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Birrificio della provincia di Milano vende impianto completo con sala cottura da 2 hL

Birrificio della provincia di Milano vende in blocco a...

Birrificio della provincia di Brescia vende attrezzature per malto del 2020

Siamo un agribirrificio a Borgo San Giacomo (provincia di...

Chimico e mastro birraio senior con esperienza ventennale cerca un impiego in un birrificio italiano

Sono Alexandru Moisa, Chimico e Mastro Birraio Senior e...
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La storia di Carlsberg per la sua crafty: recuperato il lievito della Lager del 1883

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Qualche giorno fa sul gruppo Facebook Analfabeti della birra – decisamente più autorevole di quanto il nome potrebbe suggerire – è stato linkato un articolo con cui l’Independent racconta l’ultimo prodotto lanciato da Carlsberg, uno dei più importanti gruppi birrari del mondo. La novità si chiama Re-brew e neanche a dirlo rientra nell’ormai numerosa schiera delle birre crafty, realizzate cioè dalla grande industria ma con il linguaggio ed elementi di marketing tipici del segmento artigianale. Come accaduto in tempi recenti con la H41 di Heineken, vale la pena approfondire il discorso per capire fino a dove si stanno spingendo le strategie di camuffamento delle multinazionali e se, nel pieno del fenomeno, cominciano ad avvertirsi momenti di stanca e perdita di creatività, se così vogliamo chiamarla.

Birrificio cerca unitank isobarico da 12 hl

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Birrificio cerca unitank isobarico usato da 12hl utili di capacità.

Chi fosse interessato scriva una mail a [email protected] con marca, modello, anno di costruzione e prezzo richiesto.

È nell’illusione della scelta il grande bluff della birra artigianale?

Risale a un paio di settimane fa un articolo di Jack Peat comparso sulla sezione Lifestyle di Huffington Post (edizione britannica), dal titolo piuttosto perentorio: “The homogenisation of the British craft beer industry”. Nonostante il pezzo finisca ben presto per toccare i soliti argomenti triti e ritriti – l’invasione dell’industria nel settore, la posizione dominante di Brewdog – inizia concentrandosi sulla sfacciata omologazione che sta caratterizzando l’evoluzione di molti pub londinesi, incapaci di differenziarsi rispetto a un’offerta che sembra creata con lo stampino. È questa la parte del post che mi ha solleticato particolarmente, perché per certi versi si può adattare alla realtà italiana senza troppi stravolgimenti.

Remo vende Ape Piaggio adibita alla somministrazione alla spina

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Vendo Ape Piaggio 600MP Passo Lungo anno costruzione 1974 completamente originale, adibita alla vendita di bevande alla spina.

Impianto costituito da: cella frigorifera con sistema refrigerante e impianto ad 8 vie (4per lato) rubinetterie Celli con annessi tubi Valpar, attacchi John Guest, 4 manometri intermedi + 1 generale (tutte le componentistiche sono certificate), presenza di tutti i permessi per la vendita ambulante/itinerante con manuale haccp.

Capienza max cella 16 fusti. Decalcomanie sostituibili (vinile adesivo).

Trattativa privata. Per informazioni contattare il numero 3281024744 o scrivere all’indirizzo [email protected].

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Il birrificio Babylon vende due maturatori da 5 hl

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Vendiamo due maturatori/spillatori PRATICAMENTE NUOVI (vendibili anche separatamente) realizzati dall’azienda Velo, interamente in acciaio inox ed impilabili, della capacità di 5 hl ciascuno. Uno dei due è già predisposto con ruote per il trasporto. Entrambi sono predisposti per il controllo della temperatura tramite gruppo frigo. Per chi fosse interessato all’acquisto di entrambi, regaliamo il gruppo di raccolta per il glicole di raffreddamento (vedi foto).

Il prezzo è di 2500,00 euro cadauno, iva esclusa.

