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Il ridimensionamento del Birrificio Pontino: cede l’impianto e diventa beer firm

Con un messaggio apparso ieri sul suo sito web, il Birrificio Pontino (sito web) ha annunciato un netto ridimensionamento. La notizia girava nell’ambiente da qualche settimana, ma ora è ufficiale: il sito produttivo è stato ceduto in gestione e in pratica il marchio diventerà una “semplice” beer firm. In compenso sabato 23 dicembre aprirà il Punto Pontino, un punto vendita (e quindi non un locale) situato nel centro di Latina, dove acquistare le lattine delle storiche birre della casa, come Runner Ale, Brain Damage, La Calavera e altre. Sulla carta non si tratta di una chiusura ma nella pratica lo è, a conferma del momento non facile per la birra artigianale. Un fenomeno che all’estero è molto evidente, ma che si sta facendo sentire anche in Italia. Peraltro è il secondo birrificio di Latina che chiude nel giro di pochi mesi, con la città laziale che ora si ritrova con un numero dimezzato di produttori attivi.

Di seguito i passaggi più significativi del post del Birrificio Pontino:

Cari amici e amiche del Pontino, è con un pizzico di emozione che siamo qui a raccontarvi i nostri percorsi futuri. In un mondo e in un settore in continua evoluzione, con una pinta in mano abbracciamo il cambiamento come opportunità per crescere e migliorare. […]

Un Impegno Rinnovato verso di Voi
Mentre affrontiamo questa nuova fase, continueremo a concentrarci su di voi. Stiamo infatti introducendo nuovi eventi e servizi che ci avvicineranno sempre di più. Questo è solo l’inizio di una nuova avventura birraria, e siamo entusiasti di condividerla con voi.

La Sfida dell’Inflazione e la Rinascita
Il mondo della birra artigianale è in costante evoluzione, e noi siamo pronti a cavalcare questa onda di cambiamento. Con l’attuale inflazione e l’aumento dei costi delle materie prime, mantenere i prezzi popolari come tradizione vuole è diventato una sfida. Ma non siamo qui per arrenderci. Stiamo riscrivendo il nostro futuro, rilanciando l’esperienza che conoscete e amate.

La Libertà di Esplorare e Collaborare
Abbiamo preso la decisione di cedere la gestione del nostro sito produttivo. Questo ci permetterà di essere più liberi, di recuperare lo spirito originario che ci ha mosso nel mondo delle craft beer e di intraprendere nuove e entusiasmanti collaborazioni. Ciò significa che potremo portare la nostra passione per la birra in luoghi nuovi e diversi, offrendovi esperienze uniche.

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Aperto nel 2011 da quattro soci (l’organigramma ha subito poi diversi cambiamenti), il Birrificio Pontino cominciò a farsi conoscere nella zona di Latina e di Roma molto velocemente, decidendo in breve di passare dall’impianto iniziale da 2,5 ettolitri a uno da 10 ettolitri. Pochi anni e ci fu un ulteriore upgrade, con il cambio di sede, l’ampiamento della cantina e l’apertura delle tap room. La gamma si incentrò subito su birre luppolate, supportate da stili meno diffusi (Kölsch, Mexican Lager) e collaborazioni – celebre quella con Mike Murphy da cui nacque la Spaccapalato.

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Ogni chiusura che si verifica nel nostro ambiente è un colpo per tutto il settore, soprattutto quando si tratta di birrifici ben avviati e con un progetto importante alle spalle. Il ridimensionamento del Birrificio Pontino è dunque una notizia pesante per la birra artigianale italiana. Auguriamo ai ragazzi tutto il meglio per la nuova fase della loro esperienza imprenditoriale.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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2 Commenti

  1. Riflessione generica non riferita a Pontino

    Guardando i birrifici giovani e le birre che producono l’idea che osservo è quella di seguire la moda (americana) con birre fatte per i nerd del settore…con tale approccio non mi meraviglio della mancanza di longevità dei birrifici e l’incapacità di crescita del settore
    Quello che manca alla birra italiana è un’identità, almeno per le birre basilari con le quali farsi conoscere e destinate ad uso quotidiano o da festa (vedasi le saison belghe)

  2. Leggendo mi sono imbattuto in questa notizia, che ovviamente mi ha colpito. Anche Amiata, seppur per problematiche diverse, oggi è un beer firm che però rispetto al passato, ha aumentato la produzione rispetto al 2020. Nel 2023 si parla di 800hl prodotti, nel 2024 si punta ad un aumento a 1000hl nonostante lo scetticismo generale. Avere un birrificio ha un suo fascino innegabilmente, ma per la mia esperienza, se non ci sono più le condizioni è meglio chiudere i rubinetti e cercare di proporre leproprie ricette fatte da altri birrifici magari più performanti. Un esempio a conferrma di ciò, quest’ anno (2023) l’ evento di punta di Amiata, il Bastarda rossa day, che nel 2022 ha visto 40 locali partecipanti, ha fatto il suo record con ben70 in tutta italia, a dimostrazione che se c’è la passione, la ricerca delle migliori materie prime e una buona distribuzione, si può essere competitivi anche senza impianto. Per me conta quello che c’è nel bicchiere e non dove esso sia stato prodotto, quindi benevenuti agli amici del Pontino, le sorprese non mancheranno.
    Gennaro Birra Amiata

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