Il nostro report Italian Craft Beer Trends, presentato negli scorsi giorni, ha potuto avvalersi di un numero record di birre inedite censite nel corso del 2025 (oltre 800). Il 2026 è cominciato su ritmi simili, che raccontano di collaborazioni, incroci tra stili, recuperi identitari, luppolature spinte, riletture della tradizione britannica e suggestioni che arrivano dalla pasticceria o dal barbecue. Suggestioni diverse, ma che convivono senza troppi problemi in un panorama che continua a muoversi su più direttrici contemporaneamente. Tra partnership tutte italiane e dialoghi internazionali, eventi “fuori salone” e iniziative costruite attorno a nuove uscite, le prime settimane dell’anno hanno già messo sul tavolo una serie di novità che raccontano bene la varietà della nostra scena artigianale.
Granda + Menaresta
Dopo un 2025 costellato da collaborazioni internazionali, il Birrificio Granda (sito web) ha aperto il 2026 con una partnership tutta italiana. È quella con il birrificio Menaresta (sito web) di Carate Brianza, da cui è nata la Paesana (7,8%), una Pastry Stout che si ispira all’omonima torta brianzola “di recupero”. La ricetta prevede allora l’impiego di pane, proveniente dal laboratorio del panificatore Davide Longoni, oltre a nocciole Piemonte IGP, cacao, amaretti e uvetta. Il risultato è una birra scura dal profilo ricco e intenso, in cui i vari ingredienti speciali colpiscono immediatamente, lasciando comunque spazio alle sfumature maltate e a una nota fruttata di uvetta. Il finale è pieno, morbidissimo e appagante.
Mister B
Nonostante la sua assenza a Beer&Food Attraction, il birrificio Mister B (sito web) è stato uno dei protagonisti di Rimini grazie all’ideazione dell’evento Pastryccioni, pensato come “fuori salone” e perfetto anche per presentare due nuove birre. La prima si chiama B.A.G.A. (5,2%) ed è un’American Pale Ale moderna, che utilizza luppoli di nuova generazione (tra cui il Krush) e recenti tecnologie di trasformazione ed estrazione. L’acronimo del nome sta per “Brew America Great Again” e l’etichetta non ha proprio bisogno di spiegazioni. L’altra novità è la Pastryccioni N.1 (5%), definita Gelato Pastry Sour e brassata con l’aggiunta di passion fruit, lime, vaniglia e marshmallow. La birra, realizzata in collaborazione con il birrificio De Lab Fermetazioni (sito web) e la gelateria Manorossa.
War
Cambiamo totalmente genere per introdurre la Ultima Cena (9,99%), new entry del birrificio War (sito web). La birra si chiama come l’iniziativa che il produttore lombardo ha organizzato lo scorso 20 febbraio: un evento in parte destinato agli addetti ai lavori, in parte aperto al pubblico con birre alla spina, musica e momenti di convivialità. Tornando alla birra, si tratta di una Triple IPA estrema e identitaria: tenore alcolico molto elevato, profilo aromatico marcatamente tropicale, aspetto torbido e struttura intensa, pensata per accompagnare barbecue e fritti.
Birrificio Legnone + Ritual Lab e 100Venti
Il Birrificio Legnone (sito web) ha invece inaugurato il suo 2026 con due collaborazioni di alto livello. La prima si chiama Volemose Bene (4,5%) ed è un’American Lager realizzata insieme al birrificio Ritual Lab (sito web). Nel grist c’è un interessante ricorso a mais rosso rostrato della Valchiavenna, utilizzato in decozione, che fornisce struttura all’esplosivo profilo aromatico: note erbacee e floreali al naso, con una leggerissima speziatura; toni tropicali al palato, accompagnati da quanto percepito all’olfatto. Chiude secca, con un’elevata bevibilità. La seconda collaborazione è la Pro Evolution Bitter (2,8%), una Ordinary Bitter di nuova generazione perché esalta l’utilizzo di moderni luppoli inglesi. Prodotta insieme a Birra 100Venti (sito web) si contraddistingue per pennellate agrumate, floreali e terrose, sostenute da biscotto dei malti, mentre in bocca è scorrevole e leggermente sapida. Il nome è un tuffo al cuore per molti di noi.
Opperbacco
L’inizio del 2026 per il birrificio Opperbacco (sito web) è ancora nel segno delle luppolate. L’ultima novità si chiama Bullit (7,6%) ed è una Double IPA in chiave “hazy” ispirata alla bici Santa Cruz di Jackson Goldstone, campione mondiale di downhill, di cui vuole richiamare le stesse sensazioni di potenza e controllo. Protagonista della ricetta è il classico trio di luppoli americani Citra, Mosaic e Simcoe, che conferiscono un intenso profilo tropicale accompagnato da evidenti suggestioni agrumate. Una delle dodici lattine presenti nelle box disponibili all’acquisto sono dipinte a mano da Raul33, artista che da tempo collabora con Opperbacco.
Dank Brewing
Chiudiamo con altre due luppolate inedite, provenienti dal marchio Dank Brewing (sito web) ed entrambe frutto di collaborazioni con birrifici svedesi. La prima si chiama How to get dank (6,2%) ed è realizzata insieme al birrificio lappone This Is How (sito web): è una West Coast IPA limpida e dorata, con sentori di passion fruit e agrumi arricchiti da sfumature resinose e di fragola. Assai scorrevole, chiude amara e secca, con un lungo retrolfatto agrumato, tropicale e resinoso. La Bandy Elk (5,8%) è invece una Hazy IPA prodotta insieme a Bustad Brewing (sito web), caratterizzata da aromi fruttati e leggermente agrumati e un amaro delicato ma presente. Per la luppolatura a freddo sono stati usati luppoli El Dorado e HBC 1019, entrambi in formato criogenico.












