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Via all’Oktoberfest, tra inflazione e boccali giganti

Come anticipato nel post dedicato ai “club esclusivi” della birra, nello scorso fine settimana è iniziata a Monaco di Baviera l’edizione 2011 dell’Oktoberfest. Dedicare un articolo alla più grande festa birraria può sembrare d’obbligo, ma dopo aver scritto della storia e delle curiosità della manifestazione, nonché dello stile che prende il nome proprio l’evento, mi sembra poco opportuno tornare su discorsi già affrontati in passato. Tuttavia quest’anno ci sono un paio di notizie inedite legate all’Oktoberfest, che mi sembra interessante riportare, anche per entrare un minimo nell’atmosfera di una festa che rimane pur sempre estremamente affascinante.

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La prima notizia si inserisce perfettamente nella tumultuosa situazione finanziaria che sta attualmente interessando l’Unione Europea. I timori dei cittadini tedeschi per un innalzamento dei prezzi a causa del salvataggio economico di Spagna e Italia sembrano essersi concretizzati proprio all’Oktoberfest. La festa bavarese sta diventando ogni anno più costosa. Come precisa il sito Giornalettismo.com:

L’inflazione del festival, misurata prendendo in considerazione i costi dei trasporti/mezzi per giungervi, di due litri di birra e di metà pollo grigliato, è destinata ad aumentare del 3.3% rispetto all’anno scorso. Un aumento superiore al target di inflazione del 2% della BCE per l’eurozona. Il 178esimo Oktoberfest inizierà un sabato a Monaco di Baviera e i prezzi medi della birra sono già stati fissati: circa 9 euro al litro, quindi superiori a quelli delle precedenti edizioni.

Il pessimo momento economico del blocco europeo tuttavia non si dovrebbe ripercuotere sull’Oktoberfest, che, secondo le stime, potrà vantare circa sei milioni di partecipanti. Forse i turisti italiani caleranno leggermente, ma il blocco di visitatori tedeschi (il 70% del totale) dovrebbe mantenersi costante. Insomma, nonostante il tradizionale Mass (il boccalone da un litro) per la prima volta abbia sfondato quota nove euro, l’Oktoberfest rimarrà ancora un business di grande successo.

Non è un caso che Paulaner – uno dei sei birrifici partecipanti – abbia investito sicuramente qualche euro nella creazione di una nuova installazione: un immenso boccale di birra, roteante su se stesso e illuminato. Le misure sono impressionanti: sei metri d’altezza – quasi sette considerata la schiuma – e tre di diametro, per quello che dovrebbe essere il più grande boccale del mondo. Il condizionale è d’obbligo, perché come riportato dal sito Zingarate, il regolamento del Guinness dei Primati richiede che il recipiente possa essere effettivamente riempito di liquido (entrerebbero la bellezza di 42.000 litri di birra), cosa che invece non è possibile.

Molto probabilmente, quindi, Paulaner non potrà fregiarsi del nuovo record. Sapete a chi resterà il primato? All’italiana Forst, che proprio un anno fa ottenne il riconoscimento con un vero boccale da capogiro: quattro tonnellate, quasi 13,000 litri di capacità, un’altezza di circa sei metri. Fu costruito dalla Eggarter & Hutter di Avelengo (BZ), che utilizzò tre tonnellate di acciaio, una di legno, 1.240 viti, 80 metri di saldature e 20 kg di vernice.

Per concludere, la domanda di rito: qualcuno di voi sarà a Monaco per partecipare al 178esimo Oktoberfest?

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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