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Il tasso alcolemico per guidare (forse) resterà invariato

Nella nuova puntata di Birradio pubblicata in questi giorni da Tony Manzi – ricordo he si tratta del primo podcast completamente dedicato alla birra artigianale – c’è un’interessante intervista nientepopodimenoché al presidente della Commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci. Per rinfrescare un po’ le idee, ricordo che l’on. Valducci fu uno dei promotori del principio di tolleranza zero nei confronti di chi guida dopo aver assunto alcol, che si sarebbe tradotto in un abbassamento dei limiti alcolemici consentiti per mettersi al volante, oltre che a una serie di altre disposizioni in materia.

Nello specifico, alcuni mesi fa sembrava molto concreta l’ipotesi di ridurre tale limite da 0,5 mg a 0,2 mg, rendendo praticamente impossibile guidare anche solo dopo un bicchiere di vino (o una pinta di birra). La decisione attirò l’ira di tanti cittadini, al punto che oggi tale intervento si può dire scongiurato. O meglio, come afferma Valducci in un’intervista, si è trovato un compromesso.

La “tolleranza zero” infatti riguarderà solo due categorie di guidatori: i giovani neo-patentati nei primi 3 anni di guida e i professionisti della guida. Per tutti gli altri il limite resterà invariato. Si tratta perciò di una fetta piuttosto ridotta di popolazione, che tuttavia non avrà margini in cui muoversi: il limite per gli appartenenti ai due gruppi scenderà dallo 0,5 allo 0,0.

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Nell’intervista poi si affrontano gli altri provvedimenti previsti dalla proposta di legge al vaglio della Commissione. In particolare si parla finalmente di educazione, sebbene mi sembra che l’onorevole approfondisca poco l’argomento e lo tiri in mezzo più con un valore simbolico che reale. Per il resto rimangono gli slogan che avevano caratterizzato la prima illiberale proposta, come “chi beve non guida, chi guida non beve”. Insomma, il succo del discorso è cambiato profondamente, però gli slogan teniamoli che fanno la loro porca figura…

La nuova disciplina in materia di tasso alcolemico compatibile con la guida sarà molto diversa da quella preannunciata in prima istanza, ma porterà comunque profonde modifiche allo stato attuale delle cose. Il divieto totale per i giovani guidatori e i professionisti della guida segue il modello tedesco, che si basa proprio sugli stessi principi. Rimane il problema che qualsiasi provvedimento ulteriormente restrittivo non avrà alcun valore, se non suffragato da una campagna di educazione e da interventi seri e concreti per quanto riguarda controlli ed altre attività di prevenzione.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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8 Commenti

  1. Ritorno a dire che occorrono i controlli da parte delle forze dell’ordine, le chiacchiere (come si dice da noi) vengono portate via dal vento… che differenza c’è tra un neopatentato e un “veterano” con 4 anni di volante alle spalle? Se hanno bevuto, nessuna differenza… Quindi, anche se contro i miei interessi, per me resta sempre da seguire il limite ZERO per chi guida, vuoi che sia neopatentato, vuoi che sia un asso della F1 vuoi che sia un autotrasportatore. Prevenire è meglio che curare, quindi ben vanga la prevenzione e non solo per chi si mette al volante in stato di ebrezza, ma anche per la salute. Bere poco ma buono…

  2. Sono sostanzialente d’accordo con te Giovanni, ma con alcune precisazioni e/o distinguo. Sicuramente quello che è venuto fuori dalla Commissione Trasporti è una sorta di compromesso, che introduce (finalmente) la tolleranza zero per alcune categorie (e credimi, mai nessuno come me ne è più felice), ma nel contempo non taglia più fuori coloro che si mettono alla guida dopo cena -magari al ristorante, magari da amici- bevendo poco e responsabilmente. E questo, anche se viviamo in un paese dove quasi tutti i decreti e le leggi sono un compromesso tra le parti, lo trovo senz’altro sensato.
    Sul discorso poi del “veterano” con quattro anni di guida alle spalle….bè, se hanno bevuto gli anni possono essere dieci o uno, il risultato è lo stesso. E qui sono d’accordo con te sul discorso controlli. E sappiamo bene quale fine fanno le leggi in Italia senza sanzioni.. 🙁
    ciao
    Tony

  3. @Stefano
    Cosa intendi per “non professionista”? Cioè, hai la patente C ma non guidi camion e simili? In teoria, se guidi l’auto dovresti stare tranquillo..il tasso “0” si applica a chi con la patente ci lavora: tassisti, camionisti, ecc. Se poi per non professionista intendi che il camion lo guidi raramente, mi sembra di capire che, comunque, se ci lavori, devi rispettare lo “0”.
    In ogni caso, meglio sentire un esperto (la Polizia Stradale, le scuole-guida, ecc).

    Tony

  4. secondo me su questo argomento si sta facendo una battaglia affrontando il lato meno preoccupante.
    più facile fare una battaglia proibizionista piuttosto che agire sui modelli comporamentali.
    mi riferisco ai neopatentati che possono guidare auto al di sopra delle loro capacità di controllo. ai trasportatori che spesso devono fare straore di guida, alle strade non adeguate al traffico che le percorre.
    insomma credo che il limite debba essere zero e che le auto debbano essere adeguate a chi le guida ed alle strade che vengono percorse.
    i limiti irrgionevoli non vengono rispettati. in germania la velocità in autostrada è libera ad eccezione di alcuni tratti ove è giustificata la minor velocità consentita. il limite di alcool è zero e il numero di incidenti è inferiore a quello in italia.
    manca congruità tra i modelli proposti e le sanzioni applicate.
    di fatto così si incentiva la trasgressione.
    allora al diavolo tutti. io bevo fin che mi pare e poi si vedrà.

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