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La birra del Belgio meno conosciuto: una gita nelle Hautes Fagnes

Vivere a Bruxelles ti offre l’opportunità di organizzare gite nel weekend molto interessanti dal punto di vista birrario. Avendo visitato più e più volte le città del Belgio, da qualche tempo a questa parte mi sono dato all’esplorazione degli angoli più remoti di questo piccolo paese, che molto spesso offrono vere e proprie eccellenze birraie. Recentemente ho visitato le Hautes Fagnes, un altopiano situato tra la Vallonia, in Belgio, e i land tedeschi della Renania-Palatinato e della Renania-Nord Westfalia. È famoso per la presenza del più grande parco naturale del Belgio, il Parco Naturale delle Hautes Fagnes, e per ospitare il punto più elevato del paese, il Signal de Botrange alto la “bellezza” di 694 metri.

A tavola con la birra: menu di Natale con abbinamenti a tema

Noi appassionati di birra abbiamo una certezza: viviamo ogni stagione consci di avere una specifica possibilità birraria. Infatti il mondo brassicolo è talmente ricco di stili che quasi ogni periodo dell’anno vanta creazioni dedicate: dici estate e pensi alle Session IPA, alle Blanche, alle Saison; dici Halloween e pensi alle birre con la zucca; arriva il freddo e pensi alle Winter warmers; giunge Natale e pensi alle Christmas beer. Dato il momento dell’anno risulterà facile comprendere su quali concentreremo la nostra attenzione, interrompendo occasionalmente il nostro filo conduttore sulle cucine regionali.

Nuove birre da Ritual Lab, Birra Perugia, Brasseria della Fonte, Pontino ed Elav

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Cominciamo la panoramica di oggi sulle nuove birre italiane con una collaborazione importante, che vede coinvolti due dei birrifici più “moderni” nel panorama brassicolo italiano e anglosassone: da una parte il romano Ritual Lab, dall’altra l’inglese North Brewing. Il risultato di questo incontro è la Triple Fruited Gose (4,5%), che appartiene alla sempre più diffusa tipologia delle Gose aromatizzate con frutta. Il tipico stile di Lipsia, infatti, ha ormai generato questo peculiare spin-off, tanto che forse bisognerebbe cominciare a considerarlo una categoria a sé stante (un po’ come accaduto con le Catharina Sour). Questa comunque è un’altra storia, mentre rimanendo alla birra va segnalato che la ricetta prevede l’impiego di tre frutti differenti (more, albicocche, mirtilli), in aggiunta a lattosio, avena e, ovviamente, sale. Dovrebbe essere disponibile in Italia a breve, se non proprio in questi giorni.

Cresce la birra nei ristoranti: consumatori sempre più curiosi e consapevoli

Prima o poi dovremo iniziare a chiederci quanto la rivoluzione della birra artigianale abbia cambiato le nostre abitudini. Non intendo quelle di noi appassionati, che ovviamente programmiamo gran parte della giornata intorno alla nostra bevanda, ma quelle della gente comune che rappresenta una massa indistinta troppo spesso trascurata. A quanto pare uno degli effetti più importanti si sta verificando nel mondo della ristorazione, dove la birra è in continua ascesa nelle considerazioni dei clienti: è quanto emerge da una recente ricerca realizzata da Fondazione Birra Moretti in collaborazione con Aspi (Associazione della Sommelier Professionale Italiana) e Noi di Sala (associazione dei professionisti di sala e cantina). Non è il primo studio promosso dalla grande industria che analizza il rapporto tra gli italiani al ristorante e la birra, ma per una volta a essere stati intervistati sono coloro che si trovano dall’altra parte della barricata: camerieri, sommelier e maître.

Prossimi eventi: quattro iniziative a tema natalizio e i 10 anni di Maiella

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Com’è giusto che sia è ancora il Natale a dominare la consueta panoramica del venerdì sui prossimi eventi birrari. Oggi sono in partenza due iniziative molto interessanti: la sesta edizione di Le Bae de Nadae e la seconda di Birrette di Natale. La prima è una rassegna di kerstbier italiane che vedrà coinvolti una decina di birrifici e una trentina di locali italiani, distribuiti su tutto il territorio nazionale; la seconda è una classica manifestazione birraria, ma in chiave natalizia, che si terrà in provincia di Verona. Poi da lunedì partirà la Festa delle Birre di Natale di Eataly Roma, che durerà una settimana e proporrà diversi appuntamenti collaterali, mentre è già in corso da alcuni giorni l’iniziativa Kerst Over the Tap del Mosaik di Catania che andrà avanti per tutto il periodo natalizio. L’ultima segnalazione prescinde dalle festività e riguarda il party per il decimo anniversario del Birrificio Maiella, in programma sabato 22 dicembre. Buon weekend a tutti!

