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Birrificio della provincia di Milano vende impianto completo con sala cottura da 2 hL

Birrificio della provincia di Milano vende in blocco a...

Birrificio della provincia di Brescia vende attrezzature per malto del 2020

Siamo un agribirrificio a Borgo San Giacomo (provincia di...

Chimico e mastro birraio senior con esperienza ventennale cerca un impiego in un birrificio italiano

Sono Alexandru Moisa, Chimico e Mastro Birraio Senior e...
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Nuove tap room e locali per Ca’ del Brado, Baladin, Doppio Malto e Mostodolce

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Ora che abbiamo passato la fase più dura della pandemia – o forse ci siamo semplicemente abituati a convivere con essa – molti progetti lasciati in stand by possono finalmente ripartire. È probabilmente anche per questa ragione che negli ultimi mesi diversi birrifici italiani hanno annunciato l’apertura di propri locali: in alcuni casi si tratta di normali tap room, ricavate negli spazi attigui a quelli della produzione pur senza rinunciare a offrire un luogo accogliente; in altri di veri e propri locali con un arredamento ricercato e una proposta food and beverage articolata e varia. In un caso o nell’altro sono realtà importanti per gli equilibri dei birrifici ed è confortante poter tornare a scrivere di diverse iniziative del genere. Oggi allora raccontiamo le tap room di Ca’ del Brado e Mostodolce e i nuovi locali a marchio di Baladin e Doppio Malto.

Ragazzo trentenne si propone come socio finanziatore di un birrificio

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Ragazzo 30enne domiciliato nella provincia di Bergamo, più precisamente nell’alta Val Seriana, si propone come socio in una brewery. L’intenzione è di entrare in società finanziando l’ingresso, quindi comprando una quota. Successivamente verrei assunto come socio dipendente per imparare a fare la birra.

Cerco aziende stabili o con ambizioni di sviluppo che possano instaurare un rapporto duraturo nel tempo.

Per informazioni scrivere a [email protected].

Addio a Claudio Cerullo del Birrificio Amiata

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La comunità italiana della birra artigianale ha ricevuto nel pomeriggio la triste notizia della scomparsa di Claudio Cerullo, fondatore con il fratello Gennaro dello storico Birrificio Amiata di Arcidosso (GR). Claudio era una persona gentile e riservata, il gigante buono del nostro ambiente. Non amava le luci della ribalta, tuttavia ha rivestito un ruolo importante in termini di promozione della cultura birraria in Italia.

Nuove birre da Crak, Picobrew, Jungle Juice, Beba (per Montalbera) e Birra di Fiemme

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Negli ultimi mesi il birrificio Crak sembra aver ridotto sensibilmente il numero di nuove release, che invece ne avevano caratterizzato l’attività sin dagli esordi. Non che le novità non siano mancate, sia chiaro, ma sicuramente la frequenza è cambiata rispetto al passato. L’ultima volta che ci eravamo occupati di una birra inedita del produttore veneto era addirittura luglio 2021, ma proprio in questi giorni è stata annunciato una corposo aggiornamento: ben 6 creazioni rilasciate in occasione il secondo anniversario di Guerrilla Crak The Rules, la mossa con cui nel 2020 il birrificio si smarcò dai rapporti commerciali con tutti i suoi intermediari. Ognuna delle sei birre incarna uno dei pilastri della filosofia di Crak: una è disponibile esclusivamente in fusto, le altre anche in lattina. La prima si chiama Infustata il (5%) ed è un’Italian Pilsner realizzata con un dry hopping di luppolo Hersbrucker.

Il Birrificio Alp vende imbottigliatrice manuale e tappatrice pneumatica

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Attenzione: l’annuncio non è più valido.

Il Birrificio Alp vende imbottigliatrice isobarica manuale e tappatrice pneumatica.

Imbottigliatrice isobarica monovalvola:

  • Marca: CEM
  • Anno di costruzione: 2020
  • Capacita bottiglie/h: circa 70 (in base al tipo di bottiglie)
  • Completa di falsa bottiglia per lavaggi e struttura di supporto

Tappatrice pneumatica da banco:

  • Marca: Ferrari group
  • Tappi corona: 26 o 29
  • (Possibilità di acquisto compressore oil free da utilizzare per la tappatrice vendibile separatamente)

Tutte le attrezzature sono perfettamente funzionanti come nuove.

