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Birre per i primi caldi: una selezione divisa per nazione

birra primaveraAh che bella la primavera: gli alberi in fiore, la natura che si risveglia, la luce fino a tardi, i primi caldi. Ecco, i primi caldi. Poiché soffro le alte temperature, potete immaginare quanto io ne abbia già abbastanza di questa stagione e di ciò che ci aspetta nei mesi a venire. L’unica idea di conforto che mi solletica pensando all’inferno ormai all’orizzonte è la possibilità di potermi rinfrescare con lunghe sorsate di ottima birra. Nel post di oggi allora vi segnalo alcune tra quelle che considero le migliori birre per le giornate afose – almeno secondo il mio gusto – caratterizzate principalmente per essere dissetanti, rinfrescanti, corroboranti e appaganti. Mi concentrerò su alcune nazioni straniere, dato che delle proposte italiane ho scritto più volte in passato.

Regno Unito

Summer-LightningNel Regno Unito c’è uno stile considerato stagionale e specifico per i mesi più caldi: quello delle Golden Ale. In questa categoria – e forse non solo – la mia birra inglese preferita è la Summer Lightning di Hop Back, che qualcuno tra voi avrà sicuramente bevuto. Non mi capita di assaggiarla da anni, quindi la mia preferenza è influenzata da ricordi passati – ma a volte sono proprio questi ultimi a contribuire ai miti personali. Per qualche tempo qui a Roma è stata discretamente reperibile alla spina, mentre più recentemente è quasi completamente scomparsa. Ed è un peccato, perché la versione in bottiglia, per quanto gradevole, non è minimamente paragonabile.

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Un’altra Golden Ale che amo particolarmente è la Hophead di Dark Star, birrificio di ottimo livello. Questa si trova alla spina con più facilità, ma non sempre con la stessa costanza qualitativa. Quando è in forma, è una birra straordinaria, che riesce a incarnare una doppia anima: può rapirti completamente grazie al suo carattere spiccato oppure scomparire dai tuoi pensieri come la più classica delle session beer.

Germania

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mahrsMolti di voi sapranno che le classiche birre tedesche anti-caldo sono le Weizen, disponibili però durante tutto l’anno. Se allora vi siete stancati delle classiche birre si frumento della Germania, potrete virare su una sorta di variazione sul tema, rappresentata dalle Gose. Il passaggio forse non sarà dei più facili, ma risulterà molto interessante: queste produzioni tipiche di Lipsia e dintorni sono prodotte con sale, coriandolo e lattobacilli, oltre ovviamente a una percentuale di frumento. Nonostante molti birrifici da tutto il mondo abbiano recentemente rivitalizzato questo stile di nicchia, per me l’interpretazione migliore rimane quella classica e in particolare la Leipziger Gose del Bayerischer Bahnhof di Lipsia. Sarete felici di sapere che in Italia trovarla alla spina non è più un miracolo come in passato.

Se invece volete rimanere su produzioni più usuali, ma non per questo meno tradizionali, allora potrete indirizzarvi verso le Keller della Franconia. A Bamberga e nei suoi dintorni esistono tanti produttori di grande qualità e tradizione, ma nel mio immaginario la massima esponente della categoria rimane la Ungespundet di Mahr’s, una gioia da bere tutte le volte che mi capita di assaggiarla. Se conoscete bene il prodotto in questione e cercate un’alternativa, non perdetevi la Keller di Andreas Gaenstaller. In ogni caso la luppolatura decisa e la bevibilità di queste birre vi rimetterà subito in sesto anche dopo una passeggiata sotto un sole opprimente.

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Belgio

xx bitterIl Belgio rappresenta un mondo brassicolo a parte, fondamentalmente diverso da quasi ogni altra realtà. Lo stesso contenuto alcolico medio delle birre ivi prodotte è più alto del normale, rendendo apparentemente difficile la sua collocazione in questo post. In realtà la cultura belga è costruita anche su stili tipicamente rinfrescanti, come le Blanche e le Saison. Tra le prime la mia preferita rimane la Blanche de Namur di Du Bocq, sebbene anche qui le esperienze passate abbiano un peso non indifferente sul mio giudizio. Tra le seconde invece il mio mito – e ci mancherebbe altro – è la Saison Dupont di Dupont, che rimane una perla di equilibrio e complessità anche dopo anni e anni.