Per informazioni contattare il 3208827225 oppure inviare una mail a [email protected]

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Eventi a cavallo tra settembre e ottobre: Eurhop e non solo

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Nonostante l’estate abbia lasciato il passo all’autunno, l’agenda degli eventi birrari non sembra intenzionata a lasciarci respirare: a noi purtroppo non rimane che adeguarci e continuare a bere. Tra gli appuntamenti a cavallo tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre emerge ovviamente Eurhop a Roma, con il suo carico infinito di birrifici italiani e stranieri. Inutile dire che è da non mancare. Ma a ben vedere già in questo fine settimana avremo tante occasioni per divertirci: oggi si tiene vicino Trento la Mountain Beer Fest, mentre domani sono in programma I Giorni dell’Ipa a Borgorose (RI) e Molise in Fermento a Cantalupo nel Sannio (IS), completamente dedicato alla birra locale. Di stampo “locale” è anche Beer Marsala, che si terrà oggi e domani a Marsala (TP), mentre dobbiamo tornare a dare un’occhiata a ottobre inoltrato per trovare Buon compleanno Bagai, la festa per il terzo anniversario del birrificio I Tre Bagai in programma sabato 8. Buone bevute a tutti!

Il flop dell’Oktoberfest 2016, tra terrorismo, pioggia e inflazione

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Come forse saprete, proprio in questi giorni è in corso a Monaco di Baviera l’immancabile Oktoberfest, la più grande fiera del mondo (non solo per la birra). Questa del 2016 è sulla carta un’edizione molto importante, perché cade in concomitanza con i 500 anni del Reinheitsgebot, la Legge della Purezza che in qualche modo identifica la tradizionale birra bavarese (e tedesca più in generale). Nonostante i presupposti, tuttavia, i risultati dell’Oktoberfest fino a oggi sono abbastanza deludenti, con un’affluenza che in molti – forse esagerando – considerano dimezzata e che comunque appare lontana dalla media di 6 milioni di visitatori raggiunta nelle ultime edizioni. Sebbene possa sembrare strano per un sito che si chiama Cronache di Birra, qui abbiamo affrontato l’argomento Oktoberfest solo in rari casi, principalmente perché le birre presenti sono tutte di stampo industriale. Però ogni tanto vale la pena tornarci sopra, specialmente quando è il pretesto per un’analisi non solo birraria.

Per l’Annual Report di Assobirra un 2015 positivo, ma ancora con troppe ombre

Con qualche mese di ritardo rispetto al passato, ieri Assobirra ha pubblicato il suo consueto Annual Report (scaricabile qui in pdf) che documenta lo stato della birra in Italia. I dati del 2015 possono essere considerati positivi e negativi allo stesso tempo: positivi perché sono tutto sommato confortanti per il mercato nazionale, negativi perché l’impressione è che in condizioni diverse (e più eque) la crescita sarebbe molto più marcata. Quest’ultima considerazione non è un semplice dettaglio, poiché alla lunga potrebbe trasformarsi in un vero e proprio macigno per tutto il movimento, con ripercussioni importanti anche per i microbirrifici. Restando al presente, tuttavia, il 2015 birrario in Italia è stato quindi molto simile all’anno precedente: bene ma non benissimo, come dicono quelli bravi.

Nuove birre da Lariano, Rurale, Eastside, The Wall e Gilda dei Nani Birrai

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La panoramica di oggi sulle nuove birre italiane parte dal Birrificio Lariano di Sirone (LC), negli ultimi tempi particolarmente intraprendente. La prima novità si chiama Michetta (4,6%) e si ispira allo stile delle Kölsch, sebbene le soluzioni produttive siano molto particolari e non riconducibili alle alte fermentazioni di Colonia. La chiave è nel nome: oltre al classico malto d’orzo (Pils), la ricetta prevede infatti l’impiego di pane secco in una percentuale del 10% rispetto al totale fermentabile. È una scelta orientata al recupero delle materie prime e piuttosto originale, sebbene non unica nel panorama internazionale: di esempi ce ne sono diversi, tra cui la belga Babylone di Brussels Beer Project. Per il resto abbiamo solo luppoli tedeschi e note di crosta di pane, un leggero fruttato e freschezza nel finale. Assolutamente da testare.

