Il luppolo è stato il simbolo della rivoluzione della birra artigianale e, a distanza di decenni, è ancora l’ingrediente principe delle ricette dei birrifici. Passano le mode e le tipologie brassicole, ma lui è sempre lì, a dettare i tempi e le tendenze del mercato. Come abbiamo spiegato in un recente articolo, negli ultimi tempi l’approccio a questa materia prima è molto cambiato da un punto di vista comunicativo: se fino a qualche anno fa la narrazione si concentrava quasi esclusivamente sulle caratteristiche aromatiche delle moderne varietà di luppolo, ora ci si sofferma sempre più spesso sulle tecniche di luppolatura e sui prodotti di nuova generazione (luppoli Cryo, Incognito, Spectrum, ecc.). Tra le prime sta ottenendo un crescente interesse il dip hopping, un processo emerso di recente nel mondo della birra artigianale, grazie al quale sarebbe possibile esaltare al massimo la resa aromatica dei luppoli limitando contemporaneamente molte problematiche legate a un loro uso estensivo. Dopo averlo introdotto in maniera sommaria, ora è giunto il momento di approfondire il discorso.
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