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Un report dell’incredibile weekend della Quintessence di Cantillon (parte I)

“What a wonderful time to be a beer lover in Brussels!”. Questa esclamazione, che ho ascoltato da un ragazzo americano all’uscita dalla Quintessence di Cantillon, simboleggia il grande fervore che si vive nella capitale belga negli ultimi tempi. Sebbene anche in Belgio la situazione del comparto della birra artigianale non sia delle migliori, paradossalmente gli eventi dedicati alla birra fioriscono come nell’era pre Covid. Il lungo weekend belga del primo maggio, ad esempio, ha registrato il susseguirsi di una serie di appuntamenti spettacolari, il cui fulcro è stata senza dubbio la celebre Quintessence, organizzata dal birrificio Cantillon e probabilmente una delle iniziative birrarie più straordinarie al mondo.

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In genere la Quintessence si tiene ogni due anni nel mese di maggio e consiste in un percorso all’interno della Brasserie Cantillon (Anderlecht, Bruxelles) con una decina di soste in varie postazioni per assaggiare diverse produzioni della casa, molto rare e particolari, abbinate a formaggi, salumi e dolci provenienti da artigiani locali. In passato la Quintessence ha visto la partecipazione di grandi ospiti da tutto il mondo – nel 2023 furono gli americani Russian River e Allagash – ma gli alti costi delle collaborazioni internazionali hanno convinto il birrificio a puntare, per l’ultima edizione dell’iniziativa, solo su alcuni produttori di Bruxelles, comunque di primissimo piano: Brasserie de la Senne, Nanobrasserie de l’Ermitage, Brasserie de la Jungle e Brasserie de la Mule.

Personalmente è stata la mia prima esperienza alla Quintessence, che si è rivelata essere uno dei migliori eventi birrari a cui abbia mai partecipato. La scelta di invitare altri birrifici della città è stata poco interessante per chi come me vive nella capitale belga, ma ha permesso di puntare i riflettori su giovani birrifici che probabilmente non sono ancora conosciuti dal grande pubblico europeo e soprattutto d’oltreoceano – a eccezione ovviamente della veterana Brasserie de la Senne. Ma è stato anche un gesto importante della famiglia Van Roy, proprietaria di Cantillon, che in un momento complicato per il settore ha fornito visibilità a produttori e locali della propria città.

La manifestazione quest’anno si è svolta eccezionalmente nell’arco di due giorni, il pomeriggio di mercoledì 30 aprile e l’intera giornata di giovedì 1 maggio. L’idea di estendere l’evento è stata presa in corsa: originariamente avrebbe dovuto tenersi solo il primo maggio, ma poi si è deciso di aggiungere una mezza giornata come “compensazione” per un leak di biglietti in vendita online, apparsi diversi minuti prima dell’orario stabilito e polverizzatisi in un battibaleno – un problema non nuovo per Cantillon.

Il livello delle birre di questa edizione è stata veramente notevole. Nella mia personale “Top 3” hanno trovato spazio la Nuit Bruxellois (ed. 2015, un blend di Lambic di 2 anni con uve di Alicante Bouschet Teinturier), La Vie est Belge (ed. 2019, Lambic invecchiato in  botti di Vin Jaune del vinaiolo Stephane Tissot) e Le Tourbillon (ed. 2024, Lambic di 18 mesi invecchiato in botti di whisky affumicato). Interessante anche l’assaggio della Gueuze Iroise, lasciata invecchiare per due anni al largo delle coste della Bretagna. Fra le collaborazioni menzione d’onore per la Saison de Coupage Rhubarbe (Quintessence Blend 2025) della Nanobrasserie de l’Ermitage.

Per quanto riguarda gli abbinamenti ho registrato luci e ombre. Semplicemente straordinario quello fra una deliziosa Lou Pepe Kriek (2013) e la praline “Gare aux krieken” del mastro cioccolataio Laurent Gerbaud, azzeccato quello tra filetto di Anversa e la già citata Tourbillon. Interessanti gli accostamenti con i formaggi: La Vie est Belge con formaggio Comté de La Fruitiere e la Geuze 2-3-4 (blend di Lambic di rispettivamente 2, 3 e 4 anni) con formaggio di mucca alla Gueuze Cantillon. Non indimenticabili gli altri, nonostante i prodotti fossero tutti di buon livello.

La Quintessence si è rivelata ancora una volta un’esperienza unica, capace di coniugare eccellenza brassicola, convivialità e spirito comunitario in un contesto che va ben oltre il semplice evento. La qualità delle birre, gli abbinamenti gastronomici e la partecipazione di alcuni tra i più interessanti birrifici di Bruxelles hanno confermato il ruolo centrale di Cantillon non solo come produttore, ma come motore culturale della scena birraria. Ma la magia di quei giorni non si è esaurita nei confini del birrificio: tutto il tessuto cittadino — e non solo — si è acceso grazie a una fitta rete di eventi collaterali e release speciali. Nella seconda parte dell’articolo esploreremo proprio questa “effervescenza diffusa”, per raccontare come Bruxelles, nei giorni della Quintessence, sia diventata davvero la capitale mondiale della birra.

Niccolo' Querci
Niccolo' Querci
Bergamasco di nascita. Vive a Bruxelles dal 2011 dove si occupa di fondi europei. Ha ottenuto la qualifica di Beer Sommelier presso la Beer Academy di Londra, ha scritto una guida birraria su Bruxelles ed è membro della British Guild of Beer Writers. Ama girovagare per il Belgio e per l'Europa per scoprire nuovi birrifici e nuove birre. Ha una predilezione per le Saison e una venerazione per la birra trappista Orval.

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