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2019 l’anno della svolta? Le tante novità birrarie previste nei prossimi mesi

Sul finire del 2018 abbiamo lanciato il consueto gioco con cui proviamo a prevedere le tendenze birrarie del nuovo anno. Come sempre le previsioni non sono mancate, ma questa volta possiamo partire da alcune certezze: il 2019 si apre all’insegna di alcune importanti novità, che potrebbero offrire ulteriore slancio a un settore in continua ricerca di solidità. La scorsa settimana un articolo di Repubblica, a firma Alessandra Favaro, ha cercato di mettere ordine tre le piccole rivoluzioni che si verificheranno nei prossimi mesi, come la riduzione delle accise o la tutela dei consumatori. Naturalmente il pezzo non entra nel dettaglio dei vari provvedimenti, quindi per cominciare ufficialmente il nuovo anno ho pensato di riprendere l’articolo e addentrarmi nei risvolti delle novità, cercando di capire quale impatto avranno sul mercato della birra artigianale italiana.

Una tecnologia aerospaziale al servizio del birrificio trappista La Trappe

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Cosa accomuna gli astronauti e i monaci trappisti? Probabilmente nulla, verrebbe da pensare, eppure recentemente il birrificio olandese La Trappe ha installato un sistema di riciclo dell’acqua messo a punto dagli ingegneri dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea. Originariamente il progetto è stato sviluppato con l’intento di fornire ecosistemi autosufficienti per la vita dell’uomo nello spazio, ma – come spesso accade con la tecnologia aerospaziale – ha trovato una sua applicazione qui sulla Terra, adattata a un’attività apparentemente molto lontana come la produzione brassicola.

Come spiega proprio il sito dell’ESA, il sistema permetterà ai monaci di recuperare, purificare e riutilizzare l’acqua di scarto della produzione – un milione di metri cubi all’anno – per la pulizia delle bottiglie in fase di confezionamento e per l’irrigazione dei campi del monastero. Il meccanismo di riciclo sfrutta il lavoro di circa 3.000 specie di batteri e organismi vari (comprese alcune piante) per purificare l’acqua. Il progetto ha ricevuto il premio per l’innovazione dal consiglio olandese per l’acqua pubblica.

A spasso per Vienna fra mercatini, fette di Sachertorte e craft beers

Vienna è conosciuta come la capitale culturale d’Europa. Adagiata lungo la sponda destra del Danubio, si caratterizza per il perfetto mix tra modernità e fascino storico che permette di passare facilmente da vicoli medievali a sfarzosi palazzi dell’epoca asburgica. Si tratta di una città piuttosto estesa, ma con una rete di trasporti capillare che consente di spostarsi in tranquillità. Sono tantissime le attrazioni da vedere dal punto di vista puramente turistico e nel periodo natalizio all’ampia offerta si aggiungono anche gli splendidi mercatini di Natale. Ma tra una visita a un museo, una passeggiata nel Castello di Schönbrunn e uno schnitzel in una taverna tradizionale, sono riuscito a ritagliare dei momenti per assaggiare qualche birra locale. Anche a Vienna infatti, accanto agli storici caffè dove rilassarsi mangiando una gustosa fetta di Sacher e ascoltando musica classica, sta crescendo un movimento brassicolo molto valido.

Nuove birre da Ritual Lab (con Jester King e Oxbow), Eastside, Agrilab e altri

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Cominciamo il nuovo anno con una panoramica sulle nuove birre italiane, che parte subito con il botto. La Tangie (7%) è infatti una super collaborazione tra il birrificio romano Ritual Lab e due nomi di spicco nel panorama brassicolo americano: Jester King di Austin (Texas) e Oxbow di Newcastle (Maine). Il risultato è una “tangerine” Saison, prodotta con un 20% di grano monococco coltivato nelle Langhe e soprattutto 330 litri di spremuta di mandarino siciliano. Le note della frutta si combinano magistralmente con gli esteri del lievito belga, realizzando una grande profondità aromatica che non compromette affatto la bevibilità, favorita dalla carbonazione briosa e da un’appagante secchezza finale. La Tangie è stata confezionata proprio negli ultimi giorni di dicembre, quindi potrebbe diventare una delle vostre prime nuove bevute del 2019.

