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Chimico e mastro birraio senior con esperienza ventennale cerca un impiego in un birrificio italiano

Sono Alexandru Moisa, Chimico e Mastro Birraio Senior e...

Il Birrificio Legnone (Valtellina) cerca un secondo birraio con esperienza

Il Birrificio Legnone (provincia di Sondrio) è alla ricerca...

Vendesi impianto completo con sala cottura da 10 hL

Vendesi impianto completo per birra artigianale in provincia di...
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Sahti, Grodziskie e altri stili nati fuori dalle solite nazioni birrarie

Quando pensiamo alla provenienza degli stili birrari, solitamente le possibilità si riducono alle poche nazioni che rappresentano per il settore dei punti fermi da secoli: Germania, Belgio e Regno Unito, a cui si sono aggiunti in tempi recenti gli Stati Uniti. Uscire da questo ristretto novero è quasi impossibile, tanto che spesso le tipologie della birra vengono illustrate proprio per regione di appartenenza. In realtà esistono alcune eccezioni: stili insoliti o pochi diffusi, che si sono sviluppati in paesi diversi da quelli appena elencati. Il caso più lampante – e quindi tutt’altro che raro – è quello delle celeberrime Pils, nate nella città boema di Plzen e poi diffusesi in tutto il mondo con varie reinterpretazioni. Ma se si esclude la tipologia inventata da Josef Groll, sembrerebbe quasi impossibile emanciparsi dal quartetto di apertura. Tuttavia basta un piccolo sforzo per scoprire che la realtà non è così monocorde come si potrebbe pensare.

Rock Brewery vende due fermentatori a cielo aperto da 6 hl

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Rock Brewery vende N. 2 Fermentatori a cielo aperto marca Simatec con capacità utile di fermentazione di 6hl. Costo per entrambi i fermentatori di 5.000 euro iva inclusa.

Info tecniche sul prodotto

  • Il serbatoio a cielo aperto è basso e largo in modo da permettere una formazione di schiuma superficiale molto ampia e una veloce decantazione del lievito.
  • E’ dotato di un ampio sportello ermetico che permette di effettuare la cosiddetta schiumatura della birra, ovvero di asportare le impurità che nei primi giorni di fermentazione affiorano in superficie.
  • E’ particolarmente indicato per la fermentazione primaria a bassa e ad alta fermentazione di birre destinate alla rifermentazione in bottiglia o in fusto ma anche consigliabile per le birre destinate alla rifermentazione in tank in quanto oltre a permettere una precoce pulizia del mosto consentono di diminuire il tempo di impiego (e quindi il numero) dei più costosi serbatoi di rifermentazione.
  • Hanno il fondo inclinato, hanno una camicia di refrigerazione di tipo TRAPCOLD sul fasciame, sono coibentati sul fasciame, hanno una sonda di temperatura con pozzetto alimentare, hanno una sfera di lavaggio con tubo di adduzione, hanno uno scarico parziale e uno totale con bicchiere di raccolta per una facile evacuazione.
  • Il serbatoio è corredato da n°2 valvole a farfalla removibili, da n°1 valvola motorizzata per il controllo del fluido refrigerante e da n°3 piedini regolabili in altezza.

Contatto telefonico al 3391432804 o via mail a [email protected].

Nuove birre da Pork’n’Roll, Babylon, Manerba, Pontino e altri

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Come annunciato ieri per Cronache di Birra è già ripresa la routine quotidiana e dunque è il momento, tra le altre cose, di tornare a occuparci delle nuove birre italiane. Nelle ultime settimane i nostri birrifici non sono certo rimasti con le mani in mano, sebbene per presentare la prima novità di giornata dobbiamo oltrepassare i confini nazionali e atterrare in Franconia. Qui a fine luglio è nata una collaborazione molto interessante tra il Pork’n’Roll di Roma e Andreas Gaenstaller di Gaenstaller Brau, concretizzatasi attraverso la cotta di una Steinbier il cui nome all’epoca non è stato rivelato – ma ho una mezza idea di quale potrebbe essere. Per chi non lo sapesse, quello delle Steinbier è uno stile tedesco antichissimo, che prevede il riscaldamento dell’acqua in fase di ammostamento tramite l’immersione di pietre roventi, il cui contatto con il malto fornisce note caramellate e leggermente affumicate alla birra. In realtà Valentino e Gerardo Roccia si sono limitati ad aggiungere sampietrini romani nella vasca di raffreddamento (quindi in una fase successiva della produzione) con lo scopo comunque di ottenere effetti analoghi. Il risultato ovviamente potrete assaggiarlo nei due locali di Roma.

Viaggio in Giappone: dove e cosa ho bevuto

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Eccoci di nuovo qui, a inaugurare una nuova stagione birraria dopo la consueta pausa estiva. Concluse le due settimane di vacanza, che per il sottoscritto hanno coinciso con un fantastico viaggio in Giappone, da oggi Cronache di Birra torna regolarmente operativo con i soliti aggiornamenti quotidiani. Dicevamo del Giappone: impossibile pensare che il mio tour nella terra del Sol levante non abbia incluso anche la birra, considerando che negli ultimi anni nel paese nipponico si è sviluppato un certo interesse per i prodotti artigianali. Tuttavia non nascondo che mi aspettavo un’invasione di birra craft ben più consistente: a Tokyo gli indirizzi non mancano, sebbene occorra cercarli col lanternino nella fiumana di informazioni e luoghi che investe il comune visitatore; a Kyoto invece i locali specializzati meritevoli di attenzione sono davvero pochi, considerando che si tratta comunque di una città di un milione e mezzo di abitanti. Insomma, l’impressione è che in Giappone la birra artigianale si stia sì diffondendo, ma non rappresenti quel boom clamoroso riscontrabile in altre realtà.

