Il 2026 è cominciato da poco più di dieci giorni, ma già abbiamo registrato una ventina di nuove birre italiane. È dunque necessario riprendere gli aggiornamenti a tema, con una panoramica che, come di consueto, racconta alcune delle novità che si sono avvicendate negli scorsi giorni. Parallelamente stiamo chiudendo i contenuti di Italian Craft Beer Trends, il nostro report annuale che analizza tutti i dati provenienti dalle birre inedite del 2025. La ricerca sarà presentata lunedì 16 febbraio nell’ambito di Beer&Food Attraction e poi sarà scaricabile gratuitamente dal nostro sito. In attesa dell’appuntamento, che analizzerà le ultime tendenze del nostro comparto, cominciamo a fare la conoscenza delle nuove birre del 2026.
Wild Raccoon
Il birrificio Wild Raccoon (sito web) è stato il produttore più prolifico di novità del 2025, quindi ci sembra opportuno ripartire proprio da lui. Poco meno di una settimana fa è stata annunciata la No Man Can Kill Me (6,4%), una New England IPA che esalta la combinazione di tre diversi luppoli: lo Strata, che regala note resinose e di frutta a polpa gialla; il Mosaic, che amplia il profilo aromatico con richiami a succulenti agrumi maturi; il Nelson Sauvin, che chiude con un tocco di uva bianca. Morbida, vellutata e piena, è il modo in cui Wild Raccoon ha deciso di inaugurare il nuovo anno. Anno che – ne siamo convinti – lo vedrà ancora protagonista di decine di birre inedite.
Hilltop + Lieviteria
Tra le tante birre inedite che saranno presenti a Firenze per l’evento di Birraio dell’anno, ci sarà anche la nuovissima Shepherd’s Delight (4,5%), prodotta dal birrificio Hilltop (sito web) in collaborazione con Lieviteria (sito web). Si tratta di una Irish Red Ale che punta alla semplicità, cercando di replicare in modo fedele le versioni classiche dello stile e mantenendo in evidenza le note di cereali e caramello. Sempre a Firenze il birrificio Hilltop porterà anche una versione alternativa dell’American IPA Hopset (7%), realizzata in questo caso con un dry hopping di Galaxy in sostituzione dei soliti Ekuanot e Mosaic. In cosa si traduce questo cambiamento? Fondamentale in un profilo aromatico leggermente diverso, con un’esplosione di frutta tropicale.
Opperbacco
Sempre a Birraio dell’anno troverete anche l’ultima creazione del birrificio abruzzese Opperbacco (sito web), battezzata Hardline (10%). La birra è stata annunciata addirittura a fine novembre, ma si è resa disponibile solo negli scorsi giorni. Si tratta di una Triple IPA – cioè una versione ancora più muscolare delle Double IPA, che ha nell’americana Pliny The Younger la sua capostipite – brassata con un trio di luppoli molto apprezzati: gli americani Citra e Mosaic e l’australiano Galaxy. Il risultato è una birra dorata e piuttosto opalescente, con un carattere “succoso” in cui emergono toni agrumati, tropicali e resinosi. Al palato è piena e morbida, il corpo è rotondo e restituisce un piacevole effetto scaldante. L’amaro è presente ma equilibrato, sostenuto da una carbonazione moderata, e chiude con un finale lungo e persistente. Sarà interessante assaggiarla anche perché le Triple IPA, per le loro caratteristiche, rappresentano da sempre una sfida per i birrai.
Mudita
A Firenze il birrificio Mudita (sito web) gareggerà nella categoria degli emergenti, presentando una selezione della sua ottima gamma produttiva. Ci sarà anche una novità assoluta: la Lagom (6,8%), che rientra nella tipologia delle West Coast IPA. La ricetta è pensata per chi ama birre con un amaro deciso ma pulito, in cui la netta secchezza favorisce la bevibilità. A livello aromatico protagonisti sono i luppoli Citra, Mosaic e Simcoe, che sprigionano note resinose e agrumate, con una buona persistenza retrolfattiva che tuttavia non risulta mai invadente. “Lagom” è una parola svedese intraducibile: racconta l’idea di equilibrio perfetto, né troppo né troppo poco. E la creazione di Mudita è la declinazione birraria di questo concetto, grazie a un amaro intenso ma non astringente e una secchezza decisa ma non esagerata.
Renton
Le collaborazioni saranno una costante anche nel 2026 e dopo averne citata una tutta italiana, ora è il momento di presentarne una internazionale. La nuova Pigallaktik (6%) è infatti il frutto della partnership tra il birrificio Renton (sito web) e la Microbrasserie Patoche (sito web) di Parigi (Montmartre). Si tratta di una collaborazione molto particolare, perché i due produttori si sono “scambiati” le birre: la Pigallaktik è infatti regolarmente presente nella gamma di Patoche, che a sua volta ha riprodotto in Francia la Gummo di Renton. Entrambe le birre però escono con grafica ed etichette del birrificio partner, rappresentando quindi creazioni inedite a tutti gli effetti. Nello specifico la Pigallaktik brassata da Renton è una New England IPA che prevede l’impiego di luppoli Nectaron e Dolcita.
Eastside
Il birrificio Eastside (sito web) ha cominciato il 2026 a ritmo sostenuto, tanto che sono già due le novità annunciate dall’inizio di gennaio. La prima si chiama Soul Sister (4,5%) ed è una Hoppy Lager leggera ma molto incisiva, brassata con grandi quantità di luppoli Saphir, Citra e Simcoe, usati sia in caldaia che a freddo. La seconda new entry è invece la Hard Sun (6,5%), una versione di Saison assai fedele al modello belga. Protagonista della ricetta è il lievito – il Saison, per l’appunto – che regala alla birra intriganti sfumature pepate, agrumate e di frutta matura. Fresca e dissetante, incarna uno degli stili più affascinanti del patrimonio brassicolo mondiale.












