L’avvicinarsi di Beer&Food Attraction è come sempre un catalizzatore di annunci, debutti e cambi di passo per molti birrifici italiani. Tra nuove linee produttive, interpretazioni controcorrente degli stili e ritorni in fiera dal forte valore simbolico, il panorama artigianale continua a mostrare una vitalità fatta di sperimentazione, consapevolezza tecnica e rinnovata attenzione alla comunicazione. Le ultime uscite raccontano storie diverse ma complementari: realtà storiche che scelgono di rimettersi in gioco, produttori agricoli che spingono sull’intensità aromatica, birrifici che celebrano anniversari importanti e altri che rivendicano con orgoglio la propria identità stilistica. Una fotografia interessante di un movimento che, pur tra mode e cicli ricorrenti, non ha perso la voglia di sorprendere.
Epica
Il birrificio Epica (sito web) è una delle realtà più longeve e solide della scena siciliana della birra artigianale. Dopo tanti anni di attività in cui l’azienda ha lavorato lontano dai riflettori, ora sembra arrivato il momento di una svolta produttiva e comunicativa. Negli scorsi giorni infatti è stato annunciato un nuovo progetto, battezzato Epica Tribe, che si traduce in una linea di collaborazioni e utilizzo di ingredienti insoliti, con un taglio piuttosto moderno. Le prime tre birre di questa nuova stagione produttiva sono ispirate alle divinità norrene: Odino (5,5%) è una Märzen dal profilo maltato in evidenza, ma anche molto equilibrata; Thor (4,2%) è una German Lager dal carattere incisivo e pulito; Loki (5%) un’Italian Pilsner facilissima da bere ma con una luppolatura decisa. Tutte le birre della linea Tribe sono confezionate in lattina, che se non andiamo errati è una novità assoluta per il produttore siciliano.
Luppolajo
Tra le tante birre inedite che verranno presentate nei prossimi giorni a Beer&Food Attraction c’è anche la new entry dell’agribirrificio Luppolajo (sito web). La novità si chiama Maranza Frittura (8,5%) ed è una Double IPA forte e intensa, brassata con l’impiego di generose quantità di luppoli Citra, Idaho 7 e Simcoe (quest’ultimo in formato Super Boost). Sia il grist (solo malto Pilsner) che la fermentazione (lievito Ale neutro) sono studiati per interferire il meno possibile con il contributo aromatico del luppolo, riconoscibile grazie a decise note di frutta matura e agrumi, accompagnate dall’abbraccio caldo dell’alcol. La chiusura amara conclude l’esperienza di bevuta, garantendo equilibrio e bevibilità.
Picobrew
A Beer&Food Attraction sarà presente anche il milanese Picobrew (pagina Facebook), che ha deciso di festeggiare il suo decimo anniversario tornando alla fiera riminese con uno stand tutto suo. Tra le birre (e i formaggi) in assaggio ci sarà anche la Microbipa (3%), una Cold IPA che si inserisce nel filone delle low-alcohol italiane. La ricetta prevede l’impiego di malto Pils ceco e discrete quantità di Carapils e Carahell per ottenere una buona trama maltata nonostante la ridotta gradazione alcolica. Per la luppolatura invece sono state utilizzate le varietà Simcoe, Citra e Amarillo, sia in bollitura che in dry hopping. Della fermentazione è ovviamente responsabile un ceppo Lager, a cui è seguita una maturazione a freddo di un mese. La Microbipa una birra chiara e profumata, con un carattere principalmente agrumato, un corpo molto scorrevole e un finale mediamente amaro.
Eastside
La scorsa settimana il birrificio Eastside (sito web) ha annunciato la sua ultima novità, battezzata Malon Labe (6,5%). È ispirata allo stile delle American Porter, una tipologia in cui i produttori italiani si sono cimentati raramente. Siamo dunque al cospetto di una birra scura – anzi di un nero quasi impenetrabile – in cui le classiche note di caffè, cioccolato amaro e liquirizia si accompagnano a un amaro assai deciso, derivante da una luppolatura tutt’altro che irrilevante. Nelle intenzioni del birrificio c’è la riproposizione di uno stile poco diffuso e un po’ desueto, come risposta alle attuali mode birrarie. Il nome Molon Labe in greco antico significa “venite a prenderle” e storicamente è la risposta che Leonida diede a Serse, durante la battaglia delle Termopili, alla richiesta di consegnare le armi. In altre parole, una dichiarazione di lotta e resistenza.
Kashmir
Torniamo a occuparci di birre luppolate perché l’ultima creazione del birrificio Kashmir (sito web) è una Modern IPA che punta tutto sull’equilibrio. Si chiama Electus (5,9%) ed eleva a protagonisti i luppoli di origine statunitense e neozelandese: Idaho 7 e Sabro da una parte, Riwaka e Nectaron dall’altra. Il risultato è un trionfo di frutta a polpa gialla e agrumi maturi, con pennellate esotiche che si muovono tra il cocco e il lime. Il resto è pensato nell’ottica del bilanciamento: il corpo è morbido ma scorrevole, il finale amaro ma misurato, la bevuta intensa ma dritta. Una birra chirurgica insomma, che colpisce il palato pur restando lontana dagli eccessi.
Bandiga
Chiudiamo con un salto in Emilia, dove di recente il birrificio Bandiga (sito web) ha annunciato la sua ultima creazione. Come di consueto il nome della birra corrisponde alla tipologia di appartenenza: la Stout (5,5%) è una birra di colore nero impenetrabile, contraddistinta da aromi di cacao e caffè accompagnati da morbide sfumature caramellate. Il finale è secco e amaro, caratterizzato da sentori resinosi e balsamici dati dalla luppolatura americana. Non una Stout classica dunque, ma più un’interpretazione statunitense dello stile. Se siete curiosi di assaggiarla la troverete a Beer&Food Attraction, sebbene sia disponibile già da qualche giorno presso la tap room del birrificio e in alcuni locali selezionati.












