Annunci

Birraio con esperienza ed ex gestore di pub cerca un impiego nel settore

Mi chiamo Giulio, vivo a Padova, sono un birraio...

Birrificio della provincia di Milano vende impianto completo con sala cottura da 2 hL

Birrificio della provincia di Milano vende in blocco a...

Birrificio della provincia di Brescia vende attrezzature per malto del 2020

Siamo un agribirrificio a Borgo San Giacomo (provincia di...

Diamo uno sguardo all’estero: notizie da Orval, Brooklyn e Mikkeller

Jean-Marie Rock e la sua (ancora per poco) Orval
Jean-Marie Rock e la sua (ancora per poco) Orval (Foto: The Examiner)

Su Cronache di Birra si parla spesso d’Italia, ma le divagazioni all’estero non sono certo rare. Con il post di oggi intendo quindi riassumere alcune recenti notizie della scena internazionale, che ritengo particolarmente interessanti – due delle quali, inoltre, collegate in qualche modo fra loro. La prima sosta del nostro viaggio odierno ci lascia allora in Belgio, per una news piuttosto clamorosa: dopo quasi 30 anni di onorata carriera come birraio a Orval, Jean-Marie Rock ha deciso di lasciare il birrificio trappista all’età di 65 anni per lanciarsi in una nuova avventura brassicola. Non è difficile comprendere la portata di una decisione simile all’interno di contesti in cui la vita è scandita quotidianamente con estrema regolarità.

Come riportato nell’intervista rilasciata all’edizione locale de L’avenir, Rock ha intenzione di aprire nei prossimi sei mesi un birrificio con un suo allievo di 15 anni più giovane. La birra prodotta non avrà niente a che fare con l’Orval, a parte un analogo legame con le tradizioni brassicole del Belgio: farà infatti ricorso a metodi produttivi “che i birrifici odierni hanno dimenticato”. Anche se la notizia ha del clamoroso, bisogna anche sottolineare che già in passato Rock aveva mostrato interesse a progetti paralleli, come nel caso della passata collaborazione con il birrificio inglese Sharps. A ogni modo non resta che attendere di assaggiare la nuova creatura di Rock e capire se la ricetta dell’Orval subirà delle modifiche a causa dell’addio del suo birraio di riferimento.

14beer-articleLarge
Garrett Oliver è pronto a invadere la Francia

Conclusa la parentesi trappista, restiamo in zona per la seconda tappa del nostro viaggio. Usando un eufemismo possiamo dire che la Francia non rappresenta certamente una delle nazioni birrarie più importanti d’Europa, eppure è proprio qui che l’americana Brooklyn Brewery ha deciso di investire nei prossimi anni. Se siete lettori assidui di Cronache di Birra, avrete subito collegato questa notizia a una simile riguardante sempre il birrificio di Garrett Oliver: a gennaio infatti vi raccontai della futura apertura di un birrificio in Svezia, frutto di una partnership tra Carlsberg, un birrificio locale e proprio Brooklyn Brewery. Gli investimenti in Francia rientrano quindi nella politica di espansione europea del marchio americano.

- Advertisement -

Tuttavia ci sono alcuni spunti di riflessione piuttosto interessanti. In primis la scelta della Francia come paese in cui rafforzare la propria presenza: non solo è la seconda nazione europea col più basso consumo di birra (indovinate qual è la prima), ma recentemente l’industria birraria ha anche subito un impressionante aumento in termini di accise. Oliver sembra però disinteressarsi di simili numeri: è convinto che un marchio così evocativo come Brooklyn sia in grado di affermarsi in Francia e cambiare le abitudini dei consumatori. Il secondo spunto di riflessione riguarda invece le mire di espansione intercontinentale di Brooklyn, che appaiono quasi quelle di una multinazionale del settore. Fortunatamente continua a esserci una grande differenza tra il birrificio newyorkese e un’azienda industriale operante nel mercato.

404879_135080903327234_1682970544_nIl percorso opposto, cioè da Europa a Stati Uniti, è invece quello intrapreso dalla danese Mikkeller, forse la beer firm più famosa al mondo. Proprio negli scorsi giorni infatti Mikkel Bjergso ha inaugurato il suo Mikkeller Bar a San Francisco, esportando quindi il suo “format” di locali al di là dell’Atlantico. Le caratteristiche sono molto simili ai predecessori: circa 40 spine con produzioni da quelli che definisce i migliori birrifici del mondo, 2 cask in stile anglosassone, un’abbondante selezione di bottiglie e, ovviamente, le birre della casa. È anche presente una “sour room” con il meglio dei Lambic e delle birre acide, mentre in futuro sarà operativa una cucina che proporrà piatti alla birra.

- Advertisement -

Lo scopo dichiarato di Mikkeller è di trasformare il locale nel migliore beer bar del mondo. Obiettivo ambizioso, anche perché sulla sua strada troverà la concorrenza del fratello: Jeppe di Evil Twin sta aprendo un bar a New York battezzato Torst. Lotta fratricida all’orizzonte?

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

Ultimi articoli

Prossimi eventi: Birrificio Italiano Festival, Farmhouse Pride, Beer Park Festival e Luppolandia

La panoramica odierna sui prossimi eventi birrari si concentra...

Quando il design va oltre l’etichetta: il caso del birrificio EDIT

Ci sono birrifici che lavorano bene sulla grafica. E...

Nuove birre da Hilltop, Alveria, Cantina Errante, Exuvia, Evoqe, The Wall e altri

Le collaborazioni di Hilltop, l’esercizio tecnico sui tioli firmato...

Newsletter


Seguici

30,886FansMi piace
16,972FollowerSegui
6,022FollowerSegui
314IscrittiIscriviti

Multa da 1,5 milioni di euro per un birrificio umbro: il caso che riaccende il tema della birra agricola

Un paio di settimane fa nell'ambiente della birra artigianale è accaduto un fatto che non ha ricevuto molta attenzione, ma che rischia di avere...

Nasce il podcast di Cronache di Birra: online la puntata live con Ritual Lab

Negli ultimi mesi abbiamo sentito la necessità di integrare l'offerta di Cronache di Birra con un canale diverso, che fosse in grado di lasciare...

30 anni di birra artigianale: Unionbirrai lancia una ricetta condivisa per celebrare il settore

Ci sono molti modi per celebrare un anniversario, anche quando si tratta dei trent'anni di birra artigianale italiana. Si possono organizzare eventi, pubblicare numeri,...

2 Commenti

  1. A Rimini ho chiesto a Carl Kins sulla decisione di Jean-Marie Rock, il suo posto a Orval verrà preso da una birraia che già da qualche anno sta lavorando in affiancamento, questo anche il motivo della variabilità di alcune cotte di Orval negli ultimi 2 anni. Non ci saranno quindi particolari cambiamenti nella birra: ci son già stati…

    Tra qualche giorno dovrei pubblicare un post sul mio blog sull’argomento e sulle considerazioni derivate da una verticale di 12 Orval!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ads Blocker Image Powered by Code Help Pro

Disabilita il blocco degli annunci!

La pubblicità permette di supportare il nostro lavoro quotidiano. Su Cronache di Birra troverai pubblicità discrete e non invadenti, relegate a normali banner (no pop-up, no video a tutto schermo, ecc.). Il ricorso agli Ad Blocker, inoltre, blocca il contenuto di alcuni articoli, rendendolo invisibile insieme alle pubblicità. Per favore disabilita il tuo Ad Blocker e poi clicca sul tasto Aggiorna per continuare a navigare su Cronache di Birra.