Quando a febbraio presentammo il report Italian Craft Beer Trends, come tendenza del 2026 segnalammo la possibile contrazione delle birre collaborative. L’ipotesi era figlia dei dati, perché nella primissima parte dell’anno questo tipo di produzioni erano rimaste curiosamente sotto – molto sotto – i livelli del passato. Sarebbe potuto essere l’indizio di un futuro cambio di abitudini oppure una semplice coincidenza statistica, destinata a scomparire nei mesi successivi. Oggi possiamo affermare che probabilmente era vera la seconda ipotesi: settimana dopo settimana la percentuale delle birre collaborative è salita, tornando in linea con gli anni passati. E presumibilmente ora subirà un’impennata, poiché la panoramica di oggi sulle nuove birre italiane è totalmente dedicata a collaborazioni italiane e internazionali.
Granda + Outer Range
Partiamo da un birrificio che negli ultimi anni ha fatto delle collaborazioni la sua cifra identitaria. Qualche giorno fa il piemontese Granda (sito web) ha annunciato la nuovissima UP! (9%), una Double IPA realizzata insieme al birrificio americano Outer Range (sito web). La ricetta è quindi costruita per ottenere una birra piena e avvolgente – siamo dunque nella sfera delle luppolate di tipo “hazy” o “juicy” – esaltando al massimo il contributo aromatico dei luppoli. Tra questi si segnala la varietà francese Barbe Rouge, che, insieme alle altre, contribuisce a creare un profilo di frutta matura. La base maltata, invece, è ottenuta con orzo coltivato nei campi del birrificio. La UP! sarà tra le birre in rotazione a Granda Land of Beer, il festival con cui il birrificio celebrerà i propri 15 anni dal 17 al 19 aprile a Lagnasco (CN). Ci vediamo lì!
Canediguerra + De La Senne
Restiamo in Piemonte, perché c’è anche un’altra importante collaborazione internazionale da raccontare, che vede protagonisti il birrificio Canediguerra (sito web) e la leggenda belga Brasserie De La Senne (sito web). La birra si chiama Aria Fritta (4,3%) e reinterpreta in chiave decisamente luppolata l’antico stile delle Grisette, passate alla storia come le produzioni dei minatori del Belgio. La ricetta prevede nel grist una percentuale di fermento maltato con l’obiettivo di bilanciare la secchezza lasciata dal lievito Saison. Il corpo è snello ma morbido, mentre il mix di luppoli europei e oceanici apporta fresche note di agrumi (pompelmo e lime) che arricchiscono il profilo speziato dello stile, anticipando un finale pulito e rinfrescante.
Schigibier + Hibu
Passiamo alle collaborazioni tutte italiane introducendo la Nefasta (4,4%), una Irish Stout nata dall’incontro tra Schigibier (pagina Instagram) e Hibu (sito web). Un incontro peraltro logisticamente molto agevole, perché i due marchi condividono lo stesso impianto di produzione – quello di Hibu. L’idea per questa birra è arrivata durante lo scorso San Patrizio, quando, tra una Stout e l’altra, i birrai Luigi “Schigi” D’Amelio e Raimondo Cetani hanno pensato di produrne una per conto proprio. Il nome può sembrare lugubre nell’accezione odierna, ma è stato pensato in senso etimologico con riferimento all’espressione latina “Nec fas”, che indica i giorni in cui, per motivi religiosi, era vietato svolgere attività pubbliche, amministrative o giudiziarie. La Nefasta, la cui ricetta prevede anche l’aggiunta di una minima quantità di avena, sarà disponibile a partire da domani, al momento solo in fusto.
Boia Brewing + Meltz
A giugno dello scorso anno Boia Brewing (sito web) rilasciò The Last Exsecutio, una Belgian IPA prodotta in collaborazione con Podere La Berta che avrebbe dovuto concludere la serie Exsecutio. Il condizionale è d’obbligo, perché durante lo scorso weekend il marchio ossolano ha annunciato la Exsecutio Genesis (5%), una Bohemian Pilsner che riprende la saga grazie alla partnership con il birrificio Meltz (sito web). La ricetta risulta piuttosto moderna, sebbene guardi alla tradizione. Per l’ammostamento, ad esempio, è stata impiegata la tecnica della decozione, mentre per la luppolatura è stato utilizzato sì un luppolo ceco, ma di nuova generazione (Saaz Shine). Il risultato è una bassa fermentazione scorrevole e fragrante, con le note maltata (fieno, cracker) che si fondono ai toni erbacei e agrumati del luppolo. L’amaro è deciso, ma elegante.
Bizantina + Bellazzi
Bisognerà attendere ancora una decina di giorni per assaggiare la RA’n’BO (4%), ossia la Bitter nata dalla partnership emiliano-romagnola tra Birra Bizantina (sito web) e Birra Bellazzi (sito web). È una birra che, per stile di appartenenza, celebra il bancone dei pub, ma che è nata anche per omaggiare le materie prime italiane: il malto infatti è della varietà Eraclea, mentre i luppoli provengono da Italian Hops Company. Di colore ambrato con riflessi ramati, si contraddistingue per note di biscotto e sfumature di toffee, arricchite da toni erbacei e agrumati. Chiude moderatamente secca, rivelandosi assai facile da bere. Il lancio ufficiale avverrà nell’ultimo weekend di aprile e sarà disponibile nei locali dei due birrifici, nonché in altri sparsi per l’Italia.
Ergo Brewery + Nama Brewing + Zona Mosto + Linfa Brewery
Qual è il modo migliore per chiudere la carrellata odierna? Ovviamente citando una mega collaborazione, che ha coinvolto quattro diversi marchi birrari italiani. La cotta si è svolta presso l’impianto di Ergo Brewery (sito web) – spin off di Officina del Baccano, di cui scriveremo sicuramente in futuro – insieme ai birrifici Nama Brewing (sito web), Zona Mosto (sito web) e Linfa Brewery (sito web). Ne è nata la Lake Four (4,5%), una New Zealand Pale Lager luppolata con le varietà Riwaka e Motueka e fermentata con il nuovo lievito Saflager SH45 di Fermentis. Anche in questo caso la vostra sete dovrà attendere: la birra sarà disponibile in anteprima a inizio maggio al festival Iseo di Pinta.











