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Nuove birre da Foglie d’Erba, Birra OV, Wild Raccoon, La Mata e altri

Le birre scure rappresentano da sempre un enigma di difficile soluzione per birrifici e locali.  Storicamente il consumatore medio tende a snobbarle per motivi gustativi o (più spesso) per pregiudizi infondati. Negli ultimi anni qualcosa forse ha iniziato a cambiare, anche grazie alla riscoperta degli stili classici europei più che alla (reale?) diffusione di Imperial Stout nelle loro diverse declinazioni. Nella panoramica di oggi troviamo una bella rappresentanza di birre scure, interpretate secondo differenti filosofie produttive. Una delle poche a non entrare in questo gruppo è – pensate un po’ – una birra al caffè, che invece si presenta con un colore ambrato scarico.

Foglie d’Erba

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Le Altbier, le tipiche alte fermentazioni di Dusseldorf, rappresentano uno degli stili più difficili con cui possono confrontarsi i birrai di tutto il mondo. Ci hanno provato di recente Gino Perissutti di Foglie d’Erba (sito web) e Cesare Gualdoni di Birra OV (sito web), che hanno unito le loro competenze e la loro esperienza per brassare la nuova Jung Brunnen (4,8%). Come da copione è una birra ad alta fermentazione di colore marrone con riflessi ramati, in cui a dominare il profilo aromatico sono le note di caramello e frutta secca (nocciola). Chiude con un leggero amaro che rinfresca e snellisce la bevuta, rendendola incredibilmente scorrevole.

Birra OV

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Quella con Foglie d’Erba non è l’unica novità di Birra OV, perché negli scorsi giorni è stata annunciata anche la L.A. (1,8%). L’acronimo sta per low alcohol e infatti la birra si inserisce nell’ancora esiguo filone di birre italiane con un contenuto alcolico molto ridotto. Il problema con certi prodotti è riuscire a dare “sostanza” alla bevuta e a quanto pare l’obiettivo è stato raggiunto: il corpo è tutt’altro che effimero e il carattere aromatico è garantito dai luppoli Cascade e Styrian Golding, che apportano toni floreali e leggermente agrumati, supportati da sfumature di miele d’acacia. Chiude con un amaro deciso e rinfrescante.

Wild Raccoon

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Nel frattempo il friulano Wild Raccoon (sito web) continua a sfornare nuove birre senza soluzione di continuità. Negli ultimi giorni se ne sono aggiunte altre due, che ampliano ulteriormente la gamma del birrificio, già molto varia nonostante sia attivo da meno di un anno. La prima novità si chiama London Calling (4,8%) ed è una classica Porter che si contraddistingue per note di malto tostato, biscotto, cacao e zucchero caramellato. È una scura anche la seconda birra inedita di Wild Raccoon, ma di stampo più moderno: si chiama Milk + (6%) ed è una Sweet Stout a cui è stato aggiunto, in fase di maturazione, estratto di vaniglia Barboun e fave di cacao colombiano Tumaco. La fermentazione è a opera del ceppo WLP002, su cui il birraio Filip Lozinski sta puntando molto negli ultimi tempi.

La Mata

Impossibile non citare oggi almeno una birra alla zucca, specialità che spesso si associa (per motivi stagionali e di marketing) alla ricorrenza di Halloween. Si chiama Punk King Ale (5%) la novità del birrificio La Mata (sito web), una Pumpkin Ale che segue il modello americano della tipologia, a sua volta vagamente ispirato alla Pumpkin Pie (torta di zucca). Così oltre alla polpa della cucurbitacea, che contribuisce alla quota amidacea del mosto, la ricetta prevede l’impiego di diverse spezie. Queste ultime non solo ampliano i livelli aromatici del bouquet, ma risultano efficaci a bilanciare la dolcezza della zucca. Ne risulta una birra fresca, dal gusto pieno e avvolgente e particolarmente versatile nell’abbinamento col cibo, meglio se di stagione.

Jack Rabbit + Sothis

Dalla provincia di Ravenna ci spostiamo più a sud per introdurre la Sveglia!! (4,8%), una basa fermentazione al caffè prodotta dal brewpub Jack Rabbit (pagina Facebook) di Jesi insieme al birrificio Sothis (sito web) di Morrovalle, con il supporto dell’azienda Di Giampaolo Caffè. Per l’aromatizzazione la scelta è ricaduta su un caffè monorogine Etiopia arabica 100% lavato, appositamente lavorato per la birra. La torrefazione infatti è stata eseguita in modo volutamente più leggero per preservare al massimo gli aromi floreali e le note fruttate del caffè e al contempo affievolirne l’amarezza e la tostatura; la macinatura è stata effettuata a ridosso delle cotte in birrificio e il caffè subito confezionato sotto vuoto per preservarne la freschezza. La Sveglia!! colpisce per inaspettati e intensi profumi fruttati (pesca), mentre al palato emergono il caffè e il torrefatto, ben bilanciati dalla morbidezza del malto Pils. La corsa è snella e ben caratterizzata, intensa ed equilibrata con una corretta secchezza nel finale.

Birra del Bosco + Birrificio Alpino

Chiudiamo con un salto in Trentino, dove recentemente è nata la Blackbear (6,5%). Prodotta da Birra del Bosco (sito web) in collaborazione con il Birrificio Alpino (sito web) di Madonna di Campiglio, è una Stout molto particolare perché prevede l’aggiunta di mirtilli neri e baccelli di vaniglia. Si tratta quindi di una scura piuttosto sui generis, caratterizzata da una complessità aromatica che trova concordanza anche nella base fermentescibile: la ricetta prevede non solo un mix di diversi malti d’orzo, ma anche avena e frumento che hanno ripercussioni tanto in termini aromatici, quanto a livello tattile. La Blackbear è disponibile in fusto e in lattina nel formato da 44 cl.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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