Il Macche (contrazione di Ma che siete venuti a fa’) è un pub romano che non necessita di presentazioni: come locale ha semplicemente scritto la storia della birra artigianale, in Italia e non solo. È quindi con una certa attesa che l’ambiente si prepara ad accogliere il suo spin-off, che inaugurerà tra pochi giorni a distanza di oltre vent’anni dall’apertura del primo, storico indirizzo. Si chiamerà sempre Macche e seguirà la stessa filosofia del pub trasteverino, seppur declinata in maniera leggermente diversa. Nonostante si tratti di una novità non indifferente per il nostro settore, la sua genesi sta procedendo senza proclami e quasi sotto traccia. Così abbiamo deciso di contattare direttamente Manuele Colonna per farci raccontare qualcosa del nuovo Macche, che avrà la stessa struttura organizzativa del precedente: i soci infatti saranno ancora una volta lo stesso Colonna e Fabio Zaniol, coloro i quali più di vent’anni fa diedero vita al più celebrato locale birrario di Roma.
Il nuovo Macche aprirà in via degli Stradivari, a due passi da Ponte Testaccio, lato Lungotevere Portuense, praticamente accanto alla pizzeria L’Elementare. La vicinanza con quest’ultima non è casuale, perché c’è un filo diretto che collega da anni il Macche con L’Elementare, e che permetterà di realizzare una sorta di simbiosi tra i due locali, con una fusione quasi naturale grazie alla complementarità della loro offerta. Il nuovo Macche sarà piccolo, quasi un “chiosco con le mura” – così lo ha definito Colonna – dotato di un impianto da sei spine e zero tavoli all’interno. Le sedute però non mancheranno, perché ci saranno sgabelli al bancone e nel resto del locale, nonché alcuni tavoli all’esterno. I posti a sedere nel complesso saranno 20-25, oltre ad appoggi vari che permetteranno comunque di consumare la propria birra esternamente in modo assai confortevole. Il dehors sarà collegato anche attraverso un finestrone, che fungerà da elemento di passaggio per il servizio della birra verso l’esterno.
Il nuovo Macche cercherà di sviluppare una formula che si può riassumere col concetto di “semplicità”. Semplicità del bere, innanzitutto, grazie a una selezione di birre che punterà alla facilità di bevuta, con gradazioni alcoliche contenute e senza rincorrere le derive più modaiole. Un paio di vie saranno dedicate alla Franconia e altrettante a luppolate “di prossimità” – quindi prodotte da birrifici di Roma e dintorni – mentre un’altra spina sarà destinata a sour di facile approccio, con un occhio di riguardo per le Italian Grape Ale. In futuro c’è l’idea di aggiungere una handpump per valorizzare al meglio gli stili di stampo britannico e magari di servire ogni tanto qualche birra a caduta dalla relativa botticella. Un elemento di novità rispetto al Macche trasteverino è l’ampliamento dell’offerta con l’inserimento di vini naturali e gin tonic, grazie una piccola selezione di gin. Gli orari di apertura non saranno “estremi”: le saracinesche si alzeranno nel tardo pomeriggio e si abbasseranno poco dopo la mezzanotte.
Il concetto di “semplicità” si ritrova ovviamente nell’impostazione del pub. Come spiegato, il nuovo Macche avrà una struttura agile e flessibile, ottimizzata per poter essere gestito da una sola persona e non presentare troppe criticità in termini di sostenibilità economica. Sarà un locale piccolo – “smart” saremmo tentati di definirlo – e chi opererà dietro il bancone offrirà ampie garanzie, provenendo dall’orbita del Macche trasteverino. La prossimità con L’Elementare permetterà di integrare l’offerta birraria con quella gastronomica, ma in futuro c’è anche l’idea di inserire una proposta di taglieri in collaborazione con i fratelli Roccia (Pork’n’Roll). Un format in tutto e per tutto, che Colonna si auspica di poter replicare altrove in futuro, anche fuori dalla Capitale.
In definitiva il concetto di “semplicità” del nuovo Macche va oltre gli aspetti appena illustrati e abbraccia una visione a più ampio raggio, che risponde ai grandi cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nel nostro ambiente. Abbiamo chiesto a Manuele per quale ragione l’idea dello spin-off sia arrivata solo dopo oltre vent’anni dall’apertura del primo locale a Trastevere e soprattutto in un momento storico in cui la birra artigianale sembra in calo in Italia. Riportiamo direttamente la sua risposta alla nostra domanda:
Non mi nascondo, sono stato tra i primi a sostenere il declino della birra artigianale in Italia. Eppure negli ultimi tempi sto notando un nuovo interesse, una riscoperta favorita da nuovi posti di accesso più immediato, come i chioschi, capaci di attrarre giovani consumatori con le lattine e con le produzioni dei birrifici locali. Ragazzi che hanno piacere a bere birra senza farsi troppe domande, come alla fine dovrebbe essere il rapporto con la nostra bevanda.
Da questa riflessione è nata la voglia di creare un locale piccolo e snello, senza troppi ragionamenti, basato sulla “leggerezza”. Ci stiamo rendendo conto che in questo momento nel settore c’è bisogno di semplicità e leggerezza, da cui partire per sviluppare un nuovo format che magari possa essere replicabile in altri contesti, senza una gestione economica opprimente. Sarebbe bello trovare partnership, non solo a Roma, per aprire in futuro tanti piccoli Macche, ognuno con la sua anima peculiare. È però fondamentale individuare la persona giusta per gestire il locale, che abbia carisma e capacità comunicative, al di là della stretta competenza in ambito birrario.
Fondamentalmente credo che la gente vorrà sempre bere buona birra. Sicuramente può calare l’interesse verso gli eccessi della birra artigianale, sia a livello gustativo che comunicativo, ma non potrà mai calare l’interesse nel farsi una buona birra con un buon amico al tavolo, magari dopo l’orario di lavoro. Ecco, possiamo immaginare il nuovo Macche come un dopo lavoro, un passatempo nel senso più letterale del termine, un luogo carino dove spendere qualche ora piacevole in semplicità e relax.
L’apertura del nuovo Macche è imminente: l’inaugurazione dovrebbe tenersi la prossima settimana o, al più tardi, quella dopo ancora. Non ci resta che fare un grande in bocca al lupo a Manuele e Fabio, sperando magari che sia solo il primo di altri piccoli Macche che apriranno in futuro.