Vendesi tank spillatore da 500 litri su ruote

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Le migliori birre del 2018 (secondo noi)

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Oggi è l’ultimo giorno del 2018 e come di consueto è naturale ripercorrere i dodici mesi appena passati, ricordando magari i momenti più piacevoli. Per noi tali momenti si associano spesso a bevute particolarmente evocative, quindi risulta interessante mettere ordine ai ricordi e stilare un bilancio di quanto si è assaggiato nel corso dell’anno. Anche questa volta ho chiesto ai collaboratori di Cronache di Birra di pubblicare il loro resoconto, ma come sempre in una forma “leggera”: nessuna classifica in quanto tale, ma solo un elenco delle 5 migliori bevute nel corso del 2018 in ordine casuale, a parte la prima considerata il top assoluto e accompagnata da una breve spiegazione. I criteri non saranno solo di tipo qualitativo, perché in un simile esercizio mnemonico ad acquistare importanza sono anche gli elementi simbolici del momento. Chiaramente nella lista troverete tante birre italiane, ma non poche provenienti anche da Stati Uniti, Belgio e Inghilterra. Non mancheranno le sorprese e qualche “doppione” a indicare una concordanza di gusti. Magari anche con i vostri. Buon 2019 a tutti, ci risentiamo l’anno prossimo!

Ufficiale: accise ridotte del 40% per i piccoli birrifici indipendenti

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Con la definitiva approvazione della Legge di Bilancio, avvenuta qualche ora fa, è ufficiale la riduzione delle accise per i piccoli birrifici artigianali operanti in Italia. Il provvedimento è figlio di una fusione tra due emendamenti presentati in maniera disgiunta e aventi come prime firmatarie rispettivamente Chiara Gagnarli (M5S) e Barbara Saltamartini (Lega), nonché degli sforzi profusi da Unionbirrai. Lo sconto sulle imposte di fabbricazione della birra è pari al 40% ed è applicabile a tutti i birrifici che:

Le novità non finiscono qui, perché è previsto (a discrezione del birrificio) lo spostamento dell’accertamento nella fase di confezionamento. Per saperne di più è possibile consultare questo dettagliato articolo sull’argomento.

Aggiornamento: qui la circolare dell’Agenzia delle Dogane, nella quale si specifica che la nuova disciplina sarà efficace non più tardi di inizio marzo 2019.

Che 2019 birrario sarà – Il Nostradamus della birra

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Il post di oggi è molto importante, perché dobbiamo impegnarci tutti per detronizzare Silvio Belli dal titolo di Nostradamus della birra, che ieri ha conquistato per la seconda volta consecutiva. Quindi spero che vi siate preparati a dovere, poiché oggi siete chiamati a ipotizzare le tendenze che emergeranno nel corso del 2019. È il nostro gioco annuale, con il quale un po’ ci prendiamo in giro, ma un po’ cerchiamo anche di predire cosa accadrà nei prossimi dodici mesi. Come sempre i pronostici saranno divisi in quattro argomenti: trend della birra italiana, trend internazionali, birrifici italiani in evidenza e, dulcis in fundo, “sfera di cristallo”, cioè lo spazio dedicato alle profezie più inverosimili. Ricordate le due regole principali: lanciatevi in poche previsioni ma mirate ed evitate di sfruttare eventuali informazioni riservate che potete possedere in quanto operatori del settore. Ovviamente anche io parteciperò al concorso!

Che 2018 birrario è stato – I risultati

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Come ogni anno, a fine anno, arriva il momento più atteso da tutti i lettori di Cronache di Birra: il premio per il miglior Nostradamus birrario d’Italia! Il gioco ormai va avanti da diversi anni e vi invita a prevedere le tendenze del settore per i prossimi dodici mesi, appurando quanto davvero conoscete questo mondo. Prima però di lanciarsi nei pronostici, sui quali ci concentreremo nei prossimi giorni, ora è giunto il momento di recuperare il post di fine 2017 e incoronare il vincitore di quest’anno. Come viene individuato? Semplice: recuperando i commenti passati e verificando quante ipotesi si sono effettivamente realizzate. Come al solito l’operazione di revisione sarà suddivisa nei quattro argomenti del concorso: trend della birra artigianale in Italia, trend stranieri, birrifici italiani in evidenza e sfera di cristallo. Ovviamente al gioco partecipa anche il sottoscritto con i suoi pronostici.

Panettone e non solo: quando la birra incontra i dolci di Natale

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Le birre di Natale sono un tormentone della stagione, ma assolutamente a ragione: la loro ricchezza aromatica riesce a sostenere l’opulenza dei piatti del periodo, originando appaganti (e a volte sorprendenti) accostamenti gastronomici. Non è un caso che le kerstbier siano spesso brassate aggiungendo spezie tipiche delle festività, come cannella, noce moscata, zenzero, anice stellato, chiodi di garofano, vaniglia, cardamomo, ecc. In alcuni casi esiste però un legame ancora più profondo, dove l’incontro tra birra e dolce natalizio va oltre il semplice gesto dell’abbinamento: mi riferisco a tutte quelle situazioni in cui si crea una “fusione produttiva” (reale o solo immaginaria) tra le due realtà. Il caso più emblematico è rappresentato dai panettoni alla birra, ormai diventati una costante del periodo, ma le possibilità sono virtualmente infinite. Ecco allora una carrellata di dolci natalizi realizzati con la birra, o che hanno ispirato le ricette di alcuni birrifici italiani.

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