Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo che cerca di restituire una narrazione più equilibrata del momento della birra artigianale in Italia. Le difficoltà tuttavia non mancano, sebbene non siano legate esclusivamente alle abitudini di consumo degli italiani. Il dato più allarmante è probabilmente il numero risicato di nuovi birrifici che hanno aperto nel corso del 2025. Il periodo in cui inauguravano un centinaio di birrifici all’anno è tramontato da un pezzo – per fortuna, aggiungeremmo – ma la stasi attuale è tutt’altro che incoraggiante. Perciò la panoramica di oggi su alcune delle nuove realtà produttive assume un valore simbolico molto particolare, con la speranza che sia si buon auspicio per i prossimi mesi. Come ha spiegato Giovanni Faenza di Ritual Lab nel nostro live podcast della scorsa settimana, c’è ancora spazio per aprire un birrificio artigianale nel 2026. L’importante è avere idee chiare e spalle sufficientemente larghe.
Urban Rude Brewery
La scorsa estate è partita l’avventura di Urban Rude Brewery, nuovo birrificio sardo con sede a Sassari, nel quartiere di Carbonazzi. I due soci sono Roberto Rassu e Lello Porcu: il primo con una lunga esperienza nel settore della ristorazione, il secondo con la passione dell’homebrewing e un tirocinio presso il vicino birrificio P3 Brewing. Urban Rude dispone di una taproom arredata in modo semplice ma molto accogliente, con un impianto a sei vie. In prospettiva c’è l’idea di coltivare orzo e luppolo in autonomia.
Le birre prodotte al momento sono quattro e spaziano tra le principali culture brassicole, con una certa predilezione per quella britannica: la Better (3,5%) è una Bitter leggera e maltata, molto facile da bere; la Cordiali Saluti (4%) una Session IPA fresca e dissetante; la Bodale (4,5%) una Golden Ale che gioca sull’equilibrio tra malto e luppolo; la Y-Ello (4,5%) un’Italian Pils con un tenore alcolico piuttosto contenuto. Tutte le birre sono confezionate in lattina e l’azienda dispone di un sistema di mobile canning, che offre anche come servizio conto terzi. Per saperne di più potete seguire la pagina Instagram di Urban Rude.
Sottobanco
Risale invece agli ultimi giorni del 2025 la nascita del birrificio Sottobanco, nuova realtà produttiva campana con sede a San Giorgio del Sannio (BN). Il progetto nasce dall’incontro tra Alessandro De Luca, homebrewer che per anni ha vagato di pub in pub per far assaggiare “clandestinamente” – sottobanco, per l’appunto – le sue creazioni casalinghe, e Mario De Gregorio, publican del ristopub Affuoco XL. Lo stabilimento di oltre 600 mq si trova alle porte del paese e dispone di una tap room molto curata, dove è possibile assaggiare le birre della casa.
La gamma attualmente è composta da sette referenze: XL Pils (7%), un’Imperial Pils con miele millefiori; KM 270 (3.5%) una Session IPA con una storia particolare alle spalle, che vi consigliamo di leggere; Stereohophonix (6%) è una Cold IPA dal carattere deciso; Kill Bee (9,5%) una Tripel al miele di agrumi; Smashed (4,8%) una Italian Pils diretta e dissetante; Noneck (4%), infine, una Best Bitter molto classica. A esse va aggiunta la one shot Sun V (4,7%), una Golden Ale prodotta per il Ferragosto Sannazzareno. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito web di Sottobanco.
Lookdown
Restiamo in Campania, perché da qualche mese è attivo ad Ariano Irpino (AV) il birrificio Lookdown. Dietro a questo marchio si nascondono i fratelli Luigi e Luca Guardabascio, appassionati di birra artigianale grazie alle produzioni casalinghe del padre homebrewer. Questo legame familiare si ritrova nel nome del birrificio, che è una sorta di simpatica e ironica traduzione in inglese del loro cognome. Il logo è semplice ma curato, con una buona resa estetica e visiva, e lo stesso vale per le etichette.
Al momento le birre prodotte da Lookdown sono tre. Prima Luce (5%) è una Blonde Ale secca ed equilibrata, contraddistinta da un buon contrappunto tra la dolcezza dei malti e l’amaro dei luppoli, con note di miele, erba falciata e un leggero floreale. Scarlet (7,5%) è invece una Dubbel morbida e avvolgente, in cui l’intenso carattere maltato (caramello, frutta secca) è bilanciato da una luppolatura relativamente generosa. Magda (5%), infine, è una Session IPA fresca e aromatica, con un amaro intenso e decise note fruttate. Maggiori dettagli sono disponibili sulla pagina Instagram del birrificio.