Vendesi impianto produttivo da 6 hl

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Vendo impianto di birra, 600l, semi automatico, Programma, calda a vapore, quadro elettronico, gruppo pompa, programmi per la produzione mosto, prezzo da nuovo 91.000 €.

Per ulteriori informazioni chiama il 339/6991444.

Bere e mangiare: suggerimenti per un beer hunter all’estero – Londra e Bruxelles

L’estate, si sa, è il momento dell’anno in cui si hanno a disposizione più giorni di vacanza. Così molti appassionati si organizzano per visitare i birrifici europei che più apprezzano, cercando di scambiare due chiacchiere con i birrai per carpirne i segreti e assaggiare le rare release a diffusione limitata. E così la birra non rimane solo la straordinaria bevanda che apprezziamo e consumiamo quotidianamente, ma può diventare un principio di ispirazione per le tappe di un viaggio. Visto che una volta in loco è difficile (ma non impossibile…) alimentarsi solo a pane liquido, ecco qualche suggerimento culinario con i relativi abbinamenti: per non abbandonarsi al caso o, ancora peggio, cedere distrattamente alle blandizie dei locali con menu turistici.

Cronache di Birra va in pausa, ma prima altri quattro eventi birrari ad agosto

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E anche quest’anno siamo arrivato alla pausa estiva di Cronache di Birra, che come di consueto durerà un paio di settimane. Personalmente le occuperò con un viaggio in Giappone alla scoperta di una terra fantastica: la birra non sarà necessariamente al centro dei miei pensieri, ma di certo troverò il modo di piazzare qualche sosta ad hoc. Ovviamente vi racconterò dell’aspetto birrario del tour al mio ritorno, ma nel frattempo potrete seguire gli aggiornamenti tappa dopo tappa sui canali social di Cronache di Birra: Facebook, Instagram e Twitter. Come di consueto ogni giorno rilancerò su Facebook qualche vecchio post per consentirvi di non perdere l’allenamento e di leggere qualcosa di interessante sotto l’ombrellone. Prima di salutarvi però vi lascio con una manciata di eventi per il mese di agosto, che si aggiungono a quelli già segnalati in passato: Birra e Sound a Leverano (LE) e Festa della Birra a Baronissi (SA), entrambi già in corso, e poi Maltissimo Livello a Penne (PE) e l’edizione estiva del Bosa Beer Fest a Bosa (OR). Ci rileggiamo nella seconda metà del mese, nel frattempo buone bevute (e vacanze) a tutti!

Sapporo acquista Anchor: ceduto anche il capostipite dei birrifici craft americani

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Il patto Ribbentrop-Molotov, il trasferimento di Baggio dalla Fiorentina alla Juventus e ora la cessione del birrificio Anchor al colosso Sapporo. Ci sono accordi che entrano nella storia perché carichi di profondi significati simbolici e tra questi oggi possiamo inserire la notizia che da qualche ora sta rimbalzando sui social e sugli organi specializzati: l’americana Anchor Brewing ha venduto il 100% delle sue quote all’industria giapponese Sapporo, scrivendo un nuovo episodio della serie “Come le multinazionali stanno invadendo il settore della birra artigianale”. Ma, come accennato, questa volta la vicenda è piuttosto clamorosa perché Anchor non è un produttore come gli altri degli Stati Uniti: è il birrificio unanimemente riconosciuto come fautore della rivoluzione craft negli USA, l’azienda che negli anni ’70 diede il “la” a un fenomeno che oggi ha raggiunto dimensioni straordinarie. Perciò, al netto della considerazione che si può avere per il marchio californiano – secondo me comunque meritevole di assoluto rispetto – assistere alla capitolazione di un nome del genere produce un certo effetto. È come perdere una roccaforte strategica in una guerra impari, come scendere in campo contro il Real Madrid senza il proprio capitano.

Cedesi birrificio artigianale nel nord Italia

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Per chi vuole acquistare un birrificio artigianale già operativo cedesi azienda avviata da alcuni anni.

Pregasi contatti solo per chi ha vero interesse zona nord Italia.

Contattaci [email protected].

Birrai stranieri in Italia: intervista a Oliver Harbeck (Birrapulia) e Jurij Ferri (Almond)

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A circa un mese dalla prima intervista doppia, torniamo a raccontare le storie dei birrai “stranieri” operanti in Italia tramite le loro parole. Dopo aver dedicato la prima puntata a Carl Friztpatrick (BBBirra) e Romain Verrecchia (Kashmir), è ora il momento di conoscere meglio altri due protagonisti del movimento brassicolo nazionale. Il primo è Oliver Harbeck, fondatore del birrificio Birrapulia di Ostuni (sito web), situato in provincia di Brindisi. Come vedremo è per un buon motivo che compì una scelta quasi paradossale: lasciare la sua Baviera, terra di birra per antonomasia, e aprire un birrificio in Italia. Il secondo personaggio è Jurij Ferri di Almond ’22 (sito web), che produce birra in provincia di Pescara (l’azienda ha sede a Remartello) addirittura dal 2003. Molti di voi lo conosceranno, ma non tutti sanno che è nato a Stoccolma da madre svedese e ha vissuto 12 anni nel paese scandinavo.

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