Oggi è l’ultimo giorno di Beer&Food Attraction e probabilmente molti di voi lo useranno per assaggiare diverse birre. Tra le tante produzioni disponibili ce ne sono alcune nuovissime e presenti alla fiera in anteprima, una parte delle quali presentiamo nell’articolo odierno. Come potrete verificare di persona, ci sono alcuni elementi ricorrenti: la predilezione per le basse fermentazioni, sicuramente, ma anche la scelta dei birrifici italiani di produrre birre “secche” indipendentemente dallo stile di appartenenza e di associare l’espressione “West Coast” a tipologie non rientranti espressamente nel gruppo delle American IPA.
Eastside
Come abbiamo visto qualche giorno fa, il birrificio laziale Eastside (sito web) è nel pieno di grandi cambiamenti. Questo però non gli sta impedendo di continuare a presentare nuove birre, secondo quella prolificità che lo contraddistingue da anni e che recentemente l’ha portato ad annunciare due novità assolute. La prima si chiama Incubo Italiano (13%) ed è il frutto di un blend tra due distinte Imperial Stout: una affinata per 30 mesi in botti ex bourbon, che rappresenta i 2/3 del mix, l’altra maturata addirittura per 36 mesi in botti ex bourbon e sciroppo d’acero. Prima del confezionamento, inoltre, è stato aggiunto in infusione caffè specialty colombiano “Finca el Jardin”, fornito dalla torrefazione Aliena di Roma.
Con l’arrivo del nuovo impianto di trattamento dell’acqua, Eastside ha affermato di poter iniziare una produzione sistematica di basse fermentazioni. Così dopo la Last Dance, è già il momento di accogliere una nuova Lager: si chiama High Hopes (4,8%) e appartiene alla tipologia delle Munich Helles. Come da copione è una birra semplice, pulita ed equilibrata, proprio come ci aspetteremmo dallo stile.
Birrificio Lambrate
Da Latina ci spostiamo a Milano per introdurre due novità del Birrificio Lambrate (sito web), produttore che recentemente è stato protagonista di una piccola rivoluzione a livello di assetto societario. Il cambiamento non sembra aver intaccato la fertilità creativa del birrificio meneghino, che negli ultimi giorni ha annunciato prima la Trentatre e poi la Opora. La Trentatre (5,8%) – che si chiama come il numero di un tram che passa per Lambrate – si definisce West Coast Pilsner: è dunque una bassa fermentazione sul modello delle Pils ceche, ma con una luppolatura (varietà Mosaic, anche in formato criogenico) che ricorda le moderne American IPA. Una curiosità: qualche settimana prima – il 29 gennaio per la precisione – ci era parso di vedere sui social del Birrificio Lambrate una birra battezzata Ventitre, che è poi scomparsa dai radar. Un errore nell’individuare il tram giusto – il 23 passava effettivamente per Lambrate, ma è stato dismesso nel 2017 – problemi di incompatibilità nel naming o una nostra svista?
La Opora (6,2%), invece, è una Hazy IPA brassata con luppoli Krush, Citra e HBC 630, che conferiscono note fruttate che vanno dalla pesca al mango. Il corpo è ovviamente morbido, mentre della fermentazione è responsabile un ceppo di lievito robusto e tollerante allo stress, ideale per promuovere biotrasformazioni e torbidità nelle luppolate di stampo moderno.
WAR
Restiamo in zona Milano per annunciare le due new entry in casa War (sito web). La prima di chiama Osanna (5%) ed è una classica Weizen bavarese, ma reinterpretata in chiave italiana. Il frumento maltato, che rappresenta in questo caso il 60% del grist, appartiene all’antica varietà Senatore Cappelli, considerato il padre del grano duro. La sua presenza dona una certa rusticità alla birra, che si unisce alle classiche sfumature di vaniglia, banana matura e chiodi di garofano. Prodotta con tecniche tradizionali, si distingue dal modello di riferimento anche per una chiusura secca, che aiuta la bevuta.
