcuni articoli, rendendolo invisibile insieme alle pubblicità. Per favore disabilita il tuo Ad Blocker e poi clicca sul tasto Aggiorna per continuare a navigare su Cronache di Birra.