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Buon piazzamento per Collesi ai World Beer Awards 2012

Nel fine settimana appena concluso sono stati svelati i risultati del World Beer Awards, uno dei tanti contest internazionali di birra. L’evento è presieduto da un mito birrario come Roger Protz, che guida una giuria composta da tanti giudici di caratura mondiale (cito Jay Brooks, Pete Brown, Jeff Evans, ecc.). Seguendo una procedura piuttosto curiosa – sulla quale tornerò più aventi – il concorso incorona la migliore birra in assoluto tra tutte quelle iscritte, oltre alle vincitrici per ogni stile e area geografica. Tra i tanti produttori premiati c’è anche un pizzico d’Italia, poiché la Imper Ale Nera di Collesi è stata valutata come migliore Belgian Style Strong Dark Beer d’Europa. Si tratta dell’ennesima menzione in un concorso internazionale per il birrificio di Apecchio (PU), da anni ormai concentrato in eventi di questo tipo.

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Al di là del risultato per noi più interessante, i risultati meritano una veloce panoramica. Come migliore birra in assoluto è stata votata la Red Chair di Deschutes, una APA da 6,2% alc. brassata in Oregon. A differenza di altri contest del genere, i nomi dei vincitori nei vari stili sono piuttosto conosciuti nell’ambiente: abbiamo ad esempio la Gouden Carolus Classic (Best Dark Beer), la Mort Subite Oude Gueuze (Sour Beer), la Weihenstephaner Vitus (Wheat Beer). Lo stesso discorso vale per i premi di “seconda fascia”, tra i quali troviamo marchi come Rogue, Samuel Adams, De Halve Maan, Greene King, ecc.

Un’altra differenza con concorsi tipo la World Beer Cup è il numero di vincitori, decisamente più contenuto. Qui non esistono podi, ma semplici vincitori di categorie, che poi si scontrano in turni unici tra i quali prevale solo una birra. Chiarisco meglio il meccanismo:

  1. Tutte le birre vengono suddivise per tipologia e assaggiate per valutare la migliore in ogni categoria e area geografica (Asia, Europa, America). In questa fase ogni categoria corrisponde più o meno a uno stile birrario.
  2. Gli stili birrari vengono accorpati in 8 macro-categorie secondo criteri di assimilazione. Ad esempio la macro-categoria Wheat Beer è composta da Weizen, Witbier, Weizenbock, ecc. Per altre macro-categorie l’accorpamento è meno scontato: tra le Pale Beer rientrano indistintamente Alt, Tripel, IPA, Kolsch, Bitter, Barley Wine (!), Saison e altre. Tra le scure Brown Ale, Dubbel, Barley Wine (non è un refuso), Oud Bruin, ecc.
  3. Le vincenti dei vari stili si sfidano per eleggere la migliore birra di ogni macro-categoria, stabilendo così 8 birre finaliste
  4. …che poi si scontreranno per individuare la migliore birra del concorso.

Tutto il procedimento è riassunto nello schema che riporto di seguito.

Per gli amanti della grafica, segnalo che c’è anche un premio per la migliore etichetta, che quest’anno è stato assegnato alla Schieve Tabarnak del birrificio canadese Le Trou du Diable. A me ricorda tantissimo le etichette del produttore belga De la Senne, che in effetti sono tra le migliori in patria e probabilmente al mondo.

Complimenti dunque a Tenute Collesi che si conferma tra quei 3 o 4 birrifici italiani che riescono a racimolare riconoscimenti in giro per il pianeta. Quanto al concorso, che ne pensate di questo meccanismo di votazione? Preferite una logica di scremature di questo tipo oppure decine e decine di podi con stili birrari ben distinti?

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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8 Commenti

    • Certo che la forma della bottiglia è proprio uguale! Scherzi a parte, interessante segnalazione, non me n’ero mai accorto

  1. Complimenti a Collesi. Bevuta qualche loro birra e non sono entusiasta, ma senz’altro sono corrette e pulite.
    Preferisco un meccanismo che semplifica per i premi ai concorsi, tipo 5 o 6 birre premiate e non decine e decine di categorie. Il concorso va preso come una segnalazione interessante, ma nulla di più, ovviamente a mio avviso

  2. La Schieve Tabarnac è in effetti una collaboration brew tra i miei due amici birrai André Trudel (Le Trou du Diable) e Yvan De Baets (Brasserie de la Senne)

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