Concorsi, collaborazioni, nuove interpretazioni degli stili e una creatività che continua a muoversi su più livelli: dalle IPA alle basse fermentazioni, dalle birre acide alle produzioni più classiche riviste in chiave personale. Come sempre le nuove uscite dei birrifici italiani non sono semplici esercizi di stile, ma tasselli di un dialogo più ampio che coinvolge territori, culture produttive e visioni differenti della birra artigianale. Un settore che continua a muoversi con grande vivacità, alternando collaborazioni internazionali, nuove letture degli stili più consolidati e sperimentazioni che mettono al centro tecnica, identità e racconto. Festival e concorsi diventano sempre più spesso luoghi di incontro e di progettazione, mentre i birrifici affinano il proprio linguaggio cercando equilibrio tra riconoscibilità e spinta creativa.
50&50 + Dougall’s
Come molti importanti concorsi birrari, anche il Barcelona Beer Challenge rappresenta un’occasione di incontro per birrifici provenienti da realtà diverse. Proprio nel corso dell’ultima edizione sono state gettate le basi per una doppia collaboration brew tra il varesino 50&50 (sito web) e lo spagnolo Dougall’s (sito web), supportata dal concorso stesso. Sono nate due birre inedite, due interpretazioni complementari di West Coast IPA accomunate da un approccio tecnico condiviso, dal carattere secco e intensamente luppolato tipico dello stile e da una narrazione visiva che racconta l’alleanza internazionale e lo spirito collaborativo del progetto. La birra prodotta presso 50&50 si chiama Mostra (6,4%), quella realizzata da Dougall’s invece è stata battezzata 02/20 (6,4%) e appartiene alla serie speciale che celebra il ventennale del birrificio. A proposito di Barcelona Beer Challenge, le iscrizioni alla prossima edizione rimarranno aperte fino al 30 gennaio.
Ritual Lab
Sono diverse le novità provenienti dal birrificio Ritual Lab (sito web), che ricordiamo sarà protagonista venerdì del primo live podcast di Cronache di Birra – i posti sono esauriti da alcuni giorni. La prima si chiama semplicemente Pale Ale (5%), ma è in realtà una versione moderna dello stile, caratterizzata da sentori esplosivi di agrumi e frutta tropicale grazie all’impiego di luppoli Citra e Mosaic. La seconda è una nuova versione della Fera (7,5%), Farmhouse Ale brassata in questo caso con l’aggiunta di ciliegie e albicocche – frutti già utilizzati separatamente nelle precedenti due incarnazioni di questa birra. Infine bisogna registrare la Juice Party Vol. 3 (5%), variazione sul tema delle acide con frutta, in questo caso realizzata con il ricorso a generose quantità di lamponi.
Wild Raccoon
Come sempre sono tante le novità provenienti dal birrificio Wild Raccoon (sito web). Partiamo da una nuova serie di Imperial Baltic Porter battezzata 16 mm, che per il momento si compone di due birre: 16 mm – Imperial Baltic Porter Mexican Chocolate (11%), con grue di cacao colombiano Tumaco, cannella vietnamita e peperoncino (Chipotle e Mulato); 16 mm – Imperial Baltic Porter Amburana & Vaniglia (11%), con vaniglia ugandese e legno di Amburana (usato in genere per aromatizzare distillati come cachaça e tequila). È di qualche giorno fa poi l’annuncio della Excommunicado 2 (6,5%), seconda versione della West Coast IPA prodotta in collaborazione con 1001 Birre e luppolata con Waimea, Chinook, Citra e Columbus. Infine segnaliamo anche la Blutmund (6,9%), una Rauchbock con un’affumicatura presente ma elegante.
Chianti Brew Fighters
Talvolta i nomi degli stili birrari possono risultare incomprensibili, almeno se tradotti in maniera letterale. Ne sa qualcosa il birrificio Chianti Brew Fighters (sito web), che di recente ha annunciato la sua nuova birra, battezzata La Supercazzola (8,5%). È una Hazy Double IPA, espressione che letteralmente significa poco e niente (“Doppia birra pallida nebbiosa per l’India”). Nonostante la lunga e inconcludente perifrasi, la ricetta è piuttosto semplice: una solida base di cereali (avena e frumento oltre all’immancabile orzo) e un solo luppolo, il Citra, impiegato con generosità (12 g/L). Il risultato è una IPA opalescente, succosa, morbida, strutturata e intensa.
Liquida
Molto particolare è la nuova birra del birrificio Liquida (sito web), ossia una Blanche aromatizzata con miele, elicrisio ed erba cedrina. Si chiama Immortelle (5%) ed è prodotta in collaborazione con l’azienda agricola biologica Corte Frazza, che ha fornito gli ingredienti speciali della ricetta: l’elicriso fornisce note mediterranee, l’erba cedrina apporta freschezza, il miele lega tutto con la sua armonia. Il profilo è completato dalle sfumature fenoliche del lievito e da un leggero floreale, che entra con delicatezza.
Babylon + Birrificio Sabino
Chiudiamo come abbiamo aperto, cioè con una collaborazione tra due birrifici, ma questa volta entrambi italiani. La Sabilonia (9%) è infatti una Doppelbock nata dalla partnership tra il marchigiano Babylon (sito web) e il laziale Birrificio Sabino (sito web), che hanno dato vita a un’alleanza brassicola molto interessante. Di colore mogano profondo, la Sabilonia si contraddistingue per intense note maltate (caramello scuro, pane di segale, biscotto) e di frutta secca e datteri. In bocca è morbida ma scorrevole, calda ma non alcolica, pulita e asciutta. Per essere una Doppelbock risulta molto agile e nasconde benissimo il suo elevato tenore alcolico. Sarà presentata in vari locali italiani tra il 7 e l’8 febbraio.












