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Nuove produzioni da alcuni birrifici americani

hoppin-frog-hop-masters-abbeyGli Stati Uniti sono una riserva di notizie birrarie da cui attingere costantemente e il blog Beernews è in questo senso un punto di riferimento insostituibile. Così dopo aver illustrato qualche giorno fa un paio di produzioni particolari, oggi attraversiamo di nuovo l’Atlantico per scoprire quattro nuove birre di altrettanti ottimi produttori, ben conosciuti anche in Italia. Sto parlando di Great Divide, Anchor, Sierra Nevada e Hoppin’ Frog.

Partiamo allora dalla Great Divide, che ha da poco lanciato la nuova Hoss, una birra a bassa fermentazione. Si tratta di una produzione stagionale, ispirata alle Marzen tedesche, che tradizionalmente vengono prodotte in marzo e che si caratterizzano per un tenore alcolico leggermente superiore alla norma. La peculiarità di questa birra è di essere realizzata con l’impiego di segale. Presenta ricche note maltate, mentre il particolare cereale imprime sfumature terrose e speziate. Il finale è fragrante e asciutto.

Dalla Sierra Nevada arriva invece la prima Estate Ale del produttore. Il nome non ha niente a che vedere con la stagione in corso, ma si riferisce alla provenienza degli ingredienti di questa birra. La Estate, infatti, è prodotta con luppoli e malti coltivati nei terreni adiacenti al birrificio di Chico, in California. L’ispirazione alla base di questo progetto arriva dalle vicine regioni di Napa e Sonoma, dove alcune aziende vinicole perseguono la stessa filosofia di produzione. Ciò che Sierra Nevada ha cercato è di riproporre anche nella birra lo sviluppo di un terroir unico.

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L’idea è partita addirittura nel 2003, con l’installazione del primo impianto di luppolo nelle vicinanze del birrificio. Con la crescita della coltivazione del luppolo, la Sierra Nevada ha deciso anche di occuparsi della coltivazione dell’orzo. Ben presto il sogno di una birra completamente prodotta in casa è diventato realtà. Come si può immaginare, la Estate Ale riflette gli aromi e i sapori dell’ambiente della regione californiana.

Passando alla Anchor, alcuni mesi fa il produttore di San Francisco ha annunciato la sua entrata nella moda delle maturazioni in legno. Il nome, Our Barrel Ale, in effetti sembra giocare proprio sul grado di saturazione di questo particolare segmento brassicolo. La birra riposa per sei mesi in botti di rovere usate precedentemente per invecchiare l’Anchor Old Potrero Straight Rye Whiskey.

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La Hoppin’ Frog (produttore che almeno a Roma ormai si trova senza troppi affanni) ha infine annunciato la dodicesima birra del suo catalogo: la Hop Master’s Abbey. Trattasi di una Belgian-American Double IPA, definizione che trovo complicata quanto assurda: in pratica un produttore americano decide di realizzare la propria interpretazione dell’interpretazione belga di uno stile americano 😉 .

La Hop Master’s Abbey è prodotta con un proprio lievito di provenienza belga (Belgian Abbey), capace di donare alla birra un particolare carattere speziato, e con una serie di luppoli americani. La Hoppin’ Frog, inoltre, ha in programma una Double Pumpkin beer, prodotta con zucca, un ingrediente non insolito per le produzioni americane, soprattutto per quelle realizzate in occasione di Halloween.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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