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Il più famoso musical della Repubblica Ceca è un cult ambientato nei campi di luppolo

Immaginate di essere adolescenti e di vivere nella Cecoslovacchia degli anni ’60. È fine estate e, come molti vostri coetanei, siete impiegati come lavoratori stagionali nei campi del Saaz, pronti a dare una mano per l’annuale raccolto del luppolo. Immaginate di incontrare lì, tra filari e coni, la vostra anima gemella. È così che comincia Starci na chmelu (Giovani nei campi di luppolo), il più famoso e apprezzato musical della Repubblica Ceca. L’opera, pubblicata nel 1964, è poco conosciuta all’estero, ma è considerata in patria una delle più vivide produzioni dell’industria culturale del paese. Una valutazione che accomuna sia la critica popolare che quella di settore: il musical, conosciuto con il titolo inglese “The Hop Pickers” o con il più – involontariamente? – comico “The Hop Side Story”, è una gemma che rivela il profondo legame sociale della Repubblica Ceca con la produzione di birra.

Diretto dal regista Ladislav Rychman, scomparso nel 2007 all’età di 84 anni, Starci na chmelu racconta la romantica storia d’amore tra due giovani liceali conosciutisi tra i campi di luppolo della Boemia. Non aspettatevi però una storia sdolcinata, perché i temi che tocca il musical sono diversi, compreso quello immancabile (per l’epoca) della ribellione giovanile: i due ragazzi, infatti, saranno espulsi da scuola per violazione del codice di condotta. In maniera superficiale, potremmo definirlo una sorta di Grease con il luppolo al posto dei fast food. Starci na chmelu è oggi considerato un cult con pochi precedenti in Repubblica Ceca, tuttavia raggiunse il successo sin da subito grazie anche all’efficace scrittura di Vratislav Blazek e alle musiche orecchiabili di Jiri Bazant, Jiri Malasek e Vlastimil Hala.

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L’influenza che ha avuto Starci na chmelu sull’immaginario collettivo della Repubblica Ceca è difficile da spiegare, così come può sembrare pretestuoso paragonarlo alle produzioni di Hollywood della stessa epoca. Ma come riporta Radio Prague International, secondo il critico cinematografico Vojtech Rynda, Starci na chmelu:

È diventato senza dubbio parte della cultura popolare della Cechia, nello stesso modo in cui i musical occidentali o di Hollywood sono diventati parte della cultura pop americana. Come testimonianza c’è la grande popolarità delle canzoni, ancora ben conosciute a distanza di decenni. L’attore protagonista, Vladimir Pucholt, è uno dei giovani interpreti più popolari di sempre e, sebbene abbia smesso di recitare molto presto, rimane molto famoso per la sua parte in Starci na chmelu quanto in quelle nei film di Milos Forman (regista, tra gli altri, di Qualcuno volò sul nido del cuculo e Man on the moon ndr). Quindi ha sicuramente lasciato il segno nella cultura della Repubblica Ceca e penso che sia il più famoso musical ceco della storia, il che dice tutto.

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Per molte ragioni Starci na chmelu è considerato un’opera visionaria, figlia della grande creatività del suo regista. Dopo il musical Ladislav Rychman diresse molti altri film popolari, senza tuttavia eguagliare il successo della sua opera più famosa. Fu però un artista poliedrico e sperimentale, tra i primi a indagare il linguaggio di quei video musicali che si sarebbero imposti in maniera definitiva solo nel corso degli anni ’80. Diresse anche spot pubblicitari e serie televisive, con un’apertura mentale e una curiosità che non smise mai di rivendicare.

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Per noi appassionati il successo di Starci na chmelu non è semplicemente una curiosità, ma anche la conferma dello stretto legame tra la società ceca e la birra. La raccolta del luppolo in Cechia rappresenta molto di più di una semplice attività agricola: è un rito di passaggio per molti giovani, un’esperienza che fonde lavoro e festa, comunità e convivialità, in un’atmosfera che ricorda la stessa magia che circonda il mondo della birra. Mentre i protagonisti cantano e ballano tra i filari di luppolo, lo spettatore è immerso in un mondo di verde, di lavoro manuale e di valori semplici e autentici. E per chi ama la birra, è facile vedere nel luppolo il protagonista invisibile, che rappresenta non solo la materia prima essenziale per la bevanda tanto amata, ma anche il cuore della tradizione agricola ceca.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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