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Una valanga di nuove birre italiane

Al di là delle questioni “politiche” di questi giorni, i birrifici italiani sono continuamente al lavoro sulle loro ricette e, talvolta, su birre completamente nuove. E’ quindi il caso di fare il punto della situazione e scoprire i nuovi prodotti annunciati recentemente, molti dei quali provenienti da birrifici blasonati. Partiamo allora dalle produzioni di stagione, e in particolare dalla natalizia di Bad Attitude, chiamata Rudolph. La sua caratteristica più importante non riguarda dettagli organolettici, ma il fatto di essere collegata a un’encomiabile iniziativa di solidarietà sociale.

Tutti gli introiti derivanti dalla vendita della Rudolph saranno infatti devoluti all’associazione bolognese Piazza Grande, che si occupa di aiutare le persone senza fissa dimora. La birra sarà disponibile nei seguenti appuntamenti: 4 e 5 dicembre al Festival dei Birrai Eretici (Lortica Pub di Bologna), 11 dicembre durante il Gelato Al Veleno Party (Circolo Magnolia di Milano), 16 dicembre al Nuovo Natale Party (nuovamente Lortica). Per altre informazioni vi rimando al post pubblicato sul blog di Bad Attitude.

Rimanendo in tema di iniziative di solidarietà, cito anche quella del birrificio Hibu, che anche quest’anno devolverà parte del ricavato della sua NatAle a Emergency. Non si tratta di una birra inedita, ma mi sembrava comunque giusto segnalarlo per riallacciarmi a quanto sopra.

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Proseguiamo invece con produzioni nono legate al Natale. Recentemente il Bi-Du di Olgiate Comasco (CO) ha comunicato sul suo profilo Facebook il nome dell’ultima creazione della casa. Si chiama Pils 69 e ovviamente appartiene al classico stile ceco, anche se, conoscendo il birraio Beppe Vento, è presumibile che il luppolo sarà presente ben oltre gli standard della tipologia.

Il nome particolare non racchiude alcuna malizia, ma si riferisce alla ricorrenza (un anniversario) per cui è stata creata la birra, che sarà disponibile solo alla spina. Inoltre nel messaggio di presentazione c’è spazio anche per un’enigmatica anticipazione:

Arriva la Pils 69: Non c’entrano pornostar varie ma semplicemente un anniversario da celebrare con tanto luppolo. Solo alla spina, quindi non preoccupatevi per l’etichetta! Inoltre stanotte il nostro mastro birraio ha fatto un sogno. Ci stiamo già attrezzando per renderlo bevibile!

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Sebbene il periodo invernale non sia particolarmente indicato per le Pils, non nascondo una certa curiosità di assaggiarla!

Rimanendo in tema di birre “fuori stagione”, tra le nuove creazioni c’è da registrare la 6sonIPA di Opperbacco, creata dal birraio Luigi Recchiuti con il contributo di Leonardo Di Vincenzo (Birra del Borgo). Di questa inedita produzione ho scritto negli scorsi giorni, ma citarla mi permette di continuare sul tema delle birre collaborative. Tra i nuovi arrivi occorre segnalare anche Birra Felix, prodotta dal Birrificio Sorrento e dal Karma in occasione dell’omonima manifestazione campana, che si terrà da domani fino a domenica prossima.

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Ecco come è descritta da Luigi D’Alise:

Si tratta di una chiara 8% vol. prodotta con un particolare metodo di luppolatura (luppolatura continua) che presenta all’olfatto un intenso sentore di frutta esotica matura.

Quando sento parlare di luppolature generose e di frutta esotica matura nella stessa frase mi viene subito in mente il luppolo neozelandese Nelson Sauvin, ormai diventato quasi imprescindibile per i birrai italiani e stranieri. Che sia stato utilizzato anche in questa occasione?

Concludo la parentesi delle collaborazioni con la Gina, creata da Birra del Borgo, Baladin e l’americana Dogfish Head. Di questa birra si sa veramente poco, se non sbaglio dovrebbe essere destinata solo al mercato statunitense.

E infine andiamo in Toscana, dove circa un mese fa Moreno Ercolani de L’Olmaia ha annunciato sul suo blog il lancio di un nuovo progetto, riguardante la moda – ormai piuttosto diffusa – delle maturazioni in legno. Grazie al contributo della Cantina Salcheto, L’Olmaia creerà una linea parallela, composta di tutte le sue birre standard passate in barriques di Vino Nobile di Montepulciano. L’onore del debutto spetterà alla BK, la Stout della casa.

Per spiegare nel dettaglio l’idea, riporto alcuni stralci dell’articolo di Emanuele Coen apparso negli scorsi giorni sul Venerdì di Repubblica:

I primi 600 litri di birra sono quindi stati messi a dimora il 28 ottobre scorso in due botti da 300 lt. fabbricate nel 2008 da rovere a grana fina della foresta di Allier dopo 3 anni di essicamento, legni dove era stato invecchiato per 18 mesi il Prugnolo Gentile (il Sangiovese a Montepulciano) della Vigna del Salco del 2008, di fatto il Vino Nobile di Montepulciano Salco Evoluzione 2008 di Salcheto che verrà.

Tra quattro mesi dovrebbe nascere quindi la prima “Birra nel Vino Nobile” dalla joint-venture L’Olmaia – Salcheto, per una tiratura di 1200 bottiglie da mezzo litro, un progetto pilota al quale il Consorzio del Vino Nobile guarda con attenzione.

Un progetto non nuovo nel panorama italiano, ma che promette bene perché la Cantina Salcheto non solo metterà a disposizione le botti, ma seguirà costantemente l’evolversi della birra. Il birrificio avrà dunque la possibilità di monitorare la situazione di settimana in settimana, insieme all’enologo e a tutto lo staff dell’azienda vinicola.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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8 Commenti

  1. L’anniversario che abbiamo voluto celebrare è un doppio 69: l’anno di nascita di Beppe (l’uomo che sogna le birre) e il 69° compleanno di suo padre.
    Volevo mettere a tacere i maliziosi ma con “celebrare un doppio 69” mi sa che mi sono fregato da solo… 😉

    PS
    Di Gina ne esiste già una… anzi due.
    Ma quella nuova sarà “Giaina” 🙂

  2. @Tyrser
    Sì il nome è già stato utilizzato in precedenza da un non meglio precisato birrificio italiano 🙂 birra in due versioni (mossa e liscia)
    Se però come ricordo questa Gina è dedicata al mercato USA, la scelta del nome è legittima, per quanto poco ispirata

  3. ma io la gina di borgo l’ho assaggiata all’open tipo un mese fa,non è quella aromatizzata al timo?o me so sognato tutto?!(che non sarebbe poi così strano)

  4. @Patrizio
    Non lo escluderei, all’Open le birre cambiano così spesso che forse non l’ho semplicemente incrociata. Oppure non me la ricordo (che non sarebbe poi così strano)

  5. Ho avuto occasione di provare la Gina all’Open. Devo ammettere in tutta onestà che l’ho trovata decisamente al di sotto dello standard a cui ci ha abituati Leonardo Di Vincenzo. Amo moltissimo le “Birre del Borgo” ma questa mi ha deluso non poco. E’ fortemente caratterizzata con il timo ma, a mio parere, viene usato smodatamente, rievocando sapori industriali poco piacevoli. Ovviamente trattasi di parere molto personale.

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