Davvero non esistono più le mezze stagioni? Sicuramente l’adagio non vale per il mondo della birra, dove il periodo di passaggio meteorologico è ben evidenziato dalla varietà delle birre inedite presenti nella panoramica odierna. Come nella più classica alternanza tra le mezze maniche e l’ombrello, oggi troviamo birre dalle caratteristiche assai diverse: bombe alcoliche e Low Alcohol, American IPA e birre acide alla frutta, Stout ispirate alla Pasqua e Italian Grape Ale affinate in legno. In attesa che il consolidamento del meteo (e l’arrivo del caldo) rendano queste carrellate meno varie, godiamoci questa fase di transizione, in cui ogni stile trova il suo spazio e ogni birra può sorprendere con il suo carattere unico.
Birra dell’Eremo
Sono diversi i birrifici italiani che propongono linee parallele dedicate a produzioni specifiche. Una delle più interessanti è la Bootleg dell’umbro Birra dell’Eremo (sito web), incentrata sulle fermentazioni miste, a cui recentemente si è aggiunta la Black Currant (5,4%), una Fruit Wild Ale che, come il nome suggerisce, è aromatizzata con l’aggiunta di ribes nero (400 grammi totali). Il processo produttivo è simile a quello di altre creazioni della serie, come la Promise: fermentazione avviata tramite un pied de cuve con uva Sauvignon Blanc e maturazione eseguita in tonneaux e successivamente in barriques. Se siete amanti del genere vi consigliamo di non lasciarvela sfuggire.
50&50
Almeno finora il 2025 si conferma un anno d’oro per le basse fermentazione luppolate di stampo moderno. È proprio in questa categoria che rientra la nuova Slo Mo (5%) del birrificio 50&50 (sito web), che dopo il successo a Birra dell’anno continua a tenere alta l’attenzione del mercato con un’ulteriore creazione inedita. La Slo Mo è una India Pale Lager che strizza l’occhio alla Nuova Zelanda, con intense note di agrumi freschi e frutta tropicale derivanti dall’impiego dei luppoli Nelson Sauvin e Krush (ex HBC 586). Scorrevolissima, secca e pulita, fonde la facilità di bevuta a un carattere piuttosto deciso. A proposito di 50&50, vi ricordiamo l’appuntamento del prossimo 5 maggio con la nuova puntata di Italia a sorsi: su Formazione Birra sarà protagonista proprio il birrificio varesino per parlare di concorsi e assaggiare le sue birre.
Granda
Nel frattempo il piemontese Birrificio della Granda (sito web) procede nel suo programma di collaborazioni internazionali. L’ultima iscritta al club si chiama Barrel Redemption (10%) ed è una Italian Grape Ale barricata realizzata in collaborazione con il birrificio americano New Realm (sito web). La birra è stata lasciata affinare in botti di Barolo, da cui ha tratto aromi di legno, amarena e vaniglia e una delicata acidità, che ben si sposa con la morbidezza di base. La Barrel Redemption è confezionata in bottiglie standard da 33 cl, ma impreziosite dal sigillo in ceralacca dallo sgargiante colore arancione.
Barbaforte
Restiamo nell’ambito delle birre forti – anzi, la più forte tra le novità del 2025 rilasciate fino a oggi. Si tratta della Cinquanta (14,1%), un Barley Wine prodotto dal birrificio Barbaforte (sito web) per celebrare il cinquantesimo compleanno del suo birraio e fondatore, Matteo Mincone. Per l’occasione il packaging ha abbandonato lo stile minimalista di Barbaforte per lasciare spazio a un’illustrazione ispirata ad American Gothic di Grant Wood che raffigura Matteo e la moglie Rossella. L’autore del disegno è Boris detto “Brodolfo Sgansgan”, cantante e bassista del gruppo Supercanifradiciadespiaredosi. Birra di colore tonaca di frate, potente e complessa, è perfetta come bevuta “da meditazione”.
Chianti Brew Fighters
Da una birra estremamente alcolica passiamo a una Low Alcohol, categoria in rapida espansione tra i birrifici artigianali italiani. La new entry arriva direttamente dal birrificio toscano Chianti Brew Fighters (sito web) e si chiama La Bestemmia Sportiva (2,9%), un nome che associa la bassa gradazione alcolica a un consumo legato al fitness. La birra nasce infatti da una ricetta che prevede l’impiego di ingredienti con proprietà funzionali e integrative, trasformandola in una sorta di energy drink: durante il processo produttivo, infatti, sono stati aggiunti sale, magnesio e scorze di agrumi (arancia e limone). Il grist è formato quasi esclusivamente da malto Pils con un tocco di Melanoidin, mentre la luppolatura è ottenuta con varietà Citra, utilizzata in whirpool.
Cascina Motta
Per il birrificio Cascina Motta (sito web) il 2025 si è aperto con diverse novità, tra cui la totale conversione della produzione al gluten free. Ma non solo, perché di recente nella gamma del produttore piemontese è entrata l’inedita Sivera (5%), un’American IPA in cui a dominare la scena sono i toni agrumati (pompelmo) e tropicali (litchi, passion fruit) dei luppoli, sostenuti da sfumature erbacee e resinose. La base fermentescibile è costituita da malti Pilsner e Pale, ottenuti da orzo distico coltivato in loco e maltato presso lo stesso birrificio – Cascina Motta dispone di una sua malteria artigianale.
Al Frate Birraiolo + Sguaraunda
Con l’inizio di aprile abbiamo messo nel mirino la Pasqua, che cadrà tra una ventina di giorni. In occasione della festività la beer firm Al Frate Birraiolo (sito web) ha annunciato La Pasqualotta (8%), una Oatmeal Stout arricchita dall’aggiunta di cocco e cacao e prodotta presso il birrificio Sguaraunda (sito web) di Pagazzano (BG). Aspettiamoci una birra scura morbida e dal sapore deciso, con le note di cocco e cacao ben in evidenza. Come abbinarla? Con un uovo di Pasqua, naturalmente, o ancora meglio con i biscotti realizzati sulla falsariga della birra: in questo caso il cocco e il cacao sono stati impastati proprio con la Pasqualotta.