Partecipare a Beer&Food Attraction è importante per diversi motivi, tra cui la possibilità di farsi un’idea dello stato di salute del settore. Invero una fiera B2B non può che restituire una fotografia parziale del momento, ma è comunque utile per comprendere la fase che sta vivendo la birra artigianale in Italia. Un punto di partenza, da prendere tuttavia con le pinze, è il comunicato ufficiale di fine manifestazione, che parla di un +7% di visitatori professionali. Un incremento che però è arrivato grazie all’intuizione di creare l’area Mixology Attraction, cresciuta del 39% in termini di superficie e capace di intercettare un mercato in ascesa. Come sono andate invece le altre due aree della fiera, Beer&Food Attraction e BB Tech Expo, dedicate espressamente alla birra?
Il bilancio della manifestazione
Le sensazioni che ha restituito la birra vanno in direzione opposta a quelle di una crescita. Se il comparto industriale è sembrato mantenersi sui livelli della scorsa edizione, ben diversa è stata la situazione della birra artigianale. L’edizione 2026 di Beer&Food Attraction ha segnato un ulteriore calo nel numero di espositori artigianali, tutti ormai comodamente confinati – a parte qualche eccezione – nel padiglione D1, posizionato quantomeno in maniera strategica nei pressi dell’ingresso principale. Stesso discorso, forse anche più evidente, per l’area BB Tech Expo, con un numero limitato di stand (ma non certo pochi in valori assoluti) e allestimenti sobri e minimali, se escludiamo quelli più grandi di Mr. Malt, Omnia Technologies e altri.
La percezione di ridimensionamento, quindi, è stata piuttosto netta, sebbene non sia un fenomeno inedito ma segua un trend cominciato dopo la pandemia. Nonostante le premesse, tuttavia, si sono visti pochi musi lunghi e un morale generale piuttosto alto. La lettura era chiara a tutti: i birrifici a Rimini sono diminuiti, ma nel complesso si è alzato il livello della presenza in fiera. Non solo in termini di qualità birraria, ma anche per la cura negli stand e nel modo di presentarsi al pubblico. Sono finiti i tempi di chi andava a Beer&Food Attraction con un paio di sovrabanchi e uno striscione; ora chi decide di investire nella fiera lo fa con idee più chiare e un approccio razionale. Se davvero la birra artigianale è in una fase di maturazione, questo aspetto lo ha confermato pienamente. Negli occhi di chi esponeva c’era ovviamente qualche preoccupazione per il futuro, ma anche (e soprattutto) la luce di chi sente di essere a un crocevia importante, con tutte le opportunità che possono conseguirne.
Le novità di Beer&Food Attraction 2026
A differenza dello scorso anno, c’è stato un pizzico di fermento in più in termini di novità. Quella più roboante, di cui scriveremo meglio nei prossimi giorni, è stata la straordinaria collaborazione tra Baladin e Budvar, a cui il birrificio di Piozzo ha dedicato il nuovo Teku e metà del suo grande spazio espositivo. C’è stato parecchio movimento agli stand di Birrificio Italiano e Birrificio Lambrate, entrambi elettrici per i festeggiamenti del loro trentennale – come Baladin del resto – celebrato peraltro con la nuovissima Classe 96, una Modern Italian Pilsner realizzata a quattro mani. Non sono mancate tantissime birre presentate in anteprima a Rimini, ma questa è una costante di ogni edizione.
Qualche novità interessante c’è stata anche sul fronte dei birrifici, che invece nel 2025 non avevano riservato grosse sorprese. Metzger ha fatto il suo debutto in fiera dopo il rilancio degli scorsi mesi, presentandosi subito in grande spolvero e presentando diversi prodotti interessanti. Debutto importante anche per due birrifici anagraficamente distanti: White Hill, fondato a fine 2024, e Serra Storta, presente per la prima volta a Rimini dopo circa dieci anni di attività. Da segnalare anche il ritorno di Wild Raccoon, uno degli stand più gettonati in assoluto, e di Picobrew, che ha voluto celebrare così il suo decennale.
Il Beer&Food Attraction di Cronache di Birra
Per il sottoscritto l’edizione 2026 di Beer&Food Attraction è stata particolarmente impegnativa. L’evento che mi ha assorbito maggiormente è stata la presentazione di Italian Craft Beer Trends, con la partecipazione di tanti operatori e appassionati. Dopo l’anteprima di Rimini, ora il report è scaricabile gratuitamente o acquistabile in formato cartaceo. Domenica mattina ho partecipato alla presentazione de libro Di cotte e di crude di Alessandra Agrestini, mentre lunedì pomeriggio ho ricevuto il premio di Birra&Sound, che ringrazio per la stima espressa, totalmente ricambiata. Lunedì sera invece ho partecipato al bell’evento Pastryccioni di Mister B, di cui Cronache di Birra è stato media partner.
Conclusioni
Beer&Food Attraction quest’anno ha restituito sensazioni contradditorie. Se dobbiamo valutare lo stato di salute dell’ambiente in termini puramente numerici, l’edizione del 2026 è stata piuttosto demoralizzante. Se la inquadriamo però in una visione più ampia, che racconta le trasformazioni in atto nel nostro ambiente, è stato possibile percepire piccoli segnali della direzione che presumibilmente prenderà la birra artigianale nei prossimi anni: meno protagonisti ma sempre più strutturati, con soluzioni commerciali diverse dal passato. Tra un anno potremo verificare se i cambiamenti in atto vanno proprio in questo senso.