Cultura birraria e geografia: regioni reali o immaginarie legate alla birra

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Ammettiamolo: se non fosse stato per la birra, non avremmo mai acquisito alcune nozioni relative ad altri settori. Ad esempio rimango sempre affascinato dalle conoscenze geografiche che mi ha regalato la nostra bevanda: esistono città o regioni che non avrei mai conosciuto (figuriamoci visitato!), se non avessi approfondito la storia della birra e il suo legame con alcune culture locali. Oggi chiunque apprezzi le fermentazioni spontanee avrà sicuramente sentito nominare il Pajottenland; dubito però che lo conosca chi non condivide la stessa passione. In quanto beer lover sentiamo spesso parlare di Franconia, di New England o di Cascadia, ma poco sappiamo sulle reali caratteristiche di queste regioni. Alcune esistono da un punto di vista amministrativo, altre sono solo immaginarie. Alcune si estendono per centinaia di chilometri, altre sono circoscritte a un territorio molto ristretto. Ecco allora cinque profili di altrettante regioni famose per la birra, ma che difficilmente troviamo sui libri di geografia.

Nuovi birrifici: Trip in Barrique, Low Land, Forum Iulii e Basei

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Come stiamo ormai raccontando da alcuni mesi, quella delle cantine brassicole è una tendenza in lenta ma costante ascesa in Italia, così come nel resto del mondo. Non deve sorprendere se dunque l’aggiornamento di oggi sulle nuove realtà produttive comincia proprio con un progetto di siffatta natura, che risponde al nome di Trip in Barrique e che nasce dalla collaborazione tra il birrificio De Alchemia e la beer firm Maltonauta, entrambi operanti nella provincia di Cosenza. Questa soluzione “simbiotica” è inedita per il panorama nazionale e molto interessante: permetterà alle due aziende di condividere la stessa barricaia e di scambiare idee, restando tuttavia sostanzialmente indipendenti.

Da LG la macchina per la produzione di birra in capsule

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Come riportato sul sito dell’Ansa, il gigante dell’elettronica LG sta per lanciare sul mercato un apparecchio capace di produrre birra premendo un pulsante, analogamente a quanto accade con le macchinette domestiche per il caffè in capsula. Sarà ufficialmente presentato a inizio gennaio a Las Vegas, nell’ambito del Consumer Electronics Show.

Le “capsule” disponibili corrispondono ai cinque stili birrari diversi (American IPA, APA, Stout, Pils e Blanche) che si otterranno alla fine del relativo processo produttivo, della durata di un paio di settimane. Ogni capsula contiene infatti malto, lievito, olio di luppolo e aromi. La ciliegina sulla torta è il sistema auto pulente del macchinario, funzionante con sola acqua calda. Non è il primo prodotto del genere ad affacciarsi sul mercato, ma è interessante rilevare che questa volta a lanciarlo sarà un’azienda come LG.

Nuove birre da Rurale, Argo, PLB, Crak, Turbacci e Gilda dei Nani Birrai

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Le birre collaborative sono una costante delle nostre panoramiche sulle novità dei birrifici italiani. Quasi sempre riguardano due produttori che uniscono le loro forze per creare qualcosa di inedito, ma talvolta l’iniziativa può coinvolgere molti altri attori, non necessariamente birrifici. È il caso della Big Boy (8,2%) annunciata qualche giorno fa dal brianzolo Rurale e realizzata con il supporto di 6 locali: Beer Counter, Beer Show, Beerstrò, Old Distillery e i due The Kitchen di Galliate e Casorezzo. La birra è definita una Double Rye IPA, quindi una versione più muscolare delle classiche India Pale Ale di ispirazione americana, che prevede una percentuale di segale a integrare il classico malto d’orzo. Non è una collaborazione completamente inedita: la scorsa primavera un sodalizio tra Rurale e gli stessi pub (a esclusione di Old Distillery) aveva dato vita alla Rye Gang, sorella maggiore della Big Boy. L’evento di presentazione si è tenuto venerdì scorso, quindi la birra dovrebbe essere ancora disponibile proprio in questi giorni.

Non solo Belgio: alcune birre natalizie dal resto del mondo

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La Stille Nacht “è” il Natale, d’accordo. In questi giorni abbondano le foto che ritraggono la mitica birra natalizia di De Dolle e pure sul canale Instagram di Cronache di Birra non ci siamo tirati indietro, dedicando due post ad altrettanti versioni della kerstbier fiamminga (rispettivamente annata 2018 e 2017). Va bene che la Stille Nacht rappresenta un prodotto unico nel suo genere e forse la massima espressione del genio birrario di Kris Herteleer, ma sarebbe sbagliato ricondurre la sconfinata proposta di birre nate per la festività alla celebre creazione dei “birrai pazzi”. Anzi, può essere utile allargare la panoramica oltre il Belgio, nazione che spesso è considerata l’unico riferimento per le produzioni di Natale. Esistono infatti molte Christmas Ale che prescindono dalla cultura birraria belga ma che meritano comunque attenzione. Oggi ne segnaliamo alcune, tratte da diverse culture brassicole.

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