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Pint of Science: la birra al servizio della divulgazione scientifica

È cominciata ieri in tutto il mondo l’edizione 2015 di Pint of Science, un festival “diffuso” di divulgazione scientifica che in pochi anni ha conquistato un grandissimo seguito. Quel “Pint” presente nel nome non può non far drizzare le orecchie agli appassionati di birra: in effetti la nostra amata bevanda gioca un ruolo centrale in questa interessante iniziativa. L’obiettivo è di rendere accessibili al grande pubblico le principali nozioni scientifiche favorendo l’interazione tra i ricercatori e le persone “normali”: quale occasione migliore se non un incontro davanti a una birra? Il più quotidiano e sociale dei gesti diventa allora lo strumento per rendere più “umana” la figura dello scienziato, favorendo la diffusione della conoscenza.

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Pint of Science si configura quindi come una serie di seminari su diversi temi scientifici, tenuti all’interno di locali pubblici e sempre di fronte a una birra. Quest’anno per la prima volta anche l’Italia parteciperà al progetto, con tanti appuntamenti suddivisi in cinque diverse città: Genova, Milano (insieme a Pavia), Siena, Trento e Roma. L’evento è cominciato ieri e si protrarrà fino a domani, quindi siete ancora in tempo per partecipare a qualche incontro. Gli argomenti? Di qualsiasi tipo: biologia, alimentazione, fisica quantistica, astronomia, genetica, sociologia, matematica e molto altro ancora. Il tutto raccontato con un linguaggio semplice e accessibile a chiunque, strizzando sempre l’occhio alle applicazioni in chiave futura delle principali conquiste scientifiche.

In realtà la birra artigianale con Pint of Science c’entra poco e niente – a parte un seminario sull’analisi sensoriale della birra in programma oggi a Trento – tuttavia ho scelto comunque di parlarne sul blog per almeno un paio di buoni motivi. Innanzitutto perché conferma una volta di più l’eccezionale potere della nostra bevanda, capace di rappresentare il perfetto passpartout per tutte quelle occasioni in cui occorre far incontrare mondi o posizioni estremamente distanti tra loro – ricordate quando in passato Obama propose a un poliziotto e un insegnante americano di riappacificarsi davanti a una birra alla Casa Bianca? Spesso ci dimentichiamo del lato socializzante della bevanda, di fronte alla quale molte delle nostre differenze scompaiono.

Secondopoi perché quando si parla di divulgazione in senso generale, noi appassionati non possiamo restare indifferenti. In questo scienza e birra artigianale vanno a braccetto: entrambe hanno bisogno che le relative nozioni siano spiegate al grande pubblico con passione e precisione, affinché possa svilupparsi una cultura adeguata. La missione dell’appassionato di birra così come dello scienziato non è solo fare ricerca per sé stesso (cioè bere molto 🙂 ), ma anche spiegare la propria attività ai rispettivi interlocutori, così da diffondere passione e conoscenza.

Tornando a Pint of Science, qualcuno potrebbe pensare che è un’iniziativa molto “social” e poco utile, un po’ da moderni fricchettoni, diciamo così. In realtà si basa su presupposti molto importanti, che sono quelli che nel 2013 spinsero i ricercatori Michael Motskin e Pravee Paul dell’Imperial College di Londra a ideare il progetto. Un anno prima organizzarono l’evento “Meet the researchers”, durante il quale alcuni malati di Parkinson, Alzheimer e sclerosi multipla furono invitati nei laboratori dei due scienziati per “toccare con mano” le loro ricerche su queste malattie. L’ottimo riscontro dimostrò l’interesse che nutrono le persone comuni nel confrontarsi con i ricercatori e i loro studi. La deduzione seguente venne da sé: perché non ribaltare il concetto e portare i ricercatori tra il grande pubblico, magari in situazioni quotidiane e informali? Il risultato fu Pint of Science, con la birra a fare da alfiere di questa bella idea.

Tra stasera e domani quindi potrete approfondire le vostre conoscenze scientifiche davanti a una birra. Non posso garantire sulla qualità di quest’ultima, ma posso segnalarvi alcuni incontri molto interessanti, almeno in base a quelli che sono i miei gusti di mancato astronomo 🙂 . Da notare i nomi dei relatori, tutti di altissimo profilo.

Martedì 19 maggio

L’azione a distanza dei gemelli quantistici – Pierantonio Zanghi
Britannia Pub – Genova

Un telescopio in fondo al mare – Vladimir Kulikovskiy
Britannia Pub – Genova

Galassie in collisione e buchi neri – Monica Colpi
Otto – Milano

Mercoledì 20 maggio

A cavallo di un raggio di luce – Amedeo Balbi
The Odd Room – Roma

Una breve storia del tempo e delle sue inferenze ingannevoli – Giovanni Amelino Camelia
Le Mura – Roma
(Attenzione! Rispetto a quanto scritto sul sito l’orario è cambiato e l’incontro si terrà alle 20,00)

LHC: ai confini dell’indivisibile – Andrea Negri
Bliss Cafè – Pavia

 

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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