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Birrificio della provincia di Milano vende impianto completo con sala cottura da 2 hL

Birrificio della provincia di Milano vende in blocco a...

Birrificio della provincia di Brescia vende attrezzature per malto del 2020

Siamo un agribirrificio a Borgo San Giacomo (provincia di...

Chimico e mastro birraio senior con esperienza ventennale cerca un impiego in un birrificio italiano

Sono Alexandru Moisa, Chimico e Mastro Birraio Senior e...
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Fermentazioni barbariche e cucina ricercata: la proposta di Klanbarrique

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Quello delle cantine brassicole è uno dei fenomeni birrari più interessanti degli ultimi anni, con potenzialità che probabilmente sono state indagate solo in minima parte. In pochi ad esempio hanno approfondito l’accostamento con la cucina ricercata, incontro che può avvantaggiarsi dalla natura ibrida di certi prodotti: birre certamente, la cui anima però si arricchisce di aromi provenienti dall’affinamento in legno e dal ricorso a tecniche produttive talvolta originali. E proprio questo percorso è stato al centro della serata organizzata presso il locale del Birrificio Italiano a Milano, dove sono andate in scena quattro produzioni del progetto Klanbarrique – costola proprio del Birrificio Italiano – abbinate ad altrettanti piatti dello chef Vittorio Tarantola del Ristorante Tarantola di Appiano Gentile (CO). A presenziare l’evento c’erano Agostino Arioli, fondatore del birrificio, e Matteo Marzari (Cantine de Terczal), uno dei due enologi che hanno contribuito alla nascita del marchio Klanbarrique. A moderare la serata il giornalista Raffaele Foglia.

Il fascino di Trieste: i piatti tipici e gli abbinamenti con la birra artigianale

Trieste è una città ricca certamente di fascino, dato dal suo essere porto e frontiera e da una storia carica di sofferenze, punto nevralgico di un irredentismo che suo malgrado l’ha infilata al centro di vicende politiche e militari fondamentali per i grandi avvenimenti del secolo scorso. Famosa per la maestosa piazza dell’Unita d’Italia, la bora e i rebechin, è il capoluogo regionale del Friuli Venezia Giulia. Ma il suo essere porto franco all’interno di un territorio che ha cambiato continuamente padrone l’ha resa un luogo peculiare, caratteristica testimoniata anche da una cucina singolare e con una evidente e prolifica doppia radice culinaria: quella marina, povera e di matrice tradizionale, e quella terragna, mitteleuropea e legata alla tradizione asburgica. Per questa ragione nel nostro menu, per ogni portata sarà fornita una doppia opzione.

La Buttiga Beer Room di Milano cerca due ragazze da inserire nello staff

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La Buttiga Beer Room di Milano cerca una ragazza part time e una full time, a completamento di uno staff già formato.

La persona interessata dovrà avere i seguenti requisiti:

  • Esperienza lavorativa in un locale (specificare ruolo e nome dei locali e per quanto tempo).
  • Predisposizione a lavorare in gruppo.
  • Disponibilità e flessibilità.
  • Una grande passione per la birra artigianale e una enorme voglia di accrescere la propria cultura birraria.

Si prega di inviare CV con foto all’indirizzo: [email protected].

Grazie.

Prossimi eventi: Bire de Nadal, Jingle Beers, Caution Barrication Fest e non solo

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Ci avviciniamo al periodo delle festività natalizie e per molti di voi questa notizia sarà accolta con sgomento. Prima di farvi prendere dalla depressione ricordate sempre che a consolarci ci sono i festival dedicate alle birre di Natale, che infatti entrano di diritto nella panoramica di oggi sui prossimi appuntamenti birrari. Oggi ne segnaliamo due, che si terranno entrambi nel fine settimana a cavallo tra novembre e dicembre: a Livorno, presso il Piccolo Birrificio Clandestino, andrà in scena Jingle Beers, mentre all’Abbazia di Sherwood, nel bergamasco, si terrà l’edizione 2018 dello storico Le Bire de Nadal. Fuori dal tema natalizio meritano poi menzione il Bassano Beer Festival, in partenza oggi, e l’iniziativa del Birrificio Menaresta dedicata alle birre affinate in legno, battezzata Caution Barrication Fest. Direi che le occasioni per bere non mancheranno neanche nei prossimi giorni, buon weekend!

Splendida Italia allo European Beer Star: 19 medaglie di cui 9 d’oro

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Lo European Beer Star è senza dubbio uno dei concorsi birrari più importanti al mondo. I risultati dell’edizione 2018 sono stati svelati ieri sera e delineano un’ottima prestazione per i birrifici italiani, con un bottino finale di 9 ori, 5 argenti e 5 bronzi, nonché piazzamenti importanti nei giudizi popolari (quelli cioè del pubblico). Si tratta di una delle migliori performance di sempre al contest tedesco: nel 2016 gli ori erano stati 10, ma il totale di medaglie è un record assoluto per il nostro paese. Sugli scudi troviamo il Birrificio Lambrate e Birra Perugia, ma in genere tutti i riconoscimenti sono stati molto importanti e confermano l’ottimo momento della birra artigianale italiana, anche a livello internazionale. Che – leggendo i freddi numeri – si dimostra insuperabile in alcune specialità brassicole, sia moderne sia più tradizionali.