Se invece dobbiamo orientarci verso marchi più recenti, c’è tutta una schiera di birre belghe luppolate che sono sorte negli ultimi tempi, segnando una sorta di rottura con il passato brassicolo del paese. Per la verità molte di queste produzioni sono risultate quantomeno anonime, ma la grande abilità dei birrai belgi ci ha regalato alcune eccellenze insuperabili. In questa categoria allora cito la XX Bitter di De Ranke e la Taras Boulba di De La Senne, due birre che porto sempre nel cuore.

E per il resto? Beh lascio a voi il divertimento di indicare le vostre birre preferite delle altre nazioni o, se volete, di integrare le mie proposte. Però mi raccomando: devono essere prodotti che vi sono entrati nel cuore e per i quali provate un’amore viscerale.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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25 Commenti

  1. a parte quelle di mahr’s e ganstaller ( colonna mi maledirà lo so) tutte bevute e molte di queste straamate ( sopratutto la summer lightining e la hopback, bevuta anche abbastanza di recente)….però a mio giudizio la xx bitter per quanto notevole non la trovo molto estiva 🙂
    p.s. invece qualcuno ha assaggiato la xxx sempre di de ranke?

  2. Io ho fatto uscire il mio listone giordano ma a base di birre italiane a inizio settimana.
    Molto d’ accordo con te soprattutto con il discorso Golden Ale.
    L’ altra sera ho riassaggiato dopo un paio forse tre anni la Monarchy Viking Gose, gose affumicata… me la ricordavo buona quella assaggiata al macche tempo addietro… infatti! promossa!

  3. A parte le classiche weizen (la Dunkel di Weihenstephaner su tutte), io il caldo lo combatto con Alt Bier (preferibilmente di Fuchschen) a tuono. Anche le pils (di Herrenhauser e di Jever) e le Kolsch (meglio se Paffgen) cmq hanno sempre il loro perchè ^_^ Se invece devo stare in Inghilterra ti dico Cain’s bitter e Black Sheep Ale, mentre come terza nazione più che il Belgio mi gioco la Repubblica Ceca con la Kozel Dark.

      • In Germania (Dusseldorf) ho studiato e almeno 4 volte all’anno ci torno e mi faccio caricate indegne di Fuchschen e di Paffgen. Per lavoro invece vado abbastanza spesso a Liverpool e la taproom di Cain è la mia mecca. La Weihenstephaner Dunkel e la Herrenhauser le compro on line (insieme ad altre Alt tipo quelle di Frankenheim o di Bolten), mentre la Black Sheep e la Jever a Milano le trovi senza problemi 😉

        • P.S. dimenticavo la Kozel: recentemente le ho trovate alle bancarelle dell’expo a Piazza Castello, ma di regola anche per quella bisogna lavorare on line

  4. Io rimango innamorato della Päffgen Kölsch, che ha accompagnato alcune estati a Colonia, oltre ad innumerevoli Carnevali!.

  5. Inghilterra: Dark Star HopHead spettacolare,aggiungerei una Fuller’s Seafarers che ho bevuto a Londra e trovai molto dissetante (era luglio) e una mild qualsiasi (mi viene in mente Port Vale Brewery che pure provai al The Harp mi pare).
    Germania: al macché rimasi piacevolmente impressionato dalla keller di Griess che se non ricordo male ha una produzione piccolissima. Da bere a secchiate. Non vedo l’ora di andare a fine luglio in loco e tornare a fare tutto il giro della Franconia.
    Belgio: sicuramente una bella saison, penso alla dottignies de ranke, o una Bink blond ad esempio.
    Aggiungerei la nostra Tipopils che è sempre un gran bere e per legame sentimentale la Sibilla di Toccalmatto,una delle prime birre serie che ho bevuto.

  6. lo scorso fine settimana al Macchè ho avuto il piacere di bere la Revival di Moor e, sopratutto, la Knoblach Rauschla dalla botte servita in bicchieri di coccio. una vera goduria! tra quelle citate, la Leipziger Gose e XX Bitter davvero notevoli.

  7. C’è un motivo per cui la Summer Lightning è diversa in bottiglia, perchè in cask è brassata con East Kent Goldings e Challenger, mentre in bottiglia con solo EKG, anche se non ho idea del perchè di questa differenza

    • Interessante, dove hai letto di questa differenza?

      Comunque non di riduce tutto al luppolo impiegato, è proprio un discorso di freschezza e di tipo di condizionamento.

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