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I Beer Club italiani: gli esempi di Baladin, Ca’ del Brado e Chianti Brew Fighters

Per un birrificio artigianale creare un forte legame con i suoi consumatori è essenziale. La fidelizzazione si può ottenere in vari modi, ma prevede sempre un rapporto diretto con i propri interlocutori. Il caso più emblematico è incarnato dalle tap room e dai locali a marchio, realtà sulle quali negli ultimi anni i birrifici italiani hanno investito pesantemente. Tuttavia questo rapporto di mutua fiducia può svilupparsi anche in modo più aleatorio, come capita con i progetti di crowfunding dove il bevitore diventa addirittura il finanziatore dell’azienda (o dell’idea). C’è poi un terzo strumento capace di alimentare una fedele comunità di appassionati, che all’estero è utilizzato spesso con risultati talvolta eccezionali, ma che in Italia stenta a decollare. Si tratta dei Beer Club, cioè sistemi di sottoscrizione a pagamento che permettono di ricevere, a scadenza fissa, birre inedite, gadget, promozioni e altri vantaggi esclusivi. All’estero gli esempi sono innumerevoli e alcuni hanno segnato un’epoca, come nel caso dell’americano Rogue e dello scozzese Brewdog; da noi invece iniziative del genere sono ancora pochissime, ma destinate probabilmente a crescere in futuro.

Questa riluttanza dei birrifici italiani nei confronti dei Beer Club dipende da fattori strutturali più che da un’esplicita scelta. Innanzitutto occorre essere sufficientemente strutturati da poter garantire contenuti validi a lungo termine e a rilascio costante. Questa considerazione non riguarda solo l’aspetto produttivo, seppur prioritario: un programma sistematico di one shot e collaborazioni, ad esempio, permette di avere materiale sempre nuovo da inviare in anteprima ai propri sottoscrittori. È però fondamentale anche possedere un’organizzazione tale da riuscire a ideare con facilità promozioni e bonus: disporre di locali di proprietà, di un merchandising ben sviluppato e di una rete di collaborazioni consolidate facilita questo processo. Infine è indispensabile avvalersi di un’efficiente struttura di vendita online, che possa garantire l’evasione di molti ordini in tempi relativamente brevi. Nel panorama italiano della birra artigianale, ancora acerbo da molti punti di vista, possedere tutti questi requisiti è merce rara. Oltre chiaramente a vedere nei Beer Club soluzioni efficaci per il proprio business.

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Come accennato, tuttavia esistono alcuni programmi di sottoscrizione attivi anche in Italia. In questa rassegna ci limitiamo a presentare quelli dei birrifici, perché chiaramente iniziative simili esistono anche da parte di altri operatori (distributori in primis).

Baladin Teku Club (Baladin)

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Nel 2021 lo storico birrificio Baladin (sito web) di Piozzo (CN) ha lanciato il suo programma di sottoscrizione, battezzato con il nome del famoso bicchiere da degustazione disegnato da Teo Musso insieme a Kuaska. Il Baladin Teku Club si rinnova ogni anno e riserva ai suoi membri eventi e sorprese. L’edizione 2022 costa 39 euro e prevede una speciale box di benvenuto composta da tutto ciò che ci si aspetterebbe in una situazione del genere:

  • Una bottiglia di Mielika.
  • Un barattolo di miele Thun (lo stesso usato per la birra).
  • Il libro “Dalla Terra Alla Birra”.
  • Una dispensa digitale sulle birre al miele.
  • Un ingresso gratuito per visitare il birrificio.
  • Un codice sconto del 5% per gli acquisti sullo shop online.

Zirqual (Ca’ del Brado)

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Sin dai suoi esordi Ca’ del Brado (sito web) ha proposto ai propri appassionati un membership program a numero chiuso. L’iniziativa si chiama Zirqual (“il circolo” in dialetto bolognese) ed è accompagnato da una delle bellissime illustrazioni della cantina brassicola: alcuni animali antropomorfi intenti a tenersi per mano come in una sorta di rito massonico, mentre al centro una botte circondata da radici sembra quasi prendere vita. Insomma, un club per pochi eletti, con validità annuale. L’edizione 2022/2023 costa 80 euro e prevede:

  • Uno sconto del 10% sugli acquisti effettuati in loco o online.
  • Una bottiglia magnum della Carteria N. 4, prodotta espressamente per il programma di sottoscrizione.
  • Una t-shirt Zirqual.
  • Accesso prioritario all’acquisto di birre vintage e speciali.
  • Partecipazione (a pagamento) a un evento gastronomico in cantina.
  • Prelazione per il rinnovo della membership per l’anno successivo.

Brew Fighters Community (Chianti Brew Fighters)

L’obiettivo del programma di sottoscrizione di Chianti Brew Figthers (sito web) è creare una community di appassionati che possano vivere direttamente il birrificio, diventandone parte integrante. Per aderire per un anno alla Brew Fighters Community basta acquistare il Brewfighter Pack contenente:

  • 12 lattine da 44 cl.
  • T-shirt e spilletta del birrificio.
  • Codice sconto per gli acquisti sullo shop online.
  • Buono per una birra gratis presso il Beer Shop & Taps di Radda in Chianti (SI).
  • Partecipazione gratuita a un evento ad hoc presso il birrificio.
  • Partecipazione alla progettazione di una birra collettiva (durante il suddetto evento).

L’edizione 2022 del programma di sottoscrizione sarebbe dovuta essere disponibile a partire da fine maggio, ma al momento ancora non risulta acquistabile. Attenzione quindi perché potrebbero esserci novità a breve.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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