Peroni lancia Birra Napoli: quanto è lecito il legame con la città partenopea?

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Nel momento in cui sto scrivendo dovrebbe essere terminata la conferenza stampa di presentazione di Birra Napoli, avvenuta nella città campana alla presenza del sindaco Luigi De Magistris e dei giornalisti presenti. Il nome malizioso di questa novità contribuirà sicuramente a far rizzare le orecchie a molti di voi, ma prima di lasciarvi prendere da una spasmodica curiosità sappiate che all’evento erano presenti i massimi rappresentati di Peroni: il Direttore Relazioni Esterne e Affari Istituzionali, l’Innovation Brand Manager e il Direttore dello stabilimento di Roma. Uno spiegamento di forze non indifferente, che dimostra l’interesse di Peroni – ricordiamolo sempre, azienda controllata dalla multinazionale giapponese Asahi – di sostenere questo suo nuovissimo brand. Percorrendo però una strada ricca di insidie, soprattutto se l’attenzione si rivolge dalla parte dei consumatori.

Il lavoro dei sogni: in Inghilterra ti pagano per bere birra e vedere calcio in tv

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Come raccontato sul sito di R101, in Inghilterra la catena di pub Hungry Horse ha pubblicato un annuncio lavorativo a dir poco interessante: l’azienda è alla ricerca di una figura professionale che vada in giro per la nazione a bere birra e guardare le partite di calcio in tv. Una proposta a dir poco allettante, che permetterà alla società anglosassone di verificare la qualità dei locali sparsi sul territorio.

Il candidato ideale deve dimostrare abilità con i quiz televisivi e i giochi da pub, come le freccette, il biliardo e il karaoke. Deve inoltre apprezzare lo sport in tv e, ovviamente, amare la birra. Lo stipendio è di circa 570 euro a settimana. È arrivato il momento di proporvi!

 

Nuove birre da Babylon, Altotevere, Vulture, Sguaraunda e Birrificio dell’Etna

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Cominciamo la panoramica di oggi sulle nuove birre italiane di Babylon, che è senza dubbio uno dei birrifici più attivi tra quelli aperti di recente in Italia. Ultimamente il produttore marchigiano ha annunciato un paio di novità, tra cui la sua prima collaborazione internazionale realizzata con i brasiliani di Daoravida. Come forse ricorderete proprio dal Brasile, e in particolare dallo stato di Santa Caterina, arriva uno degli stili “provvisori” introdotti dal BJCP la scorsa estate: quello delle Catharina Sour, birre assimilabili a Berliner Weisse più forti del normale e aromatizzate con frutta esotica. Una specialità con la quale lo stesso Babylon si confronta da sempre – la linea Erasmus è dedicata proprio a creazioni di questo tipo – e che ha perciò creato una sorta di affinità elettiva con i colleghi brasiliani. Il risultato è la Aruake Malabar (4,8%), acidificata con lattobacilli e caratterizzata dall’aggiunta di goiaba (guava) e cocco. Il due frutti lavorano in maniera complementare: il primo enfatizza l’acidità marcando l’aroma, il secondo bilancia con note dolci molto persistenti.

Esiste una definizione di terroir nella birra?

Non capita di rado di ascoltare il termine “terroir” associato al mondo della birra. Ci sono birrifici che ostentano questa espressione come un loro vezzo, se non addirittura come l’architrave della propria filosofia produttiva, intendendo la predisposizione a produrre birre associate alla rispettiva zona di origine. Ci sono workshop a tema che indagano il terroir di alcune produzioni artigianali, concentrandosi sulle regioni di provenienza e sugli ingredienti utilizzati. C’è poi il fenomeno – giovanissimo in Italia – della coltivazione del luppolo, che spesso si prefigge come obiettivo ultimo (e aggiungerei utopistico) la creazione di una varietà autoctona in grado di esprimere un “terroir birrario”. Insomma questa parola è spesso utilizzata a sproposito ed è giusto chiedersi quanto abbia senso ricorrervi per la nostra bevanda. Esiste un terroir nella birra? Oppure è una forzatura ampiamente evitabile?

Aperte le iscrizioni a Birra dell’Anno 2019: tutte le novità del concorso di Unionbirrai

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Lunedì scorso Unionbirrai ha ufficializzato l’apertura delle iscrizioni all’edizione 2019 di Birra dell’Anno. Si tratta del più importante concorso nazionale sulla birra artigianale, al quale possono partecipare tutti i produttori rientranti nella relativa definizione legislativa. Esiste dal 2005 ed è strutturato come molte iniziative analoghe: i birrifici sono chiamati a iscrivere le proprie birre assegnando ognuna a una delle categorie previste dal regolamento, che poi vengono valutate da una panel di giudici italiani e stranieri; per ogni categoria viene stilato un podio e premiate le rispettive produzioni. Il contest prevede inoltre l’attribuzione del titolo di “Birrificio dell’anno” in base ai piazzamenti ottenuti nelle varie categorie. Rispetto ad altri concorsi, la particolarità di Birra dell’Anno è di concentrarsi esclusivamente su produzioni nazionali, fornendo dunque un valido affresco della scena brassicola italiana.

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