Negli scorsi giorni si era subito capito che le voci sulla possibile vendita di Brewdog non erano affatto campate per aria. Lunedì pomeriggio è arrivata la notizia che tutti stavano aspettando e che mette fine, almeno temporaneamente, alla vicenda: il birrificio scozzese è stato ceduto alla multinazionale Tilray Brands per un totale di 33 milioni di sterline (circa 38 milioni di euro). Un’operazione che, sebbene ormai non possa più sorprendere, segna comunque uno spartiacque nella storia della rivoluzione craft in Europa. E conclude la parabola entusiasmante di Brewdog, azienda partita nel 2007 dal garage di due appassionati e diventata, in pochissimi anni, un colosso con una forte influenza nell’immaginario collettivo.
A margine della notizia sono stati rivelati alcuni dettagli dell’acquisizione, che probabilmente alimenteranno molte polemiche nelle prossime settimane. Detto delle cifre dell’operazione, occorre specificare che l’accordo prevede la cessione dell’intero marchio Brewdog e della relativa proprietà intellettuale, nonché della sede produttiva di Ellon, in Scozia, e di 18 pub tra Regno Unito, Irlanda e altre nazioni. Tilray sta negoziando separatamente l’acquisizione di alcuni asset negli Stati Uniti e in Australia, mentre ha già deciso la chiusura di 38 pub a marchio Brewdog, con il licenziamento di 484 lavoratori.
Quest’ultimo passaggio è ovviamente il più delicato. Il sindacato Unite si è espresso duramente nei confronti dell’operazione. La segretaria generale Sharon Graham ha commentato così la notizia:
I lavoratori di Brewdog hanno contribuito a costruire questo marchio. Meritavano rispetto e invece sono stati trattati come pedine usa e getta.
Le fa eco Bryan Simpson, responsabile nazionale del settore ricettivo di Unite, che, dopo aver descritto la condotta dei dirigenti come “una vera e propria vergogna nazionale”, ha aggiunto:
Il fatto che l’amministratore delegato comunichi ai dipendenti che sono stati licenziati con effetto immediato, durante una conference call con un preavviso di soli 25 minuti, […] è deplorevole.
Tornando all’operazione, sicuramente potrebbe sollevare qualche perplessità che l’acquirente sia una multinazionale farmaceutica. In realtà Tilray Brands non è nuova ad acquisizioni nel settore brassicolo: da anni controlla birrifici come SweetWater, Montauk, Alpine Beer e Green Flash e nel 2023 sborsò la bellezza di 85 milioni di dollari per accaparrarsi un bottino di otto marchi ex craft in uscita da AB Inbev, compresi nomi illustri come Shock Top, Breckenridge Brewery, Blue Point, 10 Barrel e Redhook. Tilray è specializzata in prodotti a base di cannabis (tra cui le birre a base di THC), uno dei segmenti in più forte crescita nel mondo del beverage.
Irwin D. Simon, presidente e amministratore delegato di Tilray Brands, ha commentato così l’operazione:
Brewdog è uno dei marchi di birra artigianale più iconici e coerenti nel Regno Unito. Ha contribuito a ridefinire la birra artigianale moderna attraverso un’innovazione audace, una creatività intrepida e un impegno incrollabile per la produzione di birra di qualità. Ciò che rende Brewdog davvero speciale sono sempre stati i suoi birrai, i suoi brewpub e la sua appassionata comunità di appassionati di birra. Mentre iniziamo un nuovo capitolo per questo grande marchio, la nostra priorità è focalizzare Brewdog sull’eccellenza brassicola che l’ha resa amata fin dall’inizio e investire strategicamente per riportare il marchio a una crescita redditizia.
Il futuro di Brewdog è luminoso e ci impegniamo a garantire che il marchio continui a guidare e ispirare il movimento globale della birra artigianale. Il management di Tilray apporta competenze operative e strategiche, un’infrastruttura diversificata per il settore delle bevande a livello globale e un approccio di investimento disciplinato, necessari per avviare la prossima fase di crescita di Brewdog. […]
Con l’acquisizione di Brewdog, si prevede che la nostra piattaforma globale di bevande crescerà fino a circa 500 milioni di dollari di fatturato annuo, creando una delle più grandi piattaforme diversificate di bevande artigianali a livello globale. Attraverso questa piattaforma ampliata, vediamo significative opportunità di crescita per Brewdog attraverso una distribuzione più ampia e la capacità di reinvestire nel marchio e nell’innovazione, introducendo al contempo i marchi di bevande complementari di Tilray nei mercati internazionali. Su base combinata, prevediamo che il business globale diversificato di Tilray raggiungerà circa 1,2 miliardi di dollari di fatturato annualizzato.
Probabilmente qualcuno tra voi si starà chiedendo quanti soldi riceveranno gli “azionisti” che avevano aderito alla campagna di investimenti battezzata Equity for Punks. Il dubbio è stato sciolto negli scorsi giorni da AlixPartners, la società di consulenza finanziaria che si è occupata di cercare nuovi investitori interessati all’acquisto della società. E la risposta è stata zero virgola zero: gli oltre 200.000 sottoscrittori del programma non vedranno l’ombra di un euro.






