La vertenza di Birra del Borgo cambia ancora una volta direzione. Dopo le proteste di inizio settembre e lo stallo delle trattative per una possibile cessione dello stabilimento, azienda e organizzazioni sindacali hanno raggiunto un accordo sulla procedura di cessazione delle attività a Borgorose. L’intesa è stata sottoscritta da tutti i 20 lavoratori interessati dalla procedura e prevede condizioni economiche migliorative rispetto a quelle previste dalla normativa, oltre a un percorso di supporto alla ricollocazione. Si chiude così la parte sindacale della vicenda, mentre rimane ancora da definire quella industriale. Birra del Borgo ha infatti confermato la disponibilità a valutare eventuali proposte per la cessione degli asset dello stabilimento, purché siano concrete e sostenibili. Non significa, però, che al momento esista un acquirente o un progetto già definito per la ripartenza della produzione.
Dopo il 14 settembre, la trattativa sembrava arrivata al capolinea
Nel precedente aggiornamento avevamo raccontato la protesta dell’11 settembre davanti alla sede milanese di AB InBev e soprattutto le difficoltà incontrate dalle ipotesi di cessione. Il successivo incontro del 14 settembre, tra azienda, sindacati e Regione Lazio, non aveva portato le novità sperate dai lavoratori. La FLAI CGIL Roma e Lazio aveva riferito che la proposta economica relativa alla procedura rimaneva insufficiente e che, in quel momento, le ipotesi di vendita sembravano essersi arenate. Il sindacato chiedeva quindi di mantenere aperto il confronto, mentre sullo sfondo continuavano a essere citati altri possibili interessamenti per lo stabilimento. Era una fase particolarmente delicata, perché il confronto sulla sorte dei dipendenti procedeva parallelamente a quello, ancora incerto, sulla possibilità di evitare la dismissione del sito produttivo.
Il 22 settembre la protesta torna a Borgorose
Una settimana più tardi la mobilitazione è tornata davanti ai cancelli dello stabilimento di Piana di Spedino. Il presidio del 22 settembre ha avuto una forte componente simbolica: i lavoratori hanno allestito una sorta di cimitero con lapidi riportanti i nomi di alcune delle birre storiche del marchio, bottiglie al posto dei ceri e fiori rossi. Al di là della scenografia, il messaggio era soprattutto rivolto al futuro degli impianti. I lavoratori dichiaravano di non sapere quale sarebbe stato il destino degli asset e dei macchinari e chiedevano che lo stabilimento rimanesse integro, così da non precludere una successiva cessione a un altro soggetto industriale. Secondo quanto riferito durante la manifestazione, le trattative con i potenziali acquirenti non avevano portato a un accordo; tra le possibilità rimaneva anche quella di una cooperativa. Il dato sui lavoratori citato in occasione del presidio era di 27 persone complessivamente coinvolte nella vertenza, 21 delle quali con contratto a tempo indeterminato.
La novità è l’accordo con i 20 lavoratori
Il passaggio decisivo è arrivato oggi, 28 settembre. Birra del Borgo ha comunicato di aver raggiunto un accordo con le organizzazioni sindacali al termine del percorso di confronto relativo alla cessazione dell’attività dello stabilimento di Borgorose. L’intesa riguarda la totalità dei dipendenti interessati dalla procedura e ha ottenuto l’adesione di tutti i 20 lavoratori coinvolti. Il pacchetto prevede misure economiche “significativamente migliorative” rispetto a quanto previsto dalla normativa e l’attivazione di un servizio di supporto alla ricollocazione attraverso un operatore specializzato. L’amministratore delegato Leonardo Volpicella ha parlato di una conclusione positiva di un confronto lungo e articolato, sottolineando l’attenzione dell’azienda nei confronti delle persone coinvolte. Nel comunicato vengono inoltre ringraziati Regione Lazio, Unindustria, organizzazioni sindacali, rappresentanze dei lavoratori e il sindaco di Borgorose Mariano Calisse.
La cessione degli impianti rimane sul tavolo
La parte più interessante del comunicato aziendale, però, riguarda ciò che accadrà dopo la conclusione della procedura. Birra del Borgo afferma infatti di essere ancora disponibile a valutare un’eventuale cessione degli asset industriali a soggetti interessati, a fronte di proposte concrete e sostenibili. È una precisazione che lascia formalmente aperta una porta che nelle ultime settimane era sembrata sempre più vicina a chiudersi. Ma va anche interpretata con cautela: non equivale all’annuncio di una trattativa in corso né, tantomeno, all’esistenza di un acquirente. La differenza rispetto alle settimane precedenti è quindi soprattutto nella posizione dell’azienda: la procedura che riguarda i lavoratori è arrivata alla sua conclusione, mentre la disponibilità a valutare una vendita degli asset viene esplicitamente mantenuta.
Che cosa resta della vicenda di Birra del Borgo
Il nuovo scenario separa quindi due questioni che finora erano rimaste strettamente intrecciate. Da una parte c’è la vertenza occupazionale, che con l’accordo del 28 settembre entra nella fase conclusiva. Dall’altra c’è il destino dello stabilimento di Borgorose, per il quale non è ancora stata trovata una soluzione industriale. È quest’ultimo il punto su cui si concentreranno ora eventuali sviluppi. Perché, anche se la procedura di cessazione delle attività procede, la disponibilità dell’azienda a valutare proposte per gli asset mantiene almeno teoricamente possibile un passaggio a un nuovo soggetto.
Dopo settimane in cui il confronto era sembrato ridursi alla scelta tra chiusura e workers buyout, il quadro si è quindi spostato nuovamente. L’accordo con i lavoratori definisce le condizioni della fine dell’attuale esperienza produttiva; resta ancora da capire se quelle stesse strutture potranno essere utilizzate per dare vita a una nuova esperienza industriale a Borgorose.





