In questi giorni molti di voi staranno probabilmente assaggiando le dodici nuove birre del Ballo delle Debuttanti, ma chiaramente nel panorama nazionale ci sono tante altre novità da segnalare. Le ultime settimane stanno confermando il buon momento creativo dei birrifici italiani, tra nuove linee, collaborazioni e sperimentazioni che spaziano tra stili, ingredienti e tecniche produttive. Dalle basse fermentazioni più immediate alle interpretazioni più complesse e strutturate, fino ai progetti che puntano su affinamenti in legno o fermentazioni non convenzionali, il panorama continua a muoversi in molte direzioni. Una varietà che racconta bene lo stato attuale del comparto, sempre alla ricerca di nuovi stimoli senza rinunciare a una crescente consapevolezza tecnica.
Birrificio Claterna
Di recente il Birrificio Claterna (sito web) ha presentato non poche novità, compresa una linea tutta nuova di birre affinate in legno. Si chiama Slow e al momento consta di quattro etichette, due delle quali sono totalmente nuove. Oltre alle già esistenti Aliisa (Barley Wine) e Rusticana (birra alle prugne), la linea Slow comprende anche la Due Torri (8,5%), un’Italian Grape Ale realizzata con un 20% di uve Barbera e Pignoletto, e la Prima Notte (13,5%), un’Imperial Stout intensa e avvolgente, affinata in botti di rovere ex rum peruviano. Ma, come accennato, le novità non si fermano qui, perché nelle scorse settimane sono state annunciate anche la Micro Helles (2,7%), una bassa fermentazione appagante nonostante la striminzita taglia alcolica, e la Summer Ale (4,9%), un’alta fermentazione in equilibrio tra malti e luppoli (americani), assai versatile e che già guarda ai prossimi mesi.
Wild Raccoon
Anche il birrificio Wild Raccoon (sito web) ha da poco inaugurato una nuova linea di birra, che si aggiunge alle tante novità che sforna regolarmente. La nuova “saga” si chiama Hops Unchained e, come il nome suggerisce, ogni release si concentra su una specifica tipologia di luppolo, con l’obiettivo di “sbloccarne” tutto il corredo aromatico. La primogenita della serie è la Nelson Sauvin (6,5%), una New Zealand IPA dedicata all’omonimo luppolo, affiancato da Nelson Bliss e SubZero Hop Kief – due prodotti per la luppolatura su cui probabilmente torneremo in futuro. Fuori dalla gamma speciale, occorre poi segnalare due altre novità di Wild Raccoon. La prima si chiama Love is Mandatory (3,8%) ed è una Irish Red Ale di taglia ridotta, contraddistinta da un grist moderatamente complesso e da una luppolatura con il classico EKG. La seconda è la Read It Slowly (5,3%), una Hazy Pale Ale luppolata con varietà Motueka, El Dorado, Cashmere e Mosaic e arricchita dall’aggiunta di tè Bai Mudan, che restituisce un accenno floreale.
Stradaregina
L’ultima novità del birrificio Stradaregina (sito web) è invece un classica Bock, tipologia a bassa fermentazione tradizionalmente legata al consumo tedesco durante i mesi invernali. La Rotkraft (6%) si presenta di colore rossastro intenso e al primo sorso evidenzia subito una struttura maltata piena e rotonda, con note di pane scuro, biscotto e caramello leggero che confermano quanto già percepito al naso. La chiusura la traghetta più sull’interpretazione italica dello stile, che favorisce la bevibilità: l’amaro è presente, seppur moderato, e il finale risulta pulito e scorrevole. Perché in etichetta è rappresentato un caprone? Beh, questo dovreste saperlo benissimo se conoscete lo stile.
50&50
“C’è chi usa miele e castagne per fare la birra dolce. E chi invece li usa per fare la birra giusta”. È con queste parole che il birrificio 50&50 (sito web) ha introdotto le sue due recenti novità, realizzate in collaborazione con altrettante realtà locali. La Bee Serious (6,8%) è una birra al miele castiglio, scelto insieme ad Apicoltura Frattini per il suo carattere amarognolo e complesso. Interessante il corredo aromatico, in cui si ritrovano note di miele, frutta secca, crosta di pane ed erbe di bosco. Morbida in bocca, chiude secca e pulita, senza quel finale “appiccicoso” tipico di alcune Honey Beer. La Bosco 21030 (6%) è invece una birra alle castagne nata dalla partnership con il Consorzio Castanicoltori. La castagna rimane elegantemente sullo sfondo e arricchisce il profilo di pane tostato, frutta secca e miele, con una vena erbacea delicata. Nota a margine: entrambe le birre sono a bassa fermentazione.
Cantina Errante
Con il nome “mirabolani” si indica una varietà di piccole susine selvatiche dall’aroma unico, protagoniste dell’ultima creazione di Cantina Errante (sito web). La Mirabolani (7,1%) è infatti una fermentazione spontanea attivata proprio dall’aggiunta dei piccoli frutti, integrati poi con altre due tipologie di susine locali (Sangue di drago e Regina Claudia verde). La frutta è stata lasciata macerare nella birra per sei mesi, prima di un dry hopping con luppoli Mosaic e Vic Secret. Dopo il confezionamento è stato atteso un altro anno prima del rilascio sul mercato. Una birra dal processo produttivo lungo e complesso, che però ripaga l’attesa con un profilo aromatico elegante e fresco e un intenso contributo della frutta, ben integrato con le note funky della fermentazione spontanea e del luppolo impiegato a freddo.
Beer In, Eastside e Rebel’s
Come chiamereste una birra nata dalla collaborazione tra i birrifici Beer In (sito web) e Eastside (sito web)? Ovviamente In Side (8,5%): si tratta di una Double IPA chiara, brassata con solo malto Pils e con un mix di luppoli non così diffuso, perché costituito da Falconer’s Flight e Strata in versione Hyperboost. La In Side però non è l’unica recente collaborazione di Eastside, perché negli ultimi tempi è stata annunciata anche la Status Symbol Barrel Aged (13%), prodotta insieme al birrificio Rebel’s (sito web). L’etichetta è totalmente gialla, così come la ceralacca a protezione del tappo: un colore scelto non a caso, poiché la ricetta prevede l’aggiunta di banana e vaniglia a caratterizzare la base di una potente Imperial Stout affinata in botte. Una birra per rendere indimenticabili gli ultimi giorni d’inverno.











