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hastaSono addirittura otto i birrifici coinvolti nella mega collaborazione brassicola con cui apriamo il post di oggi sulle nuove birre italiane. La Hasta el Lùpulo Siempre è infatti il frutto della cotta “allargata” tenutasi presso Birra del Borgo durante l’evento I Giorni dell’Ipa dello scorso novembre, alla quale hanno partecipato i birrai di Ducato, Lambrate, MC-77, Baladin, La Casa di Cura, Opperbacco e gli spagnoli di Guineu. A loro chiaramente va aggiunto Leonardo Di Vincenzo, padrone di casa, e il resto dello staff di Birra del Borgo. Lo stile di riferimento chiaramente è quello delle Ipa e la ricetta prevede l’impiego di luppoli da 3 diversi continenti e lievito di origine autoctona (utilizzato già per la Maledetta). La Hasta è stata presentata giovedì scorso presso la Bottega di Roma e dovrebbe essere disponibile proprio in questi giorni, in tiratura rigorosamente limitata.

1975Da una Ipa a una Double Ipa. L’ultima nata in casa The Wall si chiama 1975 ed è stata creata insieme a Nicola Grande, che campeggia in etichetta. Il nome richiama l’anno di nascita dello stesso Nicola e di Stefano Barone di The Wall, che hanno dunque realizzato questa birra celebrativa per festeggiare degnamente il loro quarantesimo compleanno. Una Double Ipa dicevamo: quindi una versione più muscolare dello stile di origine, con un grado alcolico importante (8,7%) e una forte caratterizzazione derivante dai luppoli (Dana, Columbus, Centennial, Simcoe e Citra). Non è però una birra necessariamente per “hop head” (cioè per malati di luppolo), perché rimane piuttosto equilibrata senza puntare troppo sull’amaro. Ne sono già rimasti pochi esemplari in giro, ma chissà che non venga riproposta in futuro… 😉

ghe shaRestiamo nella grande famiglia delle Ipa per introdurre l’ultima novità di Casa Veccia. Questa volta il birraio Ivan Borsato si è confrontato con la giovane tipologia delle White Ipa, dando vita alla sua Ghe-Sha. Le informazioni al riguardo non sono molte, ma comunque interessanti: utilizza luppoli giapponesi e prevede l’aggiunta di buccia di bergamotto. L’interpretazione di Ivan è quindi verso le White Ipa aromatizzate, sebbene rispetto alla speziatura classica da Blanche sembrerebbe mancare il coriandolo. In ogni caso sono molto curioso di assaggiarla. La prima uscita ufficiale risale alla scorsa settimana presso l’Hops Pub di Castagnole (TV), quindi cominciare a essere disponibile proprio in questi giorni.

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lelioCuriosamente la 1975 di The Wall non è l’unica birra di questa carrellata a riprodurre in etichetta l’immagine del suo creatore. Anzi, la nuova creazione del Giratempopub fa di più: si chiama Lelio, proprio come Lelio Bottero, uno degli esponenti di maggiore esperienza nella scena birraria italiana. Si tratta di una Golden Ale caratterizzata dall’utilizzo di malto d’orzo italiano e di luppoli nobili europei (Styrian Goldings e Hallertauer Magnum). L’illustrazione è invece opera di Laura Stroppi, nota per le collaborazioni con Lupo Alberto. La Lelio è stata presentata in modo ufficiale lo scorso 23 gennaio, ovviamente presso il Giratempopub di S. Albano Stura (CN).

santorzoE concludiamo la panoramica con un salto in Valle d’Aosta, dove a fine gennaio il birrificio B63 ha lanciato la sua Sant’Orzo. È una creazione difficile da inquadrare in uno stile preciso: di colore scuro, è prodotta con l’aggiunta di miele millefiori, scorza d’arancia, cannella e chiodi di garofano. Potremmo pensarla come una Kerstbier belga, se non fosse che il tenore alcolico non è poi così elevato (6,5%). Meglio allora affidarci alla descrizione che ne fa il birrificio, definendola un omaggio al Caffé alla Valdostana. Se volete togliervi la curiosità e assaggiare questa nuova creazione, sappiate che la Sant’Orzo è disponibile alla spina e in bottiglie da 75 cl, mentre il suo debutto in società di è tenuto durante la Foire de Saint Ours (la Fiera di Sant’Orso).

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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2 Commenti

  1. Grazie Andrea per aver parlato della Lelio (omaggio di mia figlia per i miei “primi” 50 anni”). Il moscato però non ci azzecca nulla!! Si tratta infatti di una Golden Ale caratterizzata dall’utilizzo di Malto d’orzo italiano e dei migliori luppoli nobili europei. E’ infatti lo Styrian Goldings a conferigli note delicate e lievemente agrumate, Mentre l’amaro, evidente, elegante,ma moderato è dovuto alla doppia luppolatura con il pregiato Hallertauer Magnum. Ancora grazie!

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