La seconda novità di War si chiama Dodici (4,6%) ed è una Bohemian Pils prodotta in chiave moderna, ma mantenendo aderenza allo stile di riferimento. Come racconta dettagliatamente su Linkedin, il birraio Lorenzo Mascherini ha deciso di creare questa birra dopo un suo viaggio a Praga. L’ammostamento è stato eseguito con una doppia decozione e tutti gli ingredienti sono di origine ceca. Il grist è composto da malti Pils e Monaco, il primo maltato a terra secondo la tradizione; la luppolatura invece ha coinvolto le varietà Premiant (per l’amaro), Saaz e Saaz Shine, aggiunte in sette diversi momenti, ma sempre a caldo. L’acqua è stata trattata per ottenere il corretto profilo e ovviamente non è mancata una lunga fase di lagerizzazione.
Vetra
Facciamo un’ultima sosta a Milano per introdurre la prossima birra inedita, annunciata di recente dal birrificio Vetra (sito web). Si chiama Italiæn Graffiti (6,5%) ed è prodotta in collaborazione con il birrificio norvegese Bådin (sito web). Come accaduto per la Trentatre di Lambrate, anche in questo caso troviamo l’espressione “West Coast” associata a una Pils, anzi per la precisione a una Imperial Pils. La ricetta parte da una base di malti Pils e Caramunich II, ma chiaramente riserva il ruolo da protagonista ai luppoli, con un mix di varietà provenienti dal sud dell’Australia e dal nord-ovest degli Stati Uniti, tra cui Vic Secret, HBC 1019 e Galaxy. Il lievito utilizzato è il 34/70, per una fermentazione che valorizza al massimo i profumi e i sapori della birra. La Italiæn Graffiti fa parte del progetto Wondercraft, che dunque prosegue anche in questo 2025.
Croce di Malto
Nasce da una collaborazione con un birrificio straniero anche l’ultima creazione di Croce di Malto (sito web), battezzata Hop Saber (5,8%). A partecipare alla sua realizzazione è stato nientemeno che il mitico Justin Hawke del birrificio inglese Moor (sito web), protagonista di un recente tour in Italia. La birra è una Cold IPA brassata con una discreta percentuale di riso Apollo proveniente da risaie locali e luppolata con varietà Centennial, Simcoe e Citra (quest’ultimo impiegato anche in late e dry hopping). Il risultato è una birra secca, pulita e rinfrescante, con toni agrumati, resinosi e tropicali. Una bevuta dritta e tagliente, proprio come suggerisce la light saber riprodotta in etichetta.
Retorto
I birrifici italiani continuano a sfornare Lager e non sono pochi quelli che stanno sperimentando per la prima volta la bassa fermentazione in questo preciso momento storico. È il caso di Retorto (sito web), che una decina di giorni fa ha annunciato la Repils (4,2%) ispirata alla declinazione tedesca del celebre stile di origine ceca. Di colore paglierino chiaro e corpo snello, risulta fresca e secca, con un aroma erbaceo di luppoli europei sostenuto dal delicato contributo dei cereali. A proposito di cereali, nel grist è presenta una piccola e inaspettata percentuale di mais in fiocchi, che aiuta a rendere la birra gluten free. Un valore aggiunto non indifferente.
Jack Rabbit + Sothis
A novembre del 2024 vi raccontammo della Sveglia!, una Lager chiara al caffè realizzata dai birrifici Jack Rabbit (pagina Facebook) e Sothis (sito web) con il supporto di Di Giampaolo Caffè. Recentemente il sodalizio si è ripetuto per dare vita alla Ri-Sveglia! (4,5%), che continua a celebrare l’incontro tra le basse fermentazioni e il caffè. Questa volta però la base è quella di una Schwarz, aromatizzata con l’aggiunta di un monorigine Honduras arabica coltivato nel dipartimento di Copan, al confine con il Guatemala, e lavorato con un processo naturale. Il caffè è stato sottoposto ad una tostatura media e, previa macinatura grossolana, estratto con metodo cold brew. Nel complesso la bevuta risulta semplice, rinfrescante e non impegnativa, con un gusto rotondo, avvolgente e un bouquet aromatico omogeneo. Complice la bassa gradazione alcolica, la birra risulta adatta a tutte le stagioni: ottima in inverno, sarà interessante aspettare l’estate per berla come valido sostituto di un caffè freddo.