Prezzo richiesto: € 1.000 + iva

Per info:
Andrea 346 6842712
[email protected]

Chiude il Jerusalem Tavern: addio a un altro pub storico di Londra

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In questi anni purtroppo abbiamo spesso scritto di chiusure eccellenti, che per ovvi motivi si sono verificate soprattutto negli ultimi mesi. In tempi relativamente recenti abbiamo dovuto dire addio a uno dei pub più antichi del Regno Unito, al celebre Restobières di Bruxelles, all’unico brewpub al mondo con una stella Michelin e a tante altre realtà. Ora all’elenco si aggiunge un altro nome eclatante, da sempre nella lista dei migliori pub di Londra: il Jerusalem Tavern. Come riportato da Eater, la proprietà ha deciso di non rinnovare la licenza del locale, che quindi è destinato a chiudere (ma anche a riaprire, come vedremo). Oltre a essere un luogo pieno di storia, il Jerusalem Tavern rappresentava l’unico pub controllato dal birrificio St. Peter’s, che lo rilevò nel 1996 per trasformarlo in una prestigiosa “tap room” situata nel cuore della capitale inglese.

Da Heineken 73 milioni di euro per lo stabilimento Ichnusa in Sardegna

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Senza alcun dubbio Birra Ichnusa rappresenta una delle migliori intuizioni avute dall’industria brassicola in Italia negli ultimi anni. Grazie a una campagna pubblicitaria aggressiva, tempestiva e ben congeniata, Heineken è riuscita in pochi anni a far decollare il suo marchio, intercettando la curiosità dei bevitori per qualcosa di diverso, magari legato alle tradizioni locali – inutile specificare che nel concreto Ichnusa non incarna nessuno di questi concetti. Anche se non esistono dati sul successo di questo fenomeno, un indizio della sua portata arriva da una recente notizia: Heineken investirà 73 milioni di euro per ampliare e ammodernare lo stabilimento di Assemini, in provincia di Cagliari. Come riporta il Corriere della Sera, il progetto, in parte finanziato da Mise, Invitalia e Regione Sardegna, permetterà tra le altre cose di installare una nuova centrale frigorifera, impianti di stoccaggio della CO2 e torri di raffreddamento, con effetti diretti sui consumi di acqua ed  energia.

La comunicazione della birra analcolica: limiti e prospettive per i birrifici artigianali

Che vi piaccia o no, gli analisti parlano chiaro: entro il 2026 il mercato della birra analcolica supererà i 29 miliardi di dollari, trasformando quella che è ancora una nicchia produttiva in un fattore di un certo peso per l’industria brassicola mondiale. Questa tendenza è figlia dei nostri tempi ed è destinata a diffondersi anche nel comparto della birra artigianale. Per la verità già da diversi anni alcuni grandi player del settore, come Brewdog, Mikkeller e diversi birrifici craft americani, si stanno confrontando con prodotti che sono sempre più richiesti dai consumatori. Nonostante questo interesse, tuttavia, rispetto alle birre analcoliche o a basso contenuto alcolico vige ancora una forte resistenza culturale: la sfida per i produttori artigianali consisterà nell’intercettare la curiosità per creazioni del genere cercando nel frattempo di allargare la base di potenziali utenti. Come riuscirci? Un metodo semplice è partire dai tentativi compiuti  dall’industria per capire se sono adattabili al nostro mondo.

Nuovi produttori: Mou Cantina Brassicola, De Lab Fermentazioni, Birra Puddu e Atoms Brewing

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Il 2022 è ormai cominciato da un paio di mesi e dunque ci sembra opportuno tornare a occuparci di nuovi birrifici italiani. Nonostante il periodo molto difficile, il nostro ambiente ha continuato a mostrare segni di vitalità, compresi progetti inediti molto interessanti. Tra questi si segnala sicuramente Mou Cantina Brassicola, che unisce in un’unica realtà diverse tendenze in atto nel settore. La prima, come suggerisce il nome stesso, è rappresentata dal filone delle “cantine brassicole”, sebbene in questo caso sia interpretato in maniera più ampia. La seconda è quella dei “marchi sinergici”, autonomi a livello d’identità e di birraio (delle cotte si occupa Stefano Rueca), ma dipendenti in termini di impianto: Mou si appoggia a quello del birrificio Tsunami di Ceccano (FR). La terza tendenza è quella del birrificio agricolo: l’azienda coltiva luppolo, farro antico monococco e orzo distico che vengono utilizzati per le proprie birre. Infine Mou punta all’incontro tra mondo brassicolo e vinicolo, focalizzando l’intera produzione sulla tipologia delle Italian Grape Ale.

Brewpub De La Tour vende impianto completo e valuta cessione attività

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BrewPub De la Tour a Tirano (SO) vende tutto per trasferimento:

  • Sala cottura 250L elettrica Toscana Inox
  • Caldaia sparging 300L Toscana Inox
  • 5 fermentatori da 500L Isobarici Toscana Inox
  • Impianto di refrigerazione
  • 1 mulino
  • Cella frigo
  • Tubi e attacchi vari
  • Due spine sopra banco e varie attrezzature per fiere

Valutiamo anche la possibilità di subentrare nel locale cedendo l’attività. Chiavi in mano. Il locale è ben avviato e fornito di tutto.
Trattativa riservata.

Per informazioni contattare Michele al numero 3923059286.

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