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Arriva la prima Lager di Baladin ed è una super collaborazione con Budvar

Senza alcun dubbio una delle novità più interessanti dell’ultima edizione di Beer&Food Attraction è arrivata dal birrificio Baladin, che, nel corso della fiera riminese, ha presentato la sua inedita collaborazione con il birrificio ceco Budvar. Il frutto della partnership è, per inciso, una delle birre più buone – la più buona probabilmente – assaggiate in fiera: una Bohemian Pils estremamente classica, che proprio per questo motivo (e per tanti altri) porta con sé un’infinità di significati. Non una semplice birra collaborativa, quindi, ma un progetto a lungo termine, sul quale Baladin sembra puntare con decisione: il produttore piemontese non solo le ha dedicato metà del suo spazio espositivo a Rimini, ma ha anche organizzato degli eventi ufficiali di presentazione a Roma, Torino e Cuneo nei giorni immediatamente successivi.

La birra si chiama Alla Ceca (5,5%) e il partner di Baladin è uno dei birrifici più celebri del mondo. Parliamo infatti del leggendario Budweiser Budvar di České Budějovice, fondato nel 1895 in Boemia: un’azienda che, pur posizionandosi su volumi produttivi industriali, mantiene una sua dimensione estremamente tradizionale. Budvar infatti ricorre a molte soluzioni che sarebbero scartate da qualsiasi altro birrificio delle stesse dimensioni (utilizzo esclusivo di luppolo in coni, doppia decozione per tutte le birre, lunghissimi tempi di maturazione, ecc.). Ciò è possibile perché il birrificio è di proprietà statale – un concetto che da noi è praticamente impensabile.

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Alla Ceca tuttavia è stata prodotta in Italia, ovviamente presso l’impianto di Piozzo (CN) di Baladin. È una birra rivoluzionaria innanzitutto perché stravolge le abitudini del suo fondatore, Teo Musso: in trent’anni di attività, l’azienda piemontese non aveva mai realizzato una bassa fermentazione regolarmente disponibile sul mercato. Si tratta dunque di un cambio di paradigma, come spiega il patron di Baladin:

Non avrei mai immaginato di produrre una Lager. Sono orgoglioso di questa collaborazione e grato a Budvar per la fiducia che ci ha accordato, condividendo la loro esperienza maturata in oltre 130 anni. Ringrazio Brewrise, partner commerciale di entrambi i birrifici per aver creato il contatto.

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Coerentemente con la filosofia Baladin, la ricetta impiega solo materie prime italiane: acqua delle Alpi Marittime, orzo coltivato in Basilicata e luppolo proveniente dai campi di Baladin. L’unica eccezione è relativa al lievito, un ceppo originale di Budvar, portato in Italia appositamente per la collaborazione. Nonostante ormai il concetto di birra 100% italiana sia consolidato nel nostro ambiente, pensare di realizzare una birra come Alla Ceca con sole materie prime nazionali è una conquista non indifferente per il nostro movimento. Non solo per i risultati qualitativi del prodotto finale, che sono straordinari, ma anche per la convinzione, condivisa con Budvar, di riuscire a creare una vera Bohemian Pils affidandosi alla sola filiera italiana.

Baladin sembra riporre in questa birra aspettative molto alte, al punto di averne accompagnato la presentazione con il lancio del nuovo Teku MUG, un nuovo bicchiere progettato appositamente per le Lager. È imparentato con il Teku, il celebre calice da degustazione di Rastal, ma nelle forme è totalmente diverso: siamo al cospetto di un boccale ceco abbastanza classico – il cosiddetto mug – che nella parte finale presenta però l’iconica svasatura del Teku. La parte bassa invece è impreziosita da intagli “a diamante”, che permettono di alleggerire il bicchiere. Il team Budvar ha validato la geometria interna del boccale per garantire che rispetti gli standard del servizio della birra e valorizzi le caratteristiche di una Lager in stile ceco.

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A livello organolettico, Alla Ceca offre aromi di pane appena sfornato, una ricca struttura maltata e un delicato carattere floreale del luppolo. Come nelle migliori interpretazioni dello stile, vanta una straordinaria bevibilità e un’armonia imbarazzante, riuscendo a comunicare carattere senza la benché minima forzatura. È una Světlý Ležák in tutto e per tutto e l’idea che sia prodotta con soli ingredienti italiani è a dir poco affascinante. Nota tecnica a livello produttivo: per rispettare le origini brassicole ceche, Baladin ha riconfigurato il proprio impianto di Piozzo per la decozione.

Un altro aspetto interessante è la scelta di utilizzare esclusivamente il rubinetto ceco per la spillatura della birra. Identificato dall’espressione side-pull, è diverso dalle classiche spine dei pub perché si apre lateralmente (da sinistra a destra) anziché verticalmente (dall’alto in basso). Inoltre il flusso della birra aumenta gradualmente durante la rotazione della manopola, diversamente da quanto accade con le spine normali che prevedono solo due stati (aperto o chiuso). Ci sono poi altri elementi (un filtro simile allo sparkler britannico, il metodo di spillatura) che permettono di ottenere una schiuma estremamente cremosa e una corretta carbonazione, due elementi indispensabili per godere appieno di un boccale di Bohemian Pils.

Alla Ceca sarà confezionata in lattina e in fusto. Sarà disponibile alla spina negli Open Baladin e in pochi altri locali selezionati. In ogni caso sarà sempre servita nel Teku MUG con il rubinetto side-pull. Le prossime cotte saranno sempre realizzate a Piozzo nell’impianto standard di Baladin. La distribuzione in Italia inizierà a fine febbraio tramite l’azienda Brewrise – importatore di Budvar – che avrà la supervisione commerciale del progetto, in collaborazione con la rete commerciale di Birra Baladin.

In concomitanza con il lancio di Alla Ceca, Baladin ha presentato altre due interessanti novità. La prima è la Botanic Radler Cedro e Limone (2%), un blend tra la storica Isaac (una Blanche), la serie speciale della Cedrata Baladin e un succo di limone calabro. L’Acqua di luppolo, invece, è il frutto della partnership con S.Bernardo e consiste in un’acqua aromatizzata al luppolo Cashmere grazie a un’avveniristica estrazione a microonde.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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