Annunci

Vendesi impianto completo con sala cottura da 10 hL

Vendesi impianto completo per birra artigianale in provincia di...

Birra del Bosco vende un tino miscelazione zucchero da 25hl

Birra del Bosco vende un tino di dissoluzione zucchero...

Il birrificio Lucky Brews cerca aiuto birraio/cantiniere

Il birrificio Lucky Brews cerca aiuto birraio/cantiniere, possibilmente con...
Home Blog Pagina 455

Diamo un’occhiata ai risultati del CIBA 2010

38

Come accennato nel post di ieri sull’IBF di Roma, nella giornata di domenica sono stati annunciati i risultati del Campionato Italiano delle Birre Artigianali. Dopo il podio assoluto annunciato ieri pomeriggio, che ha visto trionfare l’Imperial Ghisa di Lambrate davanti a Quarta Runa (Montegioco) e Surfing Hop (Toccalmatto), oggi andiamo ad analizzare nel dettaglio tutti i risultati, divisi come sempre per tipologia di appartenenza. I giurati hanno valutato 700 birre, da cui sono state selezionate 94 finaliste degustate il 2 aprile 2010. A differenza di altri concorsi, quello di ADB non prevede l’iscrizione di birre da parte dei birrifici, bensì il campione è acquistato direttamente nei punti vendita specializzati.

IBF Roma 2011: il mio report + i vincitori del CIBA

62

Per gli appassionati di Roma (e non solo) il fine settimana appena concluso è stato all’insegna dell’immancabile Italia Beer Festival, organizzato dall’associazione ADB. Un’edizione con diverse novitĂ  e che purtroppo sono riuscito a presenziare nella sola giornata di sabato, dove comunque ho potuto partecipare come giurato al concorso per incoronare la migliore birra del festival – esperienza di cui parlerò piĂą avanti. Dicevamo delle novitĂ : la piĂą evidente è stata la nuova suggestiva location, Villa Piccolomini, molto bella e ordinata all’interno, ma non facile da raggiungere e poco comoda in termini di trasporto pubblico e parcheggio. Non so perchĂ©, ma preferivo la precedente Officine Farneto, forse meno dispersiva e piĂą flessibile. Questione di gusti, tra l’altro su un tema secondario, visto che l’argomento principe era ovviamente la birra.

La birra in sette giorni o di come riempire il post del venerdì

14

Ah che bello, finalmente si avvicina il week end – che tanto per cambiare sarĂ  all’insegna della birra – e sul blog torna il post leggero del venerdì. Di cosa parliamo oggi? Beh direi dell’ultima novitĂ  proveniente dalla ricerca brassicola: la WilliamsWarn Personal Brewery. Trattasi di una sorta di piccolo impianto amatoriale, che vi permetterĂ  con poche operazioni di ottenere la vostra birra fatta in casa, partendo dagli “ingredienti” base fino ad arrivare alla spillatura della stessa. Ma non solo: se Verdone e Pozzetto promettevano di far perdere sette chili in sette giorni, nello stesso lasso di tempo questo marchingegno assicura che avrete la vostra birra bella e pronta, da gustare in totale tranquillitĂ . E voi ancora lì a impazzire con pentoloni e fermentatori di plastica…

Da Amiata la nuova linea Birra del Buttero

14

Negli scorsi giorni ha tenuto banco nell’ambiente birrario la questione dell’ingresso della birra artigianale nel mondo della ristorazione. Il post di oggi in qualche modo riprende le fila del discorso, visto che andremo a scoprire la nuova linea Birra del Buttero del birrificio Amiata, che sarĂ  presentata ufficialmente a Roma durante l’IBF del prossimo fine settimana. Una linea composta al momento di quattro produzioni, ideate e brassate proprio nell’ottica degli abbinamenti gastronomici e che, seguendo una filosofia cara ad Amiata, fanno del legame col territorio uno dei propri punti saldi. Il buttero è infatti il cow-boy della Maremma, una terra a cavallo tra Lazio e Toscana, che ha inspirato i birrai Gennaro e Claudio Cerullo.

Claudio è interessato a un impiego in un birrificio

0

Claudio Grando è interessato a un impiego in un birrificio italiano, possibilmente del Nord Italia. Ha conseguito il Diploma di Tecnico birraio maltatore presso l’istituto Carlo Rizzaeda di Feltre (BL) e ha sostenuto un tirocinio pratico-applicativo presso la birreria svizzera Feldschosschen di Rheinfelden. La sua carriera professionale comincia nel 1979 presso lo stabilimento Heineken di Pedavena. Negli anni successivi ricopre ruoli di responsabilitĂ  in diversi stabilimenti italiani di Heineken.

La Uitzet è morta, la Breyhan è morta e anche la Gose non si sente tanto bene

L’articolo che ho pubblicato ieri per celebrare la memoria di Pierre Celis e un recente post di Martyn Cornell pubblicato sul suo Zythophile, mi hanno spinto a una riflessione sullo stato di salute degli stili birrari meno diffusi. Come ricordavamo ieri, nel variegato universo della birra esistono tantissime specialitĂ  – spesso collegate a una determinata zona di produzione – che dopo anni di grande popolaritĂ , ora subiscono il rischio di scomparire per sempre. Molto spesso questi fenomeni dipendono da cambiamenti socioeconomici e dall’impatto globalizzante dei prodotti industriali sui gusti dei consumatori. Per fortuna molti stili a rischio di estinzione in passato sono stati salvati dall’attivitĂ  di appassionati e associazioni, sebbene per molti di essi la situazione continui ad essere preoccupante. Oggi cercheremo di capire qual è lo stato di salute di alcune tipologie locali.

Scompare un altro mito della birra artigianale: addio a Pierre Celis

9

Sabato scorso si è spento all’etĂ  di 86 anni Pierre Celis, uno dei personaggi che hanno scritto la storia del movimento internazionale. Anche se arrivo sulla notizia con un po’ di ritardo, mi sembra comunque giusto dedicare un post alla memoria di una delle piĂą importanti figure della rinascita della birra artigianale. Guidato dalla sua immensa passione, Celis ha salvato dall’oblio lo stile Blanche, regalandogli una nuova vita e un successo praticamente planetario. Ieri ho avuto modo di ricordarlo durante la lezione del corso ADB che ho condotto a Napoli, accennando alle tante specialitĂ  birrarie locali che hanno rischiato l’estinzione. La sua vittoria nel riscoprire uno stile storico lo ha ascritto nel gotha delle personalitĂ  birrarie, la sua dipartita eleverĂ  il suo mito a leggenda. Com’è giusto che sia.

ADB Lazio, Blind Pig e Bad Attitude: a Roma una marea di eventi

8

Che la scena romana sia ricca di appuntamenti non è una novitĂ , quindi tutti i cittadini della capitale leggano attentamente questo post, visto che sarĂ  per loro molto interessante. Partiamo con l’ADB Lazio, che in settimana organizza due serate da non perdere con un grandissimo ospite: Jef Van den Steen, birraio della belga Glazen Toren. Il primo appuntamento è fissato per domani alle 21,00 al Blind Pig di via Gino Capponi, dove saranno presentate direttamente dal birraio tre birre abbinate ad altrettanti piatti. Il programma prevede: Saison D’Erpe Mere (Saison) con insalata di orzo e grano primavera, Cuvee Angelique (Belgian Strong Ale) con arista di maiale farcita in salsa di Cuvee Angelique, Ondineke (Tripel) con dessert a sorpresa.

“Me dai ‘na scura?”: il mio resoconto

5

Come vi avevo segnalato in passato, mercoledì scorso ho condotto al Blind Pig il secondo appuntamento con la serie di degustazioni “I colori della birra”, format ideato da Riccardo Vargetto e finalizzato a scoprire il variegato universo della bevanda di Cerere, sfatando uno dei malcostumi di chi si avvicina a questo mondo. Il titolo della serata pensato da Riccardo, “Me dai ‘na scura” sottolinea proprio l’atteggiamento dei neofiti nei pub, che spesso tendono a scegliere una birra in base al colore, come se questo elemento servisse a guidare il publican. In realtĂ  il colore non offre altro che una minima indicazione sulle caratteristiche di una birra: questo concetto è stato spiegato assaggiando quattro “scure”, visivamente molto simili tra loro ma decisamente diverse a livello organolettico. Protagoniste quattro produzioni italiane, tutte lanciate sul mercato solo di recente.

La birra italiana: identitĂ  multiple o falsa identitĂ ?

SarĂ  forse una coincidenza o il “debutto” della birra artigianale a Vinitaly – evento che ha inaugurato la sua edizione 2011 proprio qualche ora fa – fatto sta che in questi giorni si sente spesso parlare dell’ingresso dei microbirrifici nel mondo del vino e dell’alta ristorazione. Per caritĂ , si tratta di una tendenza emersa da anni in Italia, ma che in questo momento appare particolarmente evidente. Un fenomeno criticato con decisione da Marco Pion su Intravino, accennato da Agostino Arioli del Birrificio Italiano nella recente intervista che mi ha concesso per Cronache di Birra, ripreso dettagliatamente da Maurizio Maestrelli su Birragenda proprio a proposito di Vinitaly.

Seguici

30,869FansMi piace
16,909FollowerSegui
6,026FollowerSegui
310IscrittiIscriviti
Ads Blocker Image Powered by Code Help Pro

Disabilita il blocco degli annunci!

La pubblicitĂ  permette di supportare il nostro lavoro quotidiano. Su Cronache di Birra troverai pubblicitĂ  discrete e non invadenti, relegate a normali banner (no pop-up, no video a tutto schermo, ecc.). Il ricorso agli Ad Blocker, inoltre, blocca il contenuto di alcuni articoli, rendendolo invisibile insieme alle pubblicitĂ . Per favore disabilita il tuo Ad Blocker e poi clicca sul tasto Aggiorna per continuare a navigare su Cronache di Birra.