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Nuove birre da Lambrate, Alder, Wild Raccoon, Granda, Rebel’s, Liquida e Hype + Ca’ del Brado

Le ultime novità dal mondo brassicolo italiano confermano alcune tendenze ormai consolidate, tra voglia di leggerezza e ricerca di nuove sfumature aromatiche. Da un lato, le birre a bassa gradazione – in particolare le Session e le Micro IPA – continuano a guadagnare terreno, dimostrando che si può puntare sulla bevibilità senza rinunciare al carattere. Dall’altro, prosegue la sperimentazione sulle luppolature, sempre più spesso protagoniste in ricette che esplorano varietà esotiche o tecniche di estrazione avanzate. E se le collaborazioni tra birrifici si confermano terreno fertile per l’innovazione, non mancano progetti che guardano anche ad approcci più rustici, tra fermentazioni non convenzionali e invecchiamenti in botte. Un panorama dinamico, che offre spunti interessanti per comprendere dove stia andando la birra artigianale in Italia.

Birrificio Lambrate

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Negli ultimi giorni il Birrificio Lambrate (sito web) di Milano ha annunciato tre interessanti novità, che seguono alcuni trend del momento. Quello delle birre gluten free è incarnato da Casorett e Martinitt, rilasciate in contemporanea: la Casorett (5%) è una Pils elegante e pulita, prodotta secondo la tradizione europea e luppolata con le varietà Select e Tettnanger; la Martinitt (6%) è invece un’American IPA dall’amaro deciso, brassata con un mix di malti piuttosto basilare (Pils e Crystal) e con soli luppoli americani (Centennial, Amarillo, Cascade, Simcoe e Citra). Sarà presentata invece domani la Cicinin (2,8%), la prima low-alcohol di Lambrate che rientra nella tipologia – ormai battezzata così, che vi piaccia o meno – delle Micro IPA. È dunque una birra leggerissima, ma con un carattere aromatico deciso e un amaro delicato.

Alder

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Restiamo nei dintorni di Milano perché qualche giorno fa il birrificio Alder (sito web) ha svelato i dettagli della sua ultima novità, chiamata Niva (6.5%). Si tratta di un’American IPA limpida, secca e amara, contraddistinta da note esplosive di ananas, mandarino, papaya, kumquat e mango provenienti dai luppoli utilizzati (Galaxy, Riwaka e Idaho 7), anche in doppio dry hopping. La base fermentescibile è costituita – come in molte luppolate di Alder – da malti tedeschi e cechi, mentre la fermentazione è frutto di un lievito di origine anglosassone. La Niva è la secondogenita della nuova serie del birrificio dedicata alle American IPA.

Wild Raccoon e Granda

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Se in termini di novità Alder si conferma molto attivo, non è da meno (anzi) il birrificio Wild Raccoon (sito web), che a partire dal 15 maggio ha annunciato ben tre novità. La prima è la Straight to Harvest (6,7%), una New England IPA morbida, profumata e intensa, in cui i luppoli Citra, Mosaic e Simcoe rivestono il ruolo di protagonisti con il loro contributo agrumato, tropicale e resinoso. Appartiene invece alla tipologia delle New Zealand IPA la VFX (6%), realizzata in collaborazione con il locale Piano B di Milano. Qui i luppoli sono esclusivamente di origine neozelandese (Nelson Sauvin e Motueka) e il profilo verte su toni di uva spina, lime e frutta tropicale. Wild Raccoon, infine, ha collaborato alla creazione della Scarlet O’ Sour (5%), una gently sour prodotta in collaborazione con il birrificio Granda (sito web) sull’impianto di quest’ultimo. Il ruolo di special guest qui tocca ai frutti di bosco, che caratterizzano la ricetta con la loro forza aromatica.

Rebel’s

Le low-alcohol sono le birre del momento e anche il birrificio Rebel’s (sito web) ha deciso di presentarne la sua interpretazione, battezzata Baby Tropical (2,5%). Se conoscete un minimo il birrificio romano, il nome di questa new entry vi ricorderà qualcosa: si tratta infatti di un ulteriore “downgrade” dopo le precedenti Tropical Bomb e Lil Bomb. La gradazione alcolica si è abbassata ulteriormente, ma non l’impatto aromatico: i luppoli Polaris, Cascade, Ekuanot e Talus (usati in parte in bollitura, in parte a freddo) regalano netti richiami alla frutta tropicale (mango) e agli agrumi (pompelmo), con una chiara sfumatura erbacea.

Liquida

Quella all’orizzonte sarà sicuramente un’estate dal basso contenuto alcolico, come conferma la terza low-alcohol della panoramica odierna. A firmarla è l’emiliano Liquida (sito web) che recentemente ha annunciato la sua nuovissima Crime of the Century (3,3%). Anche in questo caso – come accade sempre più spesso – siamo al cospetto di una Session IPA leggerissima, che punta sulla potenza aromatica del luppolo per bilanciare la limitata “sostanza” della componente maltata. Le varietà scelte dal birraio Luca Tassinati creano un’interessante alleanza sull’asse USA – Nuova Zelanda, con una fusione tra sentori agrumati (Citra) e tropicali (Riwaka).

Hype Brewing

Chiudiamo con una birra completamente diversa: la Satori (7,9%), prodotta da Hype Brewing (sito web) in collaborazione con il birrificio Ca’ del Brado (sito web). La ricetta parte dalla base di una Wild IGA il cui mosto è stato sottoposto a un ambiente fermentativo spontaneo, prima di una affinamento in botte lungo un anno. A una base di malti in cui sono presenti anche segale e frumento, è stato aggiunto un 10% di uve Grechetto Gentile, nonché 100 ml di HyperBoost (estratto di luppolo) della varietà Idaho7. Il risultato è una birra ambrata, con aromi floreali, di frutta gialla matura ed eleganti note di ossidazione. Il luppolo arricchisce il bouquet aromatico con note di mandarino, erba e tè. Il corpo sinuoso è inspessito dai tannini e arrotondato dal legno, mentre il sorso è snellito da un’accentuata secchezza. La Satori sarà presentata venerdì 6 giugno al Foramoda di Padova, durane una tap takeover incrociata Hype e Ca’ del Brado con la partecipazione dei relativi birrai.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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