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La rinascita di Eylenbosch: dopo il rilancio, ora il produttore di Lambic entra in Horal

La cultura birraria internazionale è estremamente affascinante, ma le suggestioni che regala il Lambic sono difficilmente comparabili. Non solo per le peculiarità organolettiche delle fermentazioni spontanee, ma soprattutto per la storia che accompagna i pochi produttori del Pajottenland ancora oggi in attività. Quello del Lambic è un mondo piccolo, piccolissimo, ma che attira un numero incredibile di appassionati da tutto il mondo, riuscendo a mantenersi sempre dinamico nonostante sia legato ad antiche consuetudini produttive. La sua vivacità è dimostrata anche dalle notizie che, di tanto in tanto, arrivano da quella piccola regione del Belgio. L’ultima in ordine di tempo risale alla fine della scorsa settimana, quando l’associazione Horal ha annunciato l’ingresso di un nuovo socio: si tratta del birrificio Eylenbosch, nome storico delle fermentazioni spontanee, tornato a operare dopo la sanguinosa chiusura avvenuta all’inizio degli anni 2000. Ricordiamo che Horal è il consorzio che raggruppa la quasi totalità dei produttori di Lambic (con qualche eccezione anche eclatante, come Cantillon e 3 Fonteinen) fondato per tutelare il patrimonio delle birre a fermentazione spontanea.

Eylenbosch è il terzo birrificio a entrare in Horal negli ultimi anni, dopo Lambiek Fabriek e Den Herberg. In altre parole dal 2020 l’associazione ha aumentato considerevolmente i suoi associati, che ora sono 12 – in passato abbiamo pubblicato due articoli con la storia di ognuno di essi. Questa crescita relativamente importante dimostra l’ottimo stato di salute del mondo del Lambic, che in tempi recenti è cresciuto grazie al debutto di nuovi produttori e alla rinascita di vecchi marchi precedentemente dismessi. Anche Gert Christiaens, presidente di Horal, ha sottolineato questo aspetto:

L’assemblea generale ha approvato all’unanimità l’ingresso di Eylenbosch nella nostra associazione. Lo scorso anno abbiamo dato il benvenuto al birrificio Den Herberg e due anni prima a Lambiek Fabriek. Il ringiovanimento del settore del Lambic continua, lasciando sensazioni incoraggianti per il futuro delle tradizionali fermentazioni spontanee. Anno dopo anno stiamo osservando come i Lambic, le Oude Geuze e le Oude Kriek stiano riscontrando i favori dei consumatori, anche nella fascia tra i venti e i trent’anni. Gli adulti di tutte le età apprezzano le nostre tradizionali birre a fermentazione spontanea.

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La storia di Eylenbosch non è dissimile da quella di tanti altri storici produttori di Lambic, con la differenza che in questo caso il destino ha concesso al marchio una seconda possibilità. Il birrificio fu fondato da Emilie Eylenbosch nel 1886 a Schepdaal, villaggio situato a una decina di chilometri a ovest di Bruxelles. Nel secolo successivo il birrificio divenne rapidamente uno dei più importanti produttori di Lambic e Gueuze, raggiungendo il suo massimo splendore in concomitanza con l’Expo del 1958.  Da quel momento cominciò un veloce declino, causato dall’invasione delle Lager industriali, che portarono a una profonda crisi aziendale. Nel 1989 il birrificio fu acquistato da Mort Subite, che a sua volta passò sotto il controllo del colosso Alken-Maes. Qualche anno dopo Eylenbosch interruppe la produzione di birre a fermentazione spontanea e nel 2002 la proprietà decise di chiudere lo stabilimento a tempo indeterminato. L’edificio tuttavia restò nelle mani della famiglia De Keersmaeker, ex proprietaria di Mort Subite.

Il racconto potrebbe concludersi qui, come avvenuto per tanti altri antichi marchi del Pajottenland, tuttavia nel 2019 Eylenbosch tornò in attività. Merito fu di Erik De Keersmaeker, che decise di riesumare le tradizioni brassicole della famiglia riportando in vita il birrificio. Ad accompagnarlo in questa avventura ci furono l’esperto di produzione Klaas Vanderpoorten e l’amico d’infanzia Jeroen Lettens. I tre scelsero di porre immediatamente l’accento sull’autenticità e le tradizioni, offrendo agli appassionati di tutto il mondo la possibilità di assaggiare nuovamente le birre di un marchio ammantato da un’aura quasi leggendaria. Oggi Eylenbosch produce oltre 1.000 hl di Lambic, sfruttando una cantina provvista di 280 botti di rovere da 225 litri ciascuna, 110 da 500 litri e 21 con una capacità tra i 4.000 e i 5.000 litri. Nella gamma ci sono anche delle alte fermentazioni, raggruppate sotto il nome Patience for Eylenbosch.

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Attualmente gli uffici di Eylenbosch sono situati nel vecchio birrificio della famiglia De Keersmaeker a Kobbegem. Dal 2019 tutto il Lambic a marchio Eylenbosch è prodotto da Klaas Vanderpoorten presso il birrificio De Troch di Wambeek, quindi è lasciato maturare nella fattoria Hof van Piemont di Zellik. Presto però sarà utilizzato come sala di maturazione anche l’iconico edificio di Eylenbosch a Schepdaal. Il Lambic di tre anni usato per miscelare la Oude Geuze, attualmente disponibile sul mercato e lanciata due anni fa, proviene ancora da un collega produttore di Lambic. La prima Eylenbosch Oude Gueuze realizzata con il 100% di Lambic Eylenbosch è prevista per la prossima primavera.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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