A metà marzo Coldiretti e Consorzio Birra Italiana annunciarono un dato di mercato inatteso: una leggera crescita degli acquisti di birra (+2%), che appariva in netta controtendenza rispetto alle difficoltà percepite all’interno del settore. L’analisi si concentrava sui primi nove mesi del 2024, dunque fu naturale chiedersi quanto avrebbe pesato il nuovo codice della strada sulla parte restante dell’anno. L’ultimo trimestre fu infatti caratterizzato, a livello comunicato prima ancora che esecutivo, dall’approvazione delle novità fortemente volute dal ministro dei trasporti Matteo Salvini. Nonostante la riforma non abbia portato cambiamenti sostanziali in termini di guida e consumo di alcolici, si è avuta subito l’impressione che la sua introduzione abbia avuto effetti nefasti sul comparto delle bevande alcoliche, birra compresa. Ma è proprio così?
La risposta è affermativa, senza alcun dubbio. Il report completo di Ismea – l’istituto a cui si sono appoggiati Coldiretti e Consorzio Birra Italiana per la loro rivelazione – dedicato all’intero 2024 segna infatti uno sconsolante 0% alla voce “acquisti di birra in volumi”. In altre parole quella piccola crescita raggiunta nei primi nove mesi dell’anno è stata completamente bruciata negli ultimi tre, riportando gli acquisti della nostra bevanda ai livelli del 2023. Un anno, il 2023, che aveva mostrato un sensibile calo in tutte le voci statistiche, confermando dopo molti anni un momento delicato per il settore birrario italiano. Sebbene sia impossibile risalire alla causa della brusca frenata del 2024, la sovrapposizione temporale con l’approvazione del nuovo codice della strada è una coincidenza fin troppo evidente.
La beffa è nel contenuto della nuova regolamentazione che – vale la pena ricordarlo una volta di più – non ha apportato veri cambiamenti a quanto in vigore precedentemente. Il tasso alcolemico entro cui è permesso guidare è rimasto invariato, così come le soglie per cui si applicano le diverse sanzioni. Persino le sanzioni non hanno subito modifiche, sebbene possiate avere una percezione diversa. Cosa è cambiato allora? Pochi elementi di contorno: l’introduzione di un “bollino” da applicare alla patente per chi sia trovato alla guida con un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/L e l’obbligo di installare un dispositivo “alcolock” in talune circostanze.
È dunque bastato un passa parola superficiale e qualche messaggio strumentale per alimentare un panico immotivato nei confronti del consumo di alcolici, anche quando, come nel caso della birra, la gradazione della bevanda è relativamente contenuta. Sono altre le novità introdotte dal nuovo codice della strada, tanto che – come vedremo – sono proprio loro all’origine del considerevole aumento di sanzioni comminate ai guidatori italiani. Anche la percezione di un incremento dei controlli sulle strade non è suffragata dai dati complessivi, almeno per le informazioni in nostro possesso.
Il bilancio del primo trimestre di applicazione del nuovo codice della strada parla di un incremento considerevole dei ritiri delle patenti: secondo un’inchiesta del Sole 24 Ore sono cresciute del 73% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un’escalation impressionante, avvertibile soprattutto nelle grandi città (Milano, Bari, Palermo e Torino hanno superato il +200%) ma dovuta principalmente a due motivi, non collegati col consumo di alcolici. Il primo è l’uso del cellulare durante la guida, che ora prevede più facilmente la sospensione della patente e che ha inciso addirittura sul 50% di tutte le sanzioni del genere. Il secondo è rappresentato dalle nuove sospensioni brevi della patente (dai 7 ai 15 giorni), che possono essere comminate per alcune infrazioni, come la guida contromano o i sorpassi illeciti.
Nonostante siano chiari i motivi alla base dell’aumento delle sanzioni, l’unico mercato che sembra aver subito gli effetti collaterali del nuovo codice della strada è quello delle bevande alcoliche – e non, per assurdo, quello dei telefoni cellulari. Le sanzioni dimostrano esattamente ciò che dice la legge, cioè che per quanto riguarda l’assunzione di alcolici non è cambiato assolutamente nulla. E invece siamo qui, a leccarci le ferite per una psicosi collettiva nata in maniera incomprensibile. In Italia forse c’è una cultura sbagliata della guida sotto l’effetto degli alcolici, ma come accade sempre più spesso non esistono mezze misure. Si passa da un eccesso all’altro trascurando totalmente la realtà dei fatti, quando basterebbero alcune accortezze per vivere tutti più sereni.