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Ancora nuove birre italiane da Menaresta, Birrificio Italiano e Elav

golosaTorniamo alla nostra consueta panoramica sulle novità brassicole dei produttori italiani per vedere quali sorprese ci riserveranno per il periodo (finalmente) caldo. Partiamo allora dal Birrificio Menaresta di Carate Brianza, che ricompare sulle nostre pagine con ben tre produzioni inedite: due sono nuove birre a tutti gli effetti, un’altra è una versione speciale di un grande classico della casa. Ma andiamo con ordine e partiamo dalla Golosa, disponibile solo in fusto da sabato scorso presso lo spaccio del birrificio e in futuro nel resto d’Italia. Si tratta di una APA da 5,3% alc., dove il luppolo è ovviamente protagonista ma senza sfiorare livelli estremi: le unità di amaro sono appena 30 (poche per lo stile), mentre le varietà impiegate sono Simcoe, Citra e Pacific Gem. I ragazzi del Menaresta hanno fatto ricorso anche al dry hopping, ma in maniera davvero leggera. Come immaginerete siamo al cospetto di una birra facile da capire e ancor più da bere.

GIBMolto adatta all’estate sembrerebbe anche la GIB, che Marco Valeriani definisce una Double Koelsch. È un’espressione che certamente non piacerà ai puristi, ma che identifica bene questa produzione: è un’alta fermentazione di stampo tedesco, realizzata con il lievito che richiama le tipiche birre di Colonia e con solo luppolo teutonico (Perle, Tettnager, Hallertau Mittelfrueh, di cui gli ultimi due utilizzati anche per il dry hopping). Rispetto alla classica ricetta di Colonia è chiaramente una birra più alcolica (6,2%) e immagino leggermente più maltata (solo malto Pils). Marco ci preme a sottolineare che la definizione dello stile non è una sua invenzione, poiché soprattutto in America esistono diverse Imperial Koelsch). Terminologie a parte, sono davvero curioso di assaggiarla…

Bevera SpecialL’ultima novità di Menaresta è la Bevera Special, una versione modificata della classica Golden Ale della casa. La differenza principale è nell’unico luppolo utilizzato (anche in dry hopping): il Mandarina Bavaria, una delle nuove varietà provenienti dalla Germania di cui vi parlai in un post risalente a circa un anno fa. Gli appassionati quindi troveranno nella Bevera Special un ottimo strumento per verificare le caratteristiche organolettiche di questo nuovo luppolo – il nome già dovrebbe tradire il suo principale contributo a livello aromatico. Per concludere la Bevera Special prevede solo malto Pils e raggiunge il 4,2% alc.

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Chiusa la parentesi relativa a Menaresta, passiamo al Birrificio Italiano, che negli scorsi giorni ha presentato la sua ultima creazione all’evento americano di Firestone. Come si può ascoltare in questa intervista ad Agostino Arioli (grazie a SR per averla rilanciata su Twitter), la novità si chiama Nigredo (6,9% alc.) ed è una Dark Lager brassata sulla falsariga delle Cascadian Dark Ale statunitensi, ma prodotta chiaramente con lieviti a bassa fermentazione e con luppoli tedeschi anziché americani (in special modo Hallertau Mittelfrueh). La peculiarità è di fare ricorso a un abbondante dry hopping, nel quale Agostino ha utilizzato pellets di luppolo tostato, regalando alla birra un ventaglio di aromi ancor più complesso. Per realizzare questa idea si è affidato al supporto di un amico torrefattore. Un’ultima curiosità: il nome si riferisce al primo dei tre stadi del processo alchemico, durante il quale la materia si dissolve.

Biografilm-Festival-2010La panoramica di oggi si conclude con il Birrificio Indipendente Elav, che negli scorsi giorni ha lanciato una versione rietichettata della sua Celtic Mater per il Biografilm Festival. La produzione sarà quindi la birra ufficiale della rassegna cinematografica, dove sarà possibile assaggiarla insieme alla Indie Ale, altro prodotto di Elav. Ricordo che la Celtic Mater è ispirata alle Koelsch e brassata con malti Pils e Pale e luppoli Citra e Saaz. Se ne volete sapere di più, vi rimando al sito del birrificio lombardo.

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Vi intriga qualcosa di queste novità? Che mi dite del Mandarina Bavaria? E del luppolo tostato di Agostino?

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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3 Commenti

  1. Aspetto con impazienza di leggere (e ovviamente provare), pareri e commenti sulla Gib di Menaresta. Sono incuriosito anche dall’idea del BI, che mostra come nell’attività artigiana sperimentare e “osare” non è una follia…è un obbligo! Con i dovuti accorgimenti del caso, ovviamente.

    • Provata ieri al birrificio! mio opinione: molto profumata (erbacea). Schiuma abbondante e persistente. Il corpo è molto snello e davvero di facile beva. L’alcool nascosto molto bene, gli avrei dato 4,5°.
      Se riesci provala, te la consiglio in questo periodo!

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