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La seconda novità del Lariano è in realtà un’intera gamma inedita che trova nell’impiego della frutta la sua cifra stilistica (tanto per confermare ciò che dicevamo recentemente). Il progetto è stato impostato in maniera molto “didattica”: le birre sono cinque e partono tutte da una base comune, alla quale vengono poi aggiunte altrettante diverse tipologie di frutta. I nomi sono piuttosto identificativi: Fambrus (con lamponi), Mora (con more selvatiche), Berries (con frutti di bosco e fiori di ibisco), Maren (con amarene) e Red Nuance (con fragole e ciliege). Tutte le birre subiscono un passaggio in legno di circa 3 mesi. Da sottolineare che la nuova gamma è prodotta nel vecchio birrificio per evitare potenziali contaminazioni da parte di microrganismi non desiderati.

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Restiamo in Lombardia per segnalare la Global Ipa (6,5%), ultima nata in casa Birrificio Rurale e presentata proprio ieri da Mozzico a Roma. Può essere considerata un proseguimento del percorso tracciato con l’ultima versione della Hopart, brassata con lievito inglese e luppoli americani. Qui però la ricetta è ancora più cosmopolita – globale, per l’appunto – poiché prevede malti inglesi e tedeschi, lievito inglese e vagonate di luppoli americani. È ricca, decisa e complessa, ma anche facile bere. Un’American Ipa da tenere sicuramente d’occhio per un produttore sempre molto attivo.

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A proposito di birrifici attivi, c’è da segnalare un’ulteriore novità tra quelle recentemente realizzate da Eastside. Parliamo della Bimba Mia (6%), che è giustamente definita una Hoppy Saison e che è stata presentata in diversi locali di Roma nel passato fine settimana. È una delle produzioni con cui Eastside vuole salutare la nuova stagione, in questo caso ovviamente l’autunno. Il profilo aromatico, netto e pulito, è quello tipico delle Saison, a cui si aggiunge una componente rustica derivante da un inoculo di Brett Claussenii al momento dell’infustamento. Nel retrolfatto dominano percezioni agrumate ed erbacee, mentre la chiusura è straordinariamente secca e amara. Una Saison per certi versi estrema (ma in senso buono) che ricorda le migliori interpretazioni moderne della tipologia.

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Nel segno delle luppolature generose è anche l’ultima novità di The Wall, battezzata John Hops. Anche qui viene utilizzata una definizione non propriamente ortodossa, ma che restituisce bene le caratteristiche della birra: Hoppy Imperial Lager. L’idea dunque è di accompagnare la semplicità di bevuta con l’esplosività dei luppoli, esaltata dal lievito a bassa fermentazione. Le varietà utilizzate (anche in dry hopping) sono le “astronomiche” 🙂 Comet e Galaxy, che conferiscono sfumature tropicali e balsamiche avvertibili specialmente nel retrolfatto. Come in tutte le versioni “imperiali” degli stili classici, sia il corpo che il contenuto alcolico (8,8%) sono tutt’altro che trascurabili.

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E concludiamo la carrellata di oggi fermandoci in Toscana e più precisamente presso La Gilda dei Nani Birrai, giovane produttore di Pisa. La neonata Shire (6%) è una birra aromatizzata al peperoncino, peculiarità che nel mondo brassicolo è più diffusa di quanto si sarebbe portati a credere. La ricetta è stata messa a punto grazie alla collaborazione con Peperita, rinomata azienda leader nella creazione di condimenti piccanti, e alla consulenza dello chef Enrico Benedetti.  La Shire è stata presentata ufficialmente nel corso del festival Peperoncino d’aMare e sarà disponibile dalla fine di questa settimana.

Quando la frutta sposa la birra: l’ascesa internazionale delle Grapefruit Ipa

Nel mio resoconto della scorsa settimana su Fermentazioni 2016 ho evidenziato una delle tendenze dell’edizione appena conclusa: la presenza cioè di diverse Grapefruit Ipa, tutte chiaramente made in Italy. Con questa definizione si indicano India Pale Ale (o derivate) che nella ricetta prevedono l’aggiunta di frutta, secondo una moda in ascesa proprio in questo momento e proveniente – neanche a dirlo – dagli Stati Uniti. Ma che si sta rapidamente diffondendo anche in Europa: i movimenti scandinavi la stanno assorbendo in maniera piuttosto naturale e, come verificato, ora sta cominciando a fare breccia anche tra i birrifici italiani. Sarà uno dei tanti trend destinati a durare una stagione o un fenomeno capace di stabilirsi solidamente nel futuro della birra artigianale internazionale?

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