La cosa che mi rende triste è che qui (a Eurhop ndr) ci sono 70 birrifici che avrebbero tutti la possibilità di mandare una persona a leggere questi dati e prendere coscienza del lavoro da compiere. Non ce n’è uno. Questo è l’aspetto che non funziona della birra artigianale, questo è il motivo per cui noi oggi abbiamo delle difficoltà.
Queste parole sono state pronunciate da Teo Musso a termine dell’incontro “Birra artigianale: analisi ed opportunità di mercato”, una tavola rotonda organizzata dal Consorzio Birra Italiana nell’ambito di Eurhop. L’evento si è tenuto sabato 8 ottobre a mezzogiorno – occhio all’orario – e rientrava tra gli appuntamenti collaterali del festival capitolino. Sulla carta il dibattito si preannunciava molto interessante, perché intendeva analizzare i limiti del mercato della birra artigianale italiana partendo dai dati del settore e coinvolgendo nella discussione, oltre al già citato fondatore di Baladin, figure provenienti da grandi aziende birrarie: Davide Daturi, senior consultant beverage, già AD di Dibevit; Stefano Baldan, AD di Brewrise; Simone Battistoni, brand ambassador di Guinness. Punti di vista diversi dal solito, accompagnati da un’attenta analisi del segmento artigianale: elementi che avrebbero dovuto convincere tutti i birrifici a essere presenti, nonostante la natura di Eurhop sia poco adatta ad approfondimenti del genere. Eppure neanche l’orario tranquillo ha aiutato, segno che nel settore continua a esserci poco interesse per certe iniziative. E questo è solo uno dei